La primavera e l’estate

chiocciolaDicevo che vi avrei parlato del movimento energetico globale delle singole stagioni. Mi piace questo insieme di tre parole “Movimento-Energetico-Globale”, mi pare che rendano proprio. Dire stagione significa mettere insieme una diversità di aspetti molto ampia, con queste tre parole si intende che è importante cogliere un centro di attenzione, un “cuore”, dal quale poi, grazie anche alle intuizioni, si possono sviluppare tanti aspetti. Provo a spiegarmi meglio, le stagioni possono essere prese in considerazione quando si parla agricoltura, di animali, di malattie, di alimentazione, di vestiti, di lavori casalinghi, ecc. Molti aspetti della nostra vita sono legati a questa parola, con movimento energetico globale, s’intende individuare e cogliere un denominatore comune, che possa fungere da guida e ispirazione, ai diversi aspetti che vogliamo prendere in considerazione. Individuare questo centro, significa quindi sapere quale direzione prendere per creare sintonia, armonia con la stagione del momento.

orimaveraLa Primavera rappresenta il risveglio, la giovinezza, il mattino. In questa stagione compare l’energia Yang che troviamo nel sole, nella luce, che si dirige verso fuori, verso l’apertura. Scompare invece l’energia Yin che è quella pesante, quella della notte e quella delle profondità, quella che porta al ripiegamento su sé stessi. Quindi, nel nostro corpo con la primavera, l’energia comincia a ritornare verso l’esterno, si era rifugiata dentro di noi, nel nostro addome in inverno, ed ora riprende un movimento verso fuori. Noi possiamo facilitare questo movimento energetico globale, con delle attività fisiche che possono magari aiutarci a superare quei fastidi stagionali dovuto al passaggio di stagione, quando accusiamo sintomi fisici come cefalea, stanchezza, sonnolenza mattutina, crampi muscolari e sintomi psichici  di irritabilità, nervosismo, (ne ho già parlato un pò nel post dello scorso marzo “Ritmi e Stagioni”).

Il lavoro con il corpo, che possiamo fare durante la primavera è quello adottare quelle tecniche che promuovono il risveglio, la ripresa del movimento e l’apertura. Un po’ come si fa per la casa, si deve andare un pochino a ripulire per rinnovare. Lo scopo quindi, sarà quello di aprire e sciogliere le nostre articolazioni, per andare a rimuovere le “ruggine” che si è creata in inverno, saranno tecniche che faciliteranno l’allungamento e l’allentamento dei muscoli, proprio per ritornare alla capacità di esprimere quella forza e quello slancio che ci suggerisce la primavera. In questo modo andremo a risvegliare l’energia che abbiamo conservato in profondità, dentro di noi per riportarla in superficie.

Questo lavoro di riattivazione delle energie, permetterà di sostenere il rinnovamento dell’organismo che si avvia con la primavera e che richiede una grande energia.

Le tecniche che vanno bene in questo periodo e che si sintonizzano con questo movimento energetico globale della primavera sono: il saluto al sole, lo stiramento dei meridiani; il do-in, lo stretching.

estateL’estate rappresenta invece la maturità, la pienezza degli anni, il mezzogiorno. In questa stagione l’energia Yang è al suo massimo e proprio qui nasce quella Yin, l’energia della notte. Con il solstizio d’estate infatti, la luce comincia a calare e aumentano le ore di buio. L’energia del corpo, fino a questo momento, continua a spostarsi verso la superficie del corpo, verso l’esterno e dopo quella data torna a ripiegare verso l’interno.

Questo è il momento per esprimere il massimo del dinamismo che però non significa, essere esplosivi, anzi l’esplosività che è una manifestazione di aggressività è caratteristica della primavera, in estate predomina la gioia, lo splendore. Possiamo quindi permetterci di esprimere liberamente il nostro movimento, alla ricerca della gioia e del piacere. Si praticherà attività fisica più volentieri al mattino e alla sera, evitando le ore più calde e gli sforzi eccessivi, si farà meno la meditazione tenendola per l’ora del tramonto o alla tarda sera, in favore appunto del movimento. In questa stagione dobbiamo privilegiare la pratica all’aperto, in mezzo alla natura dedicandoci anche ad attività che possono essere gioiose, di gioco, di piacere estetico come la danza e il ballo, l’arrampicata, il nuoto, lunghe passeggiate nei boschi, giri in bicicletta, nordic walking, jogging al mattino presto, così come anche posture immobili come “stare come un albero” (vedi post di luglio).

Questo permetterà al nostro corpo di ringiovanire, attraverso il lavoro muscolare non troppo intenso, ma comunque che può essere consistente e che offra la possibilità di far uscire l’energia all’esterno. L’estate è il momento di massima apertura, di maggior comunicazione, di maggior disponibilità, l’energia è al massimo livello e ha bisogno di uscire fuori, di essere espressa nella sua totalità. La natura in estate è nel suo massimo splendore, ringiovanita e su questo dobbiamo sintonizzarci.

Queste cose che ho scritto possono naturalmente essere arricchite con il vostro intuito. Dentro di noi, nel nostro profondo, abbiamo una capacità innata nel metterci in sintonia con la natura che ci circonda e i suoi movimenti, dobbiamo solamente andare a risvegliare questa capacità, questa antica conoscenza. La ginnastica naturale, ha questo ultimo intento nella sua filosofia, quello appunto di risvegliare quelle capacità e quelle competenze, che guidano il nostro istinto alla ricerca di equilibrio.

Camminare con i bastoncini

imm089Camminare è forse il movimento che pratichiamo maggiormente nei nostri incontri di ginnastica naturale, è la base sulla quale inseriamo la maggior parte del lavoro, e oggi pensavo di scrivere qualcosa sul camminare con i bastoncini.

Il bastone è sempre stato un compagno per l’uomo che cammina, un amico quasi. Io ricordo quando andavo a funghi con mio papà, da piccolo, ognuno di noi doveva avere un bastone per aiutarsi nel cammino, appoggiarsi nei punti più ripidi da salire e per sostenersi in quelli più scoscesi, inoltre serviva a spostare le foglie e trovare i finferli e nel caso trovassi una vipera serviva a difenderti. Mi piaceva scegliere il mio bastone e intagliarlo, toglievo la corteccia in modo preciso, cercando di dare delle forme e lo stesso facevo con gli intagli nel legno, era un modo per legarsi al bastone, per lasciare una storia e quando lo perdevo, o si rompeva, era sempre un dispiacere.

I camminatori con il tempo si sono resi conto che il bastone aiuta a scaricare il peso e facilita il cammino e questo ha portato all’adozione dei bastoncini come aiuto nei trekking. Inizialmente quelli da sci poi, con il tempo, sono nati quelli telescopici nello sci alpinismo e subito adottati anche dai camminatori. Oggi, anche in questo campo, la tecnologia fa sfoggio di meraviglia e quindi i bastoncini sono telescopici e modernissimi, con impugnature ergonomiche, puntali e rondelle intercambiabili, alcuni sono ammortizzati e altri hanno una piccola piccozza incorporata…veramente sono diventati uno strumento molto tecnico.

 Sono stati fatti diversi studi sull’uso dei bastoncini nei trekking e si è scoperto che contribuiscono notevolmente ad alleggerire il carico alle ginocchia, fino al 25%, quindi sicuramente sono un ottimo aiuto per chi cammina, in modo particolare dovendo affrontare ripide salite e discese. Questo aspetto è veramente importante nel caso in cui si affrontino trekking con zaini importanti, inoltre i bastoncini diventano importanti, per mantenere e migliorare l’equilibrio, in discesa e in salita e in terreni molto sconnessi.

Credo che tutti quelli che abbiano provato a camminare con i bastoncini ne abbiano trovato un beneficio.

Come vanno usati i bastoncini? Cominciamo dalle regolazioni, l’altezza è variabile in funzione del terreno, però la regola generale è la seguente: tenendo il bastoncino perpendicolare al terreno, l’impugnatura deve essere ad un’altezza tale da permettere  al gomito di avere un angolo di 90°. Però a questa regola vanno apportate varianti in funzione appunto del terreno: se siamo in salita vanno più corti, mentre invece in discesa li possiamo allungare, con le ciaspole sulla neve in genere li teniamo più lunghi.

I bastoncini hanno il lacciolo, che è fondamentale per l’utilizzo del bastoncino stesso in modo efficace. S’infila il lacciolo con la mano da sotto e poi s’impugna lo stesso lacciolo nell’impugnatura che solitamente è sagomata.  In questo modo, se la lunghezza del lacciolo è giusta,  potremmo sentire come il peso e la forza di spinta si scarichi sul lacciolo stesso.

Camminando il bastoncino non viene mai generalmente portato davanti al piede, ed avanza quello opposto al piede: quindi piede destro avanti bastoncino sinistro avanti. L’aiuto dato dai bastoncini deriva soprattutto dal movimento di spinta che riusciamo ad effettuare con gli arti superiori, per intenderci i bastoncini non servono per appoggiare le braccia, ma per spingere con le braccia stesse.

 In questi ultimi anni è nata una nuova moda sportiva il Nordik Walking che consiste appunto nel camminare con i bastoncini. Questa attività è nata per svolgere dell’attività fisica finalizzata al miglioramento dello stato di salute delle persone.

Fare del trekking e fare nordic walking sono due cose diverse e potremmo dire che anche l’utilizzo del bastoncino è diverso, infatti nel trekking è un aiuto nel cammino, un supporto per alleggerire le ginocchia, sopportare il peso dello zaino e mantenere l’equilibrio. Nel nordic walking invece viene l’obiettivo è quello di aumentare lo sforzo fisico, il consumo di calorie e mettere in moto più gruppi muscolari. E’ un’ottima attività da fare per tenersi in forma, per mantenere un buon livello di fitness ed essendo molto semplice, non richiede particolari abilità e quindi è una proposta adatta a tutti.

Nell’esecuzione della tecnica del N.W. alcuni studi riportano un aumento del consumo calorico, rispetto al normale camminare, del 45% e un coinvolgimento del 90% della muscolatura del nostro corpo.

Una cosa che mi sembra importante sottolineare è che a volte alcune persone, che sperimentano per la prima volta l’uso dei bastoncini, si trovano un po’ impacciati e quindi preferiscono non utilizzarli. In realtà è solamente una questione di abitudine, di allenamento e di uso corretto del bastoncino. Dico questo perché consiglio vivamente l’uso dei bastoncini nelle escursioni, per le motivazioni che ho riportato sopra.

Invece chi intende utilizzare la camminata come un esercizio fisico per migliorare la propria forma fisica, prenda in considerazione l’uso del bastoncino poiché questo permette sicuramente di raggiungere dei risultati migliori.

 A me piace molto il bastone trovato nel bosco con una sua forma unica diversa da tutte le altre che accompagna il camminatore nelle sue escursioni, per questo vi allego il filmato di questo artista

Buone camminate.