#ultimoe1senzauto

OLYMPUS DIGITAL CAMERASono le 10,00 del 30 dicembre quando chiudo la porta di casa, con l’idea di riaprirla nel nuovo anno. Metto il guinzaglio a Teo, scambio un’occhiata d’intesa con Elena e partiamo.

Lo zaino non è troppo pesante, solamente un pò voluminoso e da questo si capisce che la nostra non è una gita giornaliera. E’ una sensazione nuova quella di camminare per le vie vicino a casa in questo modo, agghindati da camminatori, solitamente succede che prendiamo l’auto raggiungiamo un posto più o meno lontano da casa, in genere nuovo e si parte con lo zaino a spalle. Oggi invece niente auto, partiamo da casa e andiamo verso le nostre montagne, la Lessinia per questo ultimoe1senzauto.

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Sono tre anni che abbiamo iniziato a porci come semplice proposito quello di chiudere l’anno in corso e aprire quello nuovo, senza usare l’auto. Questa cosa per noi ha un po’ il sapore della “scaramanzia”, non tanto nel senso della fortuna, ma quanto nel senso dell’augurio e cioè quello di cercare di utilizzare l’auto il meno possibile durante tutto l’anno, un gesto scaramantico che ha il valore di ricordarci che possiamo prenderci un piccolo impegno: quando si può si lascia l’auto ferma!

fiori teo

Ognuno di noi può dare a un gesto come questo il valore che crede, per noi rappresenta un piccolo contributo e un impegno ad inquinare meno, inoltre è una presa di consapevolezza e una volontà a valorizzare il movimento come occasione per riscoprire sé stessi, di valorizzazione della lentezza come aggettivo alle nostre azioni quotidiane, di contatto con la natura che è sempre in trasformazione e sempre nuova anche se se è quella appena fuori casa, e di incontro con gli altri.

Dopo mezz’ora dalla partenza, mentre salivamo la dorsale Preafita passato il castello di Montorio una voce femminile dietro di noi: “ciao ho visto il vostro video ieri sera. Bravi! Vi seguirò! Buona camminata!” Donatella, il primo di molti incontri fatti durante questi tre giorni di cammino. Gia perché la sera prima io ed Elena abbiamo deciso di fare un video su FB dove lanciavamo questa nostra iniziativa , così ci piaceva questa semplice idea e ci divertiva. E così mano a mano che il tempo passava aumentavano le persone che visualizzavano i video e ci inviavano messaggi di augurio e condivisione dell’idea.

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Abbiamo camminato per tre giorni, la prima notte l’abbiamo passata a casa di amici ad Azzago dove abbiamo festeggiato un pre-ultimo dell’anno e poi tutti quanti insieme il 31 dicembre siamo partiti questa volta eravamo in 7 adulti, 4 bambini dai 6 ai 10 anni e 2 cani, una piacevole giornata insieme ad amici con la possibilità di stare insieme ore in silenzio o a chiacchierare. A sera siamo arrivati nel vajo dell’Anguilla, uno dei vaj più selvaggi della Lessinia, alle porte del parco, già nella “terra dei lupi”… dove volevamo arrivare.

fiori bosco

Abbiamo festeggiato l’anno che si chiudeva e dormito tutti insieme nella casa di mia mamma in mezzo al bosco. Poi il primo dell’anno, senza troppa fretta (visto i festeggiamenti) e sotto un’abbondante nevicata siamo partiti solo io ed Elena con Teo, seguendo sul fianco il vajo, fino a sera per poi rientrare alla casa di mia mamma.

Siamo stati e ci siamo sentiti viaggiatori a piedi, anche se eravamo in posti noti e familiari. Ci siamo sentiti tali, attenti all’incontro, al saluto, alla meraviglia, al silenzio. Abbiamo viaggiato con lentezza, perché spesso ci capita di correre in modo frenetico e ci perdiamo così i particolari le piccole variazioni. Abbiamo attraversato il territorio di casa nostra con una consapevolezza nuova, meravigliandoci del sapore che ci ha lasciato.



kross urban

KROSS-URBAN

Durante questi tre giorni di cammino ho tenuto ai piedi la Kross Urban della Lizard, Volevo mettere alla prova la resistenza, l’impermeabilità ma soprattutto volevo tenerla ai piedi per più giorni. Sono sempre stato abituato ad avere scarponi da trekking ma questa volta invece volevo vedere come sarebbe stato portare scarpe leggere, volevo capire se arrivavo a sera come al solito con una gran voglia di togliermi gli scarponi, ritrovandomi i piedi indolenziti. Invece non è stato così, la suola in Vibram anche se minimale si è comportata molte bene in tutti i terreni, pioggia e neve non mi hanno dato nessun problema e alla sera i piedi stavano benissimo.

In questo link trovi un breve video relativo a questi tre giorni:  https://youtu.be/MkgsGPdiI0U dove faccio vedere e spiego alcune cose sulla Kross Urban.

Sono rimasto molto soddisfatto da tutti i punti di vista, una scarpa pensata per l’urbano ma che non teme di certo i terreni outdoor!

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Camminare con i bastoncini

imm089Camminare è forse il movimento che pratichiamo maggiormente nei nostri incontri di ginnastica naturale, è la base sulla quale inseriamo la maggior parte del lavoro, e oggi pensavo di scrivere qualcosa sul camminare con i bastoncini.

Il bastone è sempre stato un compagno per l’uomo che cammina, un amico quasi. Io ricordo quando andavo a funghi con mio papà, da piccolo, ognuno di noi doveva avere un bastone per aiutarsi nel cammino, appoggiarsi nei punti più ripidi da salire e per sostenersi in quelli più scoscesi, inoltre serviva a spostare le foglie e trovare i finferli e nel caso trovassi una vipera serviva a difenderti. Mi piaceva scegliere il mio bastone e intagliarlo, toglievo la corteccia in modo preciso, cercando di dare delle forme e lo stesso facevo con gli intagli nel legno, era un modo per legarsi al bastone, per lasciare una storia e quando lo perdevo, o si rompeva, era sempre un dispiacere.

I camminatori con il tempo si sono resi conto che il bastone aiuta a scaricare il peso e facilita il cammino e questo ha portato all’adozione dei bastoncini come aiuto nei trekking. Inizialmente quelli da sci poi, con il tempo, sono nati quelli telescopici nello sci alpinismo e subito adottati anche dai camminatori. Oggi, anche in questo campo, la tecnologia fa sfoggio di meraviglia e quindi i bastoncini sono telescopici e modernissimi, con impugnature ergonomiche, puntali e rondelle intercambiabili, alcuni sono ammortizzati e altri hanno una piccola piccozza incorporata…veramente sono diventati uno strumento molto tecnico.

 Sono stati fatti diversi studi sull’uso dei bastoncini nei trekking e si è scoperto che contribuiscono notevolmente ad alleggerire il carico alle ginocchia, fino al 25%, quindi sicuramente sono un ottimo aiuto per chi cammina, in modo particolare dovendo affrontare ripide salite e discese. Questo aspetto è veramente importante nel caso in cui si affrontino trekking con zaini importanti, inoltre i bastoncini diventano importanti, per mantenere e migliorare l’equilibrio, in discesa e in salita e in terreni molto sconnessi.

Credo che tutti quelli che abbiano provato a camminare con i bastoncini ne abbiano trovato un beneficio.

Come vanno usati i bastoncini? Cominciamo dalle regolazioni, l’altezza è variabile in funzione del terreno, però la regola generale è la seguente: tenendo il bastoncino perpendicolare al terreno, l’impugnatura deve essere ad un’altezza tale da permettere  al gomito di avere un angolo di 90°. Però a questa regola vanno apportate varianti in funzione appunto del terreno: se siamo in salita vanno più corti, mentre invece in discesa li possiamo allungare, con le ciaspole sulla neve in genere li teniamo più lunghi.

I bastoncini hanno il lacciolo, che è fondamentale per l’utilizzo del bastoncino stesso in modo efficace. S’infila il lacciolo con la mano da sotto e poi s’impugna lo stesso lacciolo nell’impugnatura che solitamente è sagomata.  In questo modo, se la lunghezza del lacciolo è giusta,  potremmo sentire come il peso e la forza di spinta si scarichi sul lacciolo stesso.

Camminando il bastoncino non viene mai generalmente portato davanti al piede, ed avanza quello opposto al piede: quindi piede destro avanti bastoncino sinistro avanti. L’aiuto dato dai bastoncini deriva soprattutto dal movimento di spinta che riusciamo ad effettuare con gli arti superiori, per intenderci i bastoncini non servono per appoggiare le braccia, ma per spingere con le braccia stesse.

 In questi ultimi anni è nata una nuova moda sportiva il Nordik Walking che consiste appunto nel camminare con i bastoncini. Questa attività è nata per svolgere dell’attività fisica finalizzata al miglioramento dello stato di salute delle persone.

Fare del trekking e fare nordic walking sono due cose diverse e potremmo dire che anche l’utilizzo del bastoncino è diverso, infatti nel trekking è un aiuto nel cammino, un supporto per alleggerire le ginocchia, sopportare il peso dello zaino e mantenere l’equilibrio. Nel nordic walking invece viene l’obiettivo è quello di aumentare lo sforzo fisico, il consumo di calorie e mettere in moto più gruppi muscolari. E’ un’ottima attività da fare per tenersi in forma, per mantenere un buon livello di fitness ed essendo molto semplice, non richiede particolari abilità e quindi è una proposta adatta a tutti.

Nell’esecuzione della tecnica del N.W. alcuni studi riportano un aumento del consumo calorico, rispetto al normale camminare, del 45% e un coinvolgimento del 90% della muscolatura del nostro corpo.

Una cosa che mi sembra importante sottolineare è che a volte alcune persone, che sperimentano per la prima volta l’uso dei bastoncini, si trovano un po’ impacciati e quindi preferiscono non utilizzarli. In realtà è solamente una questione di abitudine, di allenamento e di uso corretto del bastoncino. Dico questo perché consiglio vivamente l’uso dei bastoncini nelle escursioni, per le motivazioni che ho riportato sopra.

Invece chi intende utilizzare la camminata come un esercizio fisico per migliorare la propria forma fisica, prenda in considerazione l’uso del bastoncino poiché questo permette sicuramente di raggiungere dei risultati migliori.

 A me piace molto il bastone trovato nel bosco con una sua forma unica diversa da tutte le altre che accompagna il camminatore nelle sue escursioni, per questo vi allego il filmato di questo artista

Buone camminate.