Quanto muoversi, Come muoversi.

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In questo momento sono seduto sullo sgabello sto scrivendo quello che state leggendo, contemporaneamente sto dolcemente dondolandomi da un ischio ad un altro, lo sgabello ha un cuscinetto arrotondato e questo dondolio ha un effetto così piacevole sulla parte bassa della mia schiena nella zona lombare. Respiro profondamente e piano piano riduco questo dondolio cercando di sentire quante vertebre si muovono. Ecco, le sento, saranno 5 o 6 tutte le lombari e l’osso sacro naturalmente. Riduco piano piano e si riduce anche il movimento delle mani sulla tastiera per simpatia, smetto di scrivere… muovo adesso 4, poi 3 poi mi pare che siano solamente 2 le vertebre che si muovono e cerco di visualizzare questo movimento. Adesso trasformo il movimento da laterale, a circolare, cerco di stringere sempre di più questo cerchio, di accorciare il raggio, un movimento millimetrico. Sono li con l’attenzione in questo “luogo” che è il luogo dell’energia primaria del nostro corpo, l’”hara”, il “dantien”, così viene chiamato in oriente. Comincio a sentire un calore interno, dopo questo piccolo movimento, che mi riscalda il ventre, il respiro è calmo lento e profondo il mio tono muscolare è rilassato…un piacere.

Spesso mi viene chiesto quanto tempo dedicare al movimento e spontaneamente mi viene da dire: “Ogni momento della tua giornata che puoi! Anche se sono solamente 10 minuti, non importa, fallo!” .

Ogni giorno più volte al giorno, cerco di osservare come mi muovo, come resto seduto, come resto in piedi e sperimento situazioni, posture, movimenti e provo a modificare la velocità, il carico, l’attenzione provo a sentire il rumore del mio movimento, a vedere l’effetto che ha sulla mia mente, sul mio stato d’animo, sulle mie relazioni…però la mia è una deformazione professionale.

Però un tempo quando il lavoro necessitava di forza fisica, di strategie di movimento, di risparmio energetico, di utilizzo consapevole della forza e della postura era così, c’era un’attenzione al movimento in ogni gesto. Oggi invece non abbiamo questa necessità, sono pochi i lavori che richiedono un’attenzione al corpo e allora bisogna inventarsela. Ogni possibilità è buona da sfruttare, salire le scale, attraversare un giardino, spostare delle carte, aspettare l’autobus, scendere dall’auto e così via. Sono convinto che dedicare pochi minuti, più volte al giorno della propria attenzione, energia, creatività, al movimento sia importantissimo, più di fare una mezz’ora di auto per arrivare in palestra e svolgere un programma aerobico di 45’ di top, di jog, di cyclette e poi sollevare per un’altra mezz’ora pesi per poi fare un’altra mezz’ora di auto per tornare a casa per due volte alla settimana.

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L’idea che molti hanno è che il movimento deve essere funzionale ad un risultato. Si fa movimento per dimagrire o per tornare in forma, per la salute, per sfogarsi e per la prestazione.

Però penso che sia un’idea riduttiva nei confronti del valore che ha il movimento per la nostra vita e nei confronti del corpo. Il movimento è vita e il corpo siamo noi, senza corpo non esistiamo, senza movimento siamo morti. In ogni nostro momento, in ogni istante del giorno ci muoviamo, anche quando dormiamo il nostro corpo è in continua attività e si muove, esplicando tutte le sue funzioni. Il movimento è un nutrimento per l’uomo, nutriamo il nostro organismo, agevola le funzioni vitali, viene favorita la circolazione dei liquidi ed energetica, gli scambi tra tessuti. Il movimento riequilibria il nostro “circuito energetico”, da modo alle tossine che si sono accumulate durante il giorno nel nostro corpo, di entrare in circolo ed essere eliminate, lasciando così spazio a nuova energia che ci rivitalizza. Ma non solo, fare movimento ci permette di ritrovare il nostro equilibrio psicologico e ancora di più , sono molte le pratiche di movimento che aiutano a coltivare lo spirito, che avvicinano l’uomo alla dimensione spirituale e lo fanno sentire completo, in pace con sé stesso.

Quindi non c’è solo una quantità, ma è necessario inserire il parametro qualità. Ho conosciuto molte persone che grazie allo sport si sono “rotte” e forse in molti casi è mancata la qualità e c’era troppa quantità, sovraccarico. Non conta solo la fatica, il sudare, il raggiungere un certo limite di tempo, il sollevare un certo quantitativo di peso o numero di ripetizioni, ma conta l’intenzionalità, il valore a cui si da al corpo e al muoversi, solo così si può esprimere il movimento in modo armonico e avere un effetto positivo su di noi.

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Naturalmente se poi possiamo dedicare un’ora al giorno, come consiglia l’OMS, a fare attività fisica tanto meglio, però non è in un’ora, 2 volte alla settimana che trasformiamo il nostro corpo, la nostra salute, come vorremmo

Avere sempre uno sguardo a: “come mi sto muovendo? Come sto respirando? In quanti modi posso fare questo movimento? …e cosi via. Allora diventa anche questo un gioco divertente, inoltre ci allontana dalle nostre solite preoccupazioni di tutti i giorni, dai nostri schemi di ansia e vi assicura vi aiuta ad avvicinarvi al movimento, all’attività fisica, al vostro corpo in modo dolce e duraturo e può rappresentare una buona base per una trasformazione.

Ho scritto tutto questo per segnalarvi un video di Charles Demelenne  un uomo ottantenne che svolge la sua attività fisica giornaliera. E’ un maestro di Hebertismo, del Metodo Naturale e ogni giorno dedica poco più di 20 minuti alla pratica del movimento, come “pratica di buona vita” potremmo dire. Mi piace questo video perché vedo il piacere di muoversi, vedo la concentrazione nell’eseguire il movimento, vedo il gusto di poter fare determinati movimenti e vedo la soddisfazione della riuscita e tutto acquista un senso profondo…e poi un giorno provate a fare tutto quello che fa questo signore e sentite il sapore che potrebbe avere a farlo ad 82 anni.

Vorrei adesso chiedere a te che leggi una cosa, mi piacerebbe avere un segno di vita da parte tua, le statistiche mi dicono che ci sono diverse persone che leggono quello che scrivo e a me piacerebbe sapere chi sei, mi piacerebbe avere suggerimenti, indicazioni, confronti. Quindi dammi un rimando scrivi un commento o anche solo un saluto mi faresti un gran bene.

N.

Sulla Lentezza

imm034Circa una decina d’anni fa sono stato in Ecuador per una spedizione naturalistica, ero il fotografo di questa spedizione. Siamo stati ospiti per circa una decina di giorni di una famiglia di indigeni nella foresta amazzonica, ai margini della foresta primaria. Questa famiglia apparteneva al gruppo indigeno che parla il Kichwa, che è una delle lingua appartenenti alle lingue Quechua, lingue dei Nativi Americani. Abbiamo vissuto nella loro casa, una palafitta, seguendo un po’ i loro ritmi.

La cosa che mi è rimasta impressa di quell’esperienza, era che facevamo solamente una cosa al giorno. Un giorno si andava a fare la spesa, oppure si andava a procurare del cibo al fiume, piuttosto che all’interno della foresta. A quelle latitudini quando si fa qualcosa ciò che è bene evitare è la fretta, la fretta e la velocità sono pericolose e quindi chi vi abita ha imparato a limitare le cose da fare ad una al giorno o poco più, proprio per non incorrere nel pericolo di avere fretta.

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Questo aveva il grande vantaggio di poter disporre di molto tempo con la possibilità quindi di lasciarsi “distrarre” da qualsiasi cosa appariva o si infrapponeva con quello che stavi facendo. Per andare a fare la spesa dovevamo percorrere circa 30 km e l’unico modo per andare era raggiungere a piedi una sterrata e poi aspettare che passasse un carro alla quale chiedere un passaggio. C’era la possibilità di impiegare la mattinata e buona parte del pomeriggio perché il carro doveva passare a casa di qualcuno, oppure trovava qualcuno da portare prima in altri posti e così ti ritrovavi a mangiare o bere qualcosa a casa di sconosciuti per poi riprendere il cammino magari anche avendo comperato da loro un pollo o delle uova.

sez viaggi e culture

Ho un ricordo molto bello di quel tempo passato. Un tempo leggero, un tempo di risate da far male le guance, ma soprattutto un tempo lungo, enormemente lungo. Anni più tardi la stessa sensazione l’ho vissuta in Africa, le volte che ci sono stato, poche cose da fare durante la giornata, una o due, che occupavano realmente una piccola parte del tempo, ma poi il resto era un tempo da vivere, fatto di incontri, distrazioni e meraviglie, ed era un tempo lungo, molto lungo.

Mi ritrovo più volte nelle mie giornate, a pianificare il mio tempo, cercando di definire tutto in modo tale da essere molto efficace e riuscire così, a fare molte cose nella minor quantità di tempo. Il tutto finalizzato ad un’illusione, quella di avere più tempo libero. Questa efficacia, questa abilità di incastrare le cose da fare e sbrigare gli impegni è dominata spesso dalla velocità, la quale però non lascia spazio alla distrazione, non lascia spazio per osservare i particolari o le piccole variazioni che sfuggono ad uno sguardo veloce. Non solo, ma poi, la sensazione ultima, a fine giornata, quando mi guardo indietro e faccio il resoconto vedo che ho fatto molte cose però la giornata è passata in un lampo, velocissima, senza quasi che me ne renda conto. Mi rimane un punta di amarezza e un dubbio. L’amarezza è data questa sensazione di velocità, dell’idea del tempo che passa senza rendermene conto e quindi mi sfugga quasi e il dubbio è quello di essermi perso delle cose, di non aver vissuto pienamente.

Credo che vi sia qualcosa di magico nella lentezza. Associo la lentezza alla pace, al silenzio, alla quiete, all’ascolto, al respiro, al rilassamento, alla contemplazione, alla meditazione. Mentre invece associo la velocità alla frenesia, al rumore, alla confusione, al frastuono, all’ansia, alla tensione. Su un libro di Qi Gong, leggevo che un maestro, 1000 anni prima Cristo, sosteneva che le situazioni simili tendono ad influenzarsi a vicenda, una sorta di simpatia. Se andiamo lenti quindi di conseguenza avremo rilassamento quiete, pace, e così via, mentre se la nostra vita è solamente veloce avremo tensione, frenesia, frastuono, agitazione.

Sono molte le culture nelle quali possiamo trovare traccia della lentezza, di movimento lento sempre associato ad una ricerca di ricerca di pace, di quiete, di meditazione e non ultimo di spiritualità. Oggi anche nella cultura occidentale, la scienza comincia a dar credito a quelle pratiche di quiete e di meditazione che influiscono sulla qualità di vita di ognuno di noi. Pratiche che possono aiutarci a preservare la nostra salute o addirittura a controllare fenomeni di aggravamento e peggioramento della malattia.

Credo che sia bene una buona abitudine dedicare del tempo della nostra giornata alla lentezza e così, ti suggerisco una semplice tecnica di camminata lenta che si può definire anche meditazione camminata o meditazione in cammino. La puoi praticare all’aperto in mezzo alla natura, le prime volte meglio se lungo un percorso pianeggiante, questa tecnica attinge e la puoi trovare nelle conoscenze degli indiani Toltechi, ma anche dei monaci zen, delle tecniche di yoga, del qi gong.

Se vuoi praticare la meditazione camminata non devi avere l’obiettivo di raggiungere un luogo, ma semplicemente di camminare, lo scopo è quello di radicarti nel presente e gustare ogni passo, consapevole di respirare. Prima di cominciare abbandona le ansie e le preoccupazioni della giornata, non pensare al futuro, a quello che ti aspetta, non pensare al passato, a quello che è stato, ma gustati l’attimo presente.

Inizia a camminare e cerca di coordinare la respirazione con i passi, (puoi riprendere anche la tecnica del Brethwalking nel post relativo) e quindi comincia a contare tre passi in inspirazione e tre passi in espirazione (la durata dell’inspirazione non deve necessariamente essere identica alla durata dell’espirazione) regola il numero dei passi a piacere, finché non trovi il tuo ritmo. Mentre cammini cerca di essere consapevole del contatto tra i piedi e la terra, fai questo con cura e attenzione, continua a seguire il tuo respiro però concediti anche di guardarti attorno e gustare la natura che vedi, senza farti risucchiare dai tuoi pensieri.

Sperimenta così la lentezza e tutto ciò che per simpatia l’accompagna, come il silenzio, la pace, il rilassamento. Pratica questo semplice esercizio per 10 minuti ogni giorno e noterai dei cambiamenti nella qualità della tua vita…e quei 10 minuti diventeranno i più importanti della tua giornata.

Buon Cammino

sez natura

Ginnastica e Stagioni

valle sfingiCome dicevo nello scorso post, uno dei principi ispiratori della ginnastica naturale sono state le stagioni, quindi i ritmi della natura e i ritmi dell’uomo, la relazione tra i ritmi del nostro corpo (microcosmo) con i ritmi della natura (macrocosmo). Abbiamo bisogno di mangiare, dormire, bere, ecc. e tutte queste, e altre attività, hanno una scadenza temporale, devono rispettare un determinato tempo, per non incorrere in disequilibri o disagi. La ricerca del benessere passa anche da questo, cioè dalla capacità di conoscere e rispettare il nostro ritmo biologico e sintonizzarlo con quello della natura.

Parlare di ritmo significa parlare di tempo. La successione di un fenomeno che si ripete nel tempo, è il significato della parola ritmo, quindi la misurazione del tempo è fondamentale. L’elemento da cui l’uomo è partito in origine per misurar e il tempo, e che ancor oggi è alla base di tutta la nostra vita e di tutti i nostri ritmi, è il sole.

Il primo strumento che l’uomo ha creato per misurare il tempo è il calendario, che serviva anticamente per sapere in anticipo il passaggio da una stagione all’altra, che era di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell’uomo nei tempi passati.

Oggi noi adottiamo un calendario solare, ma esistono calendari lunari e anche calendari lunisolari, quest’ultimo incorpora elementi sia dell’uno che dell’altro. Il calendario cinese, ad esempio, è un calendario lunisolare e quindi le stagioni iniziano in altri periodi dell’anno, di quelli che comunemente conosciamo, e cambiano da un anno all’altro. In questi giorni si è celebrato il capodanno cinese, il 31 gennaio (ed è iniziato l’anno del cavallo) e questo giorno, per i cinesi, coincide con l’inizio della primavera. Quest’anno la primavera cinese termina il 30 di aprile e da quel giorno inizia l’estate. Quindi, per il calendario cinese le stagioni sono un po’ a cavallo degli equinozi e dei solstizi.

Le stagioni che conosciamo sono 4: la primavera, l’estate, l’autunno, l’inverno. Però   cambiando latitudine, cambiano anche le stagioni, nelle terre vicino ai poli vi sono due stagioni, quella fredda e quella calda e anche nelle zone equatoriali ne troviamo due, quella secca e quella delle piogge. Per la medicina cinese invece sono 5 con la tarda estate (vedi post “La quinta stagione”) che si aggiunge alle 4 che conosciamo. L’Ayurveda invece divide l’anno in 3 stagioni secondo il principio dei doshaKhapa, Vata, Pitta con i segni distintivi di ciascun dosha riferito al periodo dell’anno. I nativi Americani invece, consideravano più stagioni a seconda di quello che osservavano: il germogliare, il fiorire, il cadere delle foglie e il dare frutti della vegetazione; il nascere, crescere e decadere dell’anno; il mutare, le migrazioni e l’accoppiarsi degli animali e degli uccelli…mi piace molto questo modo di misurare il tempo che passa.

Ogni stagione rappresenta, e porta dentro di sé, dei segni distintivi ed unici, che permettono all’uomo di individuare e prevedere ciò che succederà in natura, e quindi la possibilità di armonizzarsi con questo cambiamento.

Il nostro corpo sente e vive questo, sente e vive il passaggio da una stagione all’altra e reagisce a questo sentire, modifica il suo funzionamento in ordine di questo, come del resto fanno tutti gli esseri viventi sulla terra. Non sempre noi ne siamo consapevoli, perché il nostro mondo spesso è fatto di artificialità, viviamo in case riscaldate, illuminate, in ambienti che ci proteggono e ci tengono il più possibile lontano  dalla natura esterna e questo scombina un po’ i nostri ritmi.

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Ogni stagione ha un movimento energetico globale, che è per alcuni aspetti è anche facilmente intuibile, perché basta cogliere i segnali che la natura ci offre, basta saper osservare quello che nella natura succede. Questo movimento energetico globale, diventa la nostra guida, nella ricerca del benessere, ci indica la strada di cosa può essere bene fare e cosa e meglio evitare o limitare.

Nel prossimo post parlerò di questo, cercando di descrivere quali sono le caratteristiche della primavera e dell’estate che sono le prossime stagioni che andremo ad incontrare.

La luna e il corpo (Cancro e Leone)

luna e corpoHo fatto una pausa di vacanza e adesso riprendo a scrivere di ginnastica naturale e proseguo con il lavoro iniziato sulla luna e il corpo. I segni di questo post sono il cancro e il leone, due segni che coinvolgono parti del corpo molto importanti e legate fortemente alla vita.

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Il Cancro interessa la zona del petto, dei polmoni, ma anche stomaco, fegato e cistifellea. Quindi, come per gli altri segni, tutto ciò che faremo nei giorni dominati dal Cancro sarà molto più efficace, sia in senso positivo che negativo, ricordatelo.

Il torace, il petto, sono la zona dell’affettività, la gabbia toracica protegge gli organi interni: il cuore (che viene trattato nel segno del Leone) e i polmoni che rappresentano la nostra capacità di assorbire ed emettere vita. Questa è una zona sensibile del corpo e se ci mettiamo in ascolto, possiamo raccogliere ed individuare le sensazioni del nostro corpo e cercare di capirle. Lo stomaco provvede alla nostra digestione e rappresenta anche la nostra capacità di accettazione, così come il fegato rappresenta la nostra capacità di adattamento, spesso le preoccupazioni, le inquietudini portano a problemi al fegato.

Quindi prendersi cura di queste parti del corpo, influenzate dalla luna, quando transita in Cancro, vuol dire fare attenzione al mangiare, eliminare cibi troppo pesanti, moderare il consumo di alcol e caffè. Durante questi giorni evitate motivi di conflitto e fate attenzione a non innervosirvi troppo. Passeggiate dopo pranzo e respirate, lasciate correre le cose difficili e respirate.

Gli esercizi che sono buoni in questi giorni sono questi:

  • Il primo è un esercizio di consapevolezza, sdraiati a pancia in su con le mani nella parte bassa della gabbia toracica, ascoltate l costole che si alzano mentre respirate. Sentite le ultime due costole che sono fluttuanti. Adesso, con i pollici, partendo dal lato della gabbia toracica, tracciate lo spazio fra ciascuna delle successive dieci paia di costole, fino a raggiungere il punto di attacco delle costole allo sterno. Potreste sentire un po’ d’indolenzimento, ma cercate di incoraggiare la formazione di una distanza tra le costole. Finito questo, cercate di sentire la profondità della gabbia toracica, ruotate su un fianco e sentite l’effetto della forza di gravità in questa pozione e fate delle piccole oscillazioni. Poi ruotate sul ventre e sentite il movimento delle costole in questa pozione continuate a ruotare passando sull’altro fianco e poi ancora di schiena. Mettetevi in pozione seduta e respirate.
  • Il secondo esercizio consiste nel sollevare le braccia all’altezza del petto e impugnare con la mano destra l’avambraccio sinistro e viceversa. A questo punto fate forza spingendo con le mani verso il gomito dell’altro braccio, nel contempo fate forza con le braccia per neutralizzare la pressione. In questo modo andrete a lavorare con i muscoli pettorali. Spingete contando fino al 3 soffiando fuori aria, rilassate e ripetete per 7 volte.
  • Il terzo esercizio consiste nel mettersi in posizione di quadrupedia e, cercando di flettere solamente il busto, eseguire un piegamento con le braccia tenendo lo sguardo fisso in avanti. Inspirate durante la flessione delle braccia ed espirate nel movimento di raddrizzamento delle stesse.

Altre cose che potete fare durante questi giorni sono esercizi di respirazione, meglio se fatti all’aria aperta naturalmente.

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Quando la luna transita nel segno del Leone invece, la sua azione è rivolta al cuore e allacircolazione, al dorso e al diaframma. Quindi anche qua tutto quello che fate di benefico per queste parti del corpo viene potenziato, così come tutto ciò che fate di non benefico.

Il cuore, come tutti i nostri muscoli, rappresenta gli sforzi, però questo muscolo è collegato alla vita, in modo particolare i problemi di cuore sono dovuti agli sforzi che facciamo a vivere e ad essere felici. L’apparato circolatorio rappresenta la circolazione di amore e di gioia dentro di noi, mentre il diaframma, anche lui un muscolo implicato nella respirazione, rappresenta lo sforzo, il dorso, la schiena, rappresenta il nostro sistema di sostegno. Quindi come dicevo all’inizio del post vedete che le zone coinvolte sono delicate, profonde e legate fortemente alla nostra vita, ancora più importante diventa allora l’attenzione da avere nei giorni del leone. Dobbiamo cercar e di evitare di fare faticacce sia fisiche che emotive, anche se in realtà potremmo sentirci in forma proprio come dei leoni.

Gli esercizi che potete fare in questi giorni sono i seguenti:

  • Il primo può essere fatto sia in piedi che da seduti, dovete aprire le braccia in fuori ricercando la perfetta orizzontalità dita devono essere tese come ad allungarsi il più possibile, mantenete questa posizione per 3 o 7 secondi e poi stringete le mani a pugno il più possibile, altri 3 o 7 secondi. Riaprite le mani al massimo e continuate così fino a quando non avvertite un flusso di energia percorrere gli avambracci, oppure fino a quando non vi sembra sufficiente. Inspirate quando chiudete le mani ed espirate quando le aprite.
  • Anche il secondo esercizio viene fatto in piedi, con il busto eretto ma non rigido, si inspira e si trattiene il respiro a polmoni pieni per 7 secondi; poi espirando lasciate che le braccia sbilancino il corpo un po’ in avanti e rimanete in questa posizione con il busto obliquo a polmoni vuoti per 7 secondi; successivamente inspirate, estendendo il corpo verso l’alto, lasciando che il peso delle vostre braccia producano un leggero sbilanciamento verso all’indietro; rimanete per 7 secondi in questa posizione a polmoni pieni; espirando tornate sulla verticale. Ripetetelo per sette volte.
  • L’ultimo esercizio consiste nel passare leggermente l’indice e il medio lungo il meridiano del cuore dell’altro arto superiore. Il meridiano del cuore inizia e percorre la parte interna dell’avambraccio e del braccio fino all’incavo dell’ascella. Espirate lentamente mentre seguite il meridiano, poi inspirate sempre lentamente e ripetete l’esercizio fino a quando ritenete voi.

Anche durante questi giorni è bene non esagerare con il cibo e con il bere.

E con questo sono cinque i segni che ho trattato. a dire la verità credevo di dedicare meno spazio a questo argomento, però poi al momento di affrontarlo rischiava di essere superficiale, quindi questa parte dal titolo La luna e il corpo, occuperà il suo spazio nel blog e spero che vi faccia piacere.

La luna e il corpo (Toro e Gemelli)

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Nello scorso post abbiamo visto l’influenza della luna quando transita nella costellazione dell’ariete. La luna rimane all’interno di una determinata costellazione solamente per 2 o 3 giorni per poi passare al segno successivo. A volte potremmo trovare delle differenze tra diversi calendari lunari, potrebbe non esservi corrispondenza sui giorni, questo dipende da chi pubblica il calendario, in questa caso potete sperimentare per conto vostro e verificare se effettivamente sentite o meno un maggior effetto su quella determinata parte del corpo.

toroDopo l’ariete viene il toro, e quando la luna si trova a transitare per questa costellazione, le parti del corpo interessate sono: la parte inferiore del capo, quindi la mandibola e il collo. Questa è una zona del corpo che spesso interessata da tensioni muscolari, quando siamo preoccupati serriamo la mandibola e se siamo tesi spesso il nostro collo è doloranti insieme alle spalle. Prendersi cura di questa parte del corpo, quando la luna transita in toro, significa rendersi consapevoli di questa zona importante, in particolar modo del nostro collo, parte tanto delicata che spesso crea problemi con i dolori cervicali molto comuni tra le persone. Il collo è una zona delicata da muovere con attenzione, è il collegamento tra la mente e il corpo per la medicina cinese nel collo passano tutti i meridiani e si trova il quinto chakra quello relativo alla comunicazione, al suono, all’espressione di sé.

Il primo esercizio che potete fare consiste nell’appoggiare le mani sulla nucca in modo che le dita delle mani si tocchino, a quel punto, facendo pressione con le dita, fate scivolare avanti le mani. Ripetete per sette volte questo movimento

Nel secondo dovete appoggiare la mano destra sul lato destro del capo (nella zona della tempia e della mandibola) e cercate di spingere con la mano, con il capo invece opponete resistenza. Non ci deve essere movimento ma solamente contrazione. Contate 3 secondi e poi cambiate mano e lato. Lo ripetete per 3 volte

Nel terzo esercizio abbandonate il capo verso dietro e con le mani bene aperte fate scorrere sulla parte anteriore del collo, facendo un movimento dall’alto verso il basso. Finche fate questo esercizio potete anche emettere dei suoni.

Come ultimo vi riporto l’esercizio già descritto nella newsletter N°0 per il tratto cervicale:

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Le altre cose che potete fare è aprire la bocca e fare delle smorfie, spingendo avanti il mento oppure a destra e a sinistra, allargando le guance, ridendo in modo esagerato e poi tirare fuori la lingua portarla in alto, in basso a destra a sinistra. Un esercizio per rilassare le corde vocali se a volte arrivate a sera che sentite la gola stanca, è quello di fare un “U” prolungata con la voce da cantante lirico, quindi il suono molto in gola, per la lunghezza di un respiro, quasi simile ad uno sbadiglio.

gemelliDopo il toro troviamo i gemelli e tutto ciò che faremo per le nostre spalle, per le braccia e per le mani avrà un effetto potenziato dalla presenza della luna in questa costellazione. Durante questi giorni anche i polmoni rientrano nell’influenza della luna.

Anche questa parte del corpo è importante, le nostre spalle rappresentano la nostra capacità di portare e sostenere i carichi, le responsabilità, i pesi della nostra vita. Spesso il dolore alle spalle rappresenta situazioni di carico di responsabilità eccessivo. Le braccia invece sono la parte del nostro corpo, che agisce, che ci permette di prendere, di eseguire delle attività, spesso il nostro fare, le nostre azioni sono svolte da braccia e mani. Un’altra cosa che facciamo con le braccia è abbracciare, con questo gesto accogliamo le persone e quindi sono anche un’espressione della nostra capacità di amare.

Ciò che possiamo fare con le braccia in questi giorni sono alcuni semplici esercizi.

Il primo è un esercizio che a me piace molto, e consiste nel ruotare abbastanza velocemente prima un braccio e poi l’altro. Dobbiamo ruotarli come fossero le pale di un mulino a vento, quindi con una certa velocità, non ci deve essere un intenso lavoro muscolare. Fate sette rotazioni verso dietro e sette verso avanti, primo il braccio destro e poi il sinistro. Potete ripeterlo ancora, fino a quando sentite le mani un po’ tese, allora potete fermarmi e sollevare le braccia tese in alto per un po’.

Successivamente potete aprire le braccia orizzontali, cercate di essere precisi in questo, poi aprite le mani con le dita tese espirando per sette secondi, poi chiudete la mani forte a pugno inspirando per altri sette secondi e continuate fino a  che sentite un flusso di energia che vi attraversa le braccia. A quel punto smette e rilassatevi un po’.

Questo è un esercizio che potete fare anche quando vi sentite un po’ troppo carichi, un po’ tesi, e si tratta semplicemente di sbattere verso il basso le braccia con dei movimenti di “frustata”, prima partite con movimenti solamente delle mani, poi aggiungete anche avambracci e infine tutto l’arto superiore partendo dall’alto. Potete anche aggiungere un po’ di movimento coordinato degli arti inferiori, dei saltelli e anche può essere utile accompagnare il movimento di frustata con un suono della voce. È un movimento che rilassa.

Potete poi fare delle rotazioni della spalle, piegate l’avambraccio sul braccio, gomito ad angolo retto, il pugno chiuso ma morbido, ed eseguite delle circonduzioni delle spalle…sette volte avanti e sette volte indietro.

Un ultimo esercizio che mi piace, è il seguente. Questo esercizio richiede un po’ di tempo, circa 15 minuti, quindi se avete tempo lo fate all’inizio, altrimenti tenetelo come unico esercizio da fare. Distendetevi sul fianco con le gambe leggermente flesse, il braccio a contato con il pavimento è disteso e rilassato oppure può sostenere la testa. Portate l’altro braccio verso l’alto, in direzione del soffitto, perpendicolarmente al corpo, cercate il punto di minor fatica, di equilibrio, chiudete gli occhi e sentite come l’allineamento dei segmenti ossei sia piacevole. Poi cominciate a descrivere dei piccoli cerchi sul soffitto con le dita e lasciate che i cerchi si allarghino progressivamente. Muovetevi lentamente e immaginate di non usare muscoli o comunque usarli il meno possibile. Quando vi pare che le circonduzioni siano sufficientemente ampie, invertite il senso di rotazione fino a disegnare progressivamente cerchi sempre più piccoli. Ritrovata la verticale del braccio passate all’altro.

Altre cose che possiamo fare per questa parte del corpo sono dei massaggi che ci possiamo fare per andare a stimolare tutto gli arti superiori. Poi visto che anche i nostri polmoni sono interessati dalla luna in questi giorni, possiamo fare delle passeggiate in natura e respirare aria pura, ponendo attenzione alla nostra inspirazione ed espirazione, magari facendo la “meditazione della respirazione” che trovate nel post sul “respiro”.

La luna e il corpo

imm039Vi dicevo che avrei approfondito l’argomento della luna e della sua relazione con le parti del corpo.

È un argomento che mi piace e, come dicevo nel post “Luna e magia”, ci trovo qualcosa che è impossibile comprendere e alla quale si può solamente credere o meno. E devo dire che questo aspetto mi piace e mi intriga.

Quando abbiamo la volontà di conoscere qualcosa cominciamo a raccogliere informazioni andiamo su internet, leggiamo libri, articoli, parliamo con persone che ci raccontano e poi attraverso il ragionamento, la logica, la sperimentazione pratica e i meccanismi mentali facciamo nostro l’argomento. La mente ci aiuta attraverso i suoi processi ad evolvere e ad approfondire la conoscenza.

Altre volte però, ci troviamo di fronte argomenti che sentiamo essere troppo “alti”, dove in qualche modo la mente e i suoi processi non sono più sufficienti per arrivare alla comprensione e quindi a quel punto entra in gioco un altro processo: la fiducia. Di fronte ad alcuni aspetti della vita noi possiamo crederci o meno perché la conoscenza di tali aspetti è troppo elevata e molto probabilmente richiede livelli di comprensione altri ai quali forse siamo poco abituati nella nostra società. Questo livello di comprensione e coinvolgimento a me piace, è un confine, è un linea di passaggio, è il limite tra razionalità e spiritualità.

Ecco, tutto questo per dire che quando si parla della luna, credo, bisogna mettersi in una predisposizione d’animo fiduciosa, perché ci sono aspetti che non possiamo spiegare razionalmente. Possiamo sperimentare esiste un momento giusto in cui la luna si trova in una determinata posizione e rapporto con gli altri astri tale da influenzare l’esito dell’imbottigliamento del vino, della messa a dimora di alcune piante, della panificazione, del taglio dei capelli ecc. però non troveremo delle spiegazioni scientifiche che ci diranno il perché c’è questa influenza.

La fonte principale che ha raccolto informazioni sulla luna, è la storia passata, i nostri avi hanno sempre tramandato informazioni relative alla luna, però nella nostra cultura il sapere di un tempo è spesso poco considerato, perché vecchio e sorpassato.

Io nei confronti della luna ho un atteggiamento di fiducia, ed è la stessa fiducia che ho nei confronti della natura e tutto sommato che ho anche in quello che l’uomo nei secoli ha sviluppato come esperienza nei confronti della natura.

L’uomo ha sempre considerato la posizione della luna come l’individuazione del “momento giusto” per fare una determinata cosa. Mi piace molto questo “momento giusto per fare una cosa” forse perché oggi la prima parte della frase non trova spazio, mentre la seconda “fare una cosa” ha ancora la sua parte.

Oggi il “momento giusto” non conta, perché il tempo a disposizione è sempre meno, non c’è un tempo per lavorare e uno per riposare, oggi uno riposa quando può. Facciamo attività fisica quando possiamo, meditazione quando abbiamo tempo, yoga nella pausa tra lavoro e aperitivo, ma non ci poniamo mai il problema se quello è il momento giusto.

Il nostro corpo è influenzato e comandato da ritmi che oggi nemmeno conosciamo e tantomeno riusciremo a tenere in considerazione.

La Luna da questo punto di vista è una guida e come tale si può prendere, con quell’atteggiamento di fiducia di cui parlavo sopra.

In questo articolo, scritto in più parti, tratterò quindi le parti del corpo che vengono influenzate dalla luna in funzione della sua posizione negli astri.

C’è una semplice regola da tenere presente: ogni cosa che voi farete, per la parte del corpo interessata dall’influenzata della luna, verrà potenziata, sia essa positiva che negativa. Quindi siete voi i primi a dover capire se ciò che state facendo, per quella parte del corpo è buona oppure no. Per fare un esempio, un esercizio ginnico può fare del bene, se fatto correttamente con il giusto carico e per il giusto numero di volte, potrebbe allo stesso modo essere dannoso se il numero di ripetute fosse elevato o il carico eccessivo.

Quindi è importante l’ascolto di voi stessi e  del vostro corpo finche fate movimento.

Parlando di costellazioni il primo segno dello zodiaco è l’ariete. Nel periodo in cui viene attraversato dalla luna, esercita la sua influenza sulla parte superiore del capo, quindi il naso, gli orecchi e gli occhi, potremmo dire buona parte della nostre capacità sensitive, vista, udito e olfatto.

Possiamo prenderci cura di questa parte del corpo, facendo dei semplici esercizi che se fatti quando la luna è in ariete hanno un maggior effetto benefico:

  1. Massaggiare con i polpastrelli tutto il capo, seguendo il profilo dell’attaccatura dei capelli e per tutta la testa.
  2. Poi passiamo al naso, possiamo “pinzare”, con pollice e indice, l’attaccatura del naso all’altezza degli occhi per alcuni secondi, dopodiché possiamo massaggiare tutto il naso.
  3. Per le orecchie invece possiamo prendere tra pollice e indice la zona che sta tra il lobo e la parte superiore (a metà circa) e tirare delicatamente verso dietro-fuori l’orecchio, sentiremo dopo alcuni secondo l’orecchio caldo e vivo.
  4. Invece per gli occhi possiamo sfregare bene le mani tra di loro e poi porre i palmi a coppa sopra gli occhi, (le dita però sono sulla fronte e non sugli occhi) e rimanere per alcuni minuti. È più facile farlo appoggiando i gomiti ad un tavolo.

Possiamo fare altre cose meno specifiche che però posso avere ugualmente un effetto benefico. Sicuramente una cosa che possiamo fare per tutti i giorni è quella di passeggiare in mezzo alla natura, in questo periodo potremmo passeggiare ponendo attenzione ai rumori della natura, cercando di individuare anche i più sottili. Potremmo osservare tutti colori della natura, le sfumature di verde, di grigio di marrone e di tutti gli altri colori e naturalmente gli odori della natura, ricercando quelli gradevoli e quelli meno, quelli pungenti e quelli dolci. In pratica ci possiamo concedere una pausa dalla vita stressante di tutti i giorni ed uscire per ristabilire e ravvivare i nostri sensi.

Questa prima parte finisce qua e nel prossimo post proseguirò con gli altri segni.

Attività Fisica

L’articolo di oggi è un po’ scientifico, volevo parlarvi dei criteri di quantificazione dell’attività fisica e la prima cosa da capire sono le motivazioni che ci portano a quantificare l’attività fisica.

Il mondo scientifico, oggi riconosce all’attività fisica un valore importante per il miglioramento della salute delle persone e come strumento di prevenzione di malattie. La bibliografia è ricca di evidenze scientifiche in merito, ed è largamente riconosciuto l’effetto del movimento e dello sport sulla qualità di vita delle persone. Da questo nasce la necessità di misurare la quantità di attività svolta, per capire qual è la soglia di utilità della stessa.

Credo che a tutti voi che mi seguite nell’attività pratica (meno gli ultimi arrivati), ho consegnato un questionario all’inizio, dove vi veniva richiesto di indicare quanta attività che avete fatto durante la settimana precedente. Il questionario che ho utilizzato è il Questionario Internazionale sull’Attività Fisica (IPAQ), che è riconosciuto e validato a livello internazionale e serve per indagare il livello di attività fisica di una persona.

I livelli identificati sono 3: lieve; moderato; intenso.

La differenziazione tra un livello e l’altro dipende da tre parametri: la frequenza, che è il numero di momenti settimanali durante i quali pratichiamo attività; l’intensità, quindi il tipo di sforzo che noi eseguiamo; la durata, cioè il tempo dedicato per ogni momento di attività fisica che svolgiamo. Questi, sono i parametri e i concetti, che avete trovato nel questionario.

Per definire la quantità di attività, viene utilizzato un indicatore specifico che è il MET, (equivalente metabolico, dall’inglese Metabolic EquivalenT). Il MET è un indicatore di spesa energetica di una qualsiasi attività od esercizio fisico.  Di fatto è importante sapere che l’unità, 1 MET,  è rappresentata dalla quantità di ossigeno consumata dall’organismo in un minuto in condizioni di riposo assoluto. Non vi spiego oltre perché ci addentriamo in aspetti legati alla fisiologia, che forse poco ci interessano. Credo invece, che sia interessante, capire qual è la spesa energetica di un’attività secondo questo indicatore. 

Di seguito trovate riportate delle tabelle pubblicate dall’American College of Sports Medicine sui costi energetici delle attività.

Costo energetico di alcune delle principali attività comuni in MET

Attività

MET

Lavori di casa leggeri (spazzare, stirare, spolverare)

2-4

Lavori di casa pesanti (rifare i letti, strofinare i pavimenti)

3-6

Lavori di manutenzione della casa (pitturare, misurare)

3-8

Giardinaggio

3-8

Falciare l’erba del prato

4-5

Lavori di falegnameria

2-7

Trapanare

2-3

Spaccare e tagliare la legna

4-10

Spalare la neve

6-12

Camminare in piano

3-5

Salire le scale

3-8

Scendere le scale

4-5

Costo energetico di alcune delle principali attività sportive in MET

Attività sportiva

MET

Attività sportiva

MET

Pesca

4-5

Equitazione

3-8

Caccia

3-7

Pallavolo

3-6

Golf

2-6

Pallacanestro

3-10

Danza

3-7

Tennis

4-9

Bowling

2-4

Sci alpino

5-8

Tiro con l’arco

3-4

Alpinismo

5-10

Ping-pong

3-5

Pattinaggio

5-8

Vela

2-5

Calcio

5-12

Escursionismo

3-7

Nuoto

4-8

Canottaggio

3-8

Attività subacquea

5-10

Ciclismo

3-8

Corsa

7-15

Squash

8-12

Per ogni minuto di attività, di cui sopra, una persona consuma il numero di MET indicati in tabella.  Ad esempio, nella camminata viene indicato un costo energetico di 3-5 MET al minuto (3 camminata normale, 4 moderata, 5 camminata intensa) quindi se una persona cammina per 60 minuti, consuma 180/300 MET.

 Le attività lievi sono le attività che sono al di sotto dei 3 MET, le attività moderate vanno dai 3 ai 6 MET, le attività intense sono sopra i 6 MET.

A questo punto è interessante sapere, che una persona viene considerata sedentaria quando consuma circa poco meno di 400 MET a settimana, mentre per essere considerata attiva deve arrivare a consumare almeno 600 MET a settimana. Si considera che una persona svolge un’attività fisica moderata, quando consuma tra i 600 e 1500 MET a settimana, oltre ai 1500 invece stanno le persone che svolgono attività fisica intensa.

Ritengo interessante e anche divertente, fare calcoli del costo energetico e capire quanta attività svolgiamo durante il giorno. Credo che anche per voi lo sia, ricordo che molti, quando mi hanno consegnato il questionario, si erano sorpresi della quantità di ore che rimanevano seduti durante una giornata, sono elementi di consapevolezza che a volte ci spingono a fare dei cambiamenti per migliorare la nostra vita.

Questo approccio, valorizza l’attività fisica come pratica importante per gli aspetti della salute del corpo.

Nell’impostazione della proposta di ginnastica naturale, è fondamentale l’aspetto di cura di sé e della propria salute. Altrettanto fondamentale però, per me, è che il movimento e l’attività fisica diventino un’”esperienza” globale per la persona. Ritengo che il movimento possa essere un’occasione di contatto con se stessi, con le parti profonde di sé e del proprio corpo, finalizzato proprio alla conoscenza. Per questo privilegio la natura, come luogo dove fare attività, perché credo che sia il contesto più adeguato, dove attingere conoscenze e dove poter fare esperienze che migliorino la qualità della nostra vita.

In allegato trovate un file, che illustra l’attività fisica consigliata durante la settimana…fateci un pensierino e poi magari ne parliamo. Naturalmente ora che il ghiaccio è stato rotto continuate con i commenti.

 piramide attività fisica