La camminata naturale: Kross Terra III

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Mi rendo conto che qualcosa è cambiato nel modo di appoggiare il piede a terra, forse perché sono in discesa e il terreno presenta dei grossi sassi, forse perché vado un po’ veloce e quindi non posso permettermi di sbagliare appoggio. Affronto il terreno quasi con le punte dei piedi, bene attento a non appoggiare il tallone nell’impatto inziale ma a farlo solo in un secondo momento quando il peso è stato ormai assorbito. Anche i miei sensi sono orientati in modo diverso, sono focalizzati molto sul movimento dei piedi e questo mi dà una sensazione di sicurezza inaspettata.

Non so se avete mai provato a camminare o a fare una corsa leggera nel bosco scalzi e ad osservare come cambia il vostro modo di appoggiare il piede. Nasce una necessità istintiva, di misurare il passo, il terreno e individuare le diverse possibilità di appoggio a terra. Operazioni che svolgiamo in una frazione di secondo, in modo automatico e la camminata prende così un ritmo e un’efficacia nuova.

 

Sta continuando la collaborazione come tester per l’azienda che produce scarpe “Lizard e oggi volevo presentarvi una scarpa da attività all’aperto. E’ una scarpa primaverile-estiva, l’ho provata quest’autunno e devo dire che sono veramente soddisfatto. E’ una scarpa che permette una camminata diversa dal solito, la sensazione è quella di avere dei “guanti” ai piedi più che delle scarpe e quindi si ha proprio la possibilità di sperimentare una “camminata naturale” come la definisce la filosofia aziendale.

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Camminare è uno dei gesti più comuni che facciamo durante le nostre giornate, i piedi ci permettono di distribuire il nostro carico al suolo. Pensate che in ogni piede ci sono 26 ossa articolate tra loro e quindi i due piedi hanno quasi un quinto delle ossa di tutto il corpo. Questo permette una grande adattabilità e flessibilità del piede al terreno, ma nello stesso tempo danno struttura, resistenza e tenuta, in modo tale da permetterci di dare propulsione al corpo anche in condizioni critiche, a volte al limite delle leggi di gravità. Non solo, ma i piedi sono un grande sistema di informazione del corpo. Dal piede-caviglia vengono continuamente inviate informazioni alle strutture nervose centrali sul rapporto tra il nostro corpo e il terreno che ci consentono di mantenere l’equilibrio e spostarci in sicurezza anche in funzione delle diverse variazioni del terreno, di velocità e altro.

Tutte queste funzioni possono essere agevolate o limitate dalle condizioni in cui teniamo i nostri piedi. La scarpa e le calze in modo particolare sono sicuramente elementi che condizionano la funzionalità del piede. Viene da sé che una “scatola rigida” che contiene il piede e ne impedisce la naturale posizione, adattamento e movimento limita la normale funzionalità della stesso.

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Provando le Kross Terra III invece devo dire che la leggerezza e l’adattabilità al suolo sono veramente eccezionali. Una scarpa pensata per fare attività all’aria aperta, capace di modificare il mio modo di camminare, se il terreno diventa impegnativo sono più istintivo, tendo ad usare i piedi in modo più accurato, scelgo dove appoggiarli. Pensavo che essendo così basse forse qualche problema di stabilità alla caviglia me lo avrebbero potuto dare, invece mi sento di dire che non è così, anzi si attiva un raffinato processo di valutazione e controllo che da una maggior sicurezza e stabilità alla camminata.

OLYMPUS DIGITAL CAMERANon vi posso nascondere che serve un po’ di allenamento, un po’ di abitudine a questo nuovo modo di camminare. Le prime volte potreste ritrovarvi il piede e la caviglia un po’ stanchi, oppure potreste trovare fastidiosa la sensazione di forte contatto con il suolo, però vi assicuro che dopo un breve periodo che le portate faticherete a calzare nuovamente scarpe pesanti e rigide.

A questo link puoi vedere il mio video di presentazione della scarpa, buona visione

Perché Naturale?..cosa si fa – 2

tuffatoreApro un poco gli occhi, non vedo nessuna luce eppure è ora! Non me l’aspettavo, ero abituato a svegliarmi con il chiaro, invece solo un leggero bagliore trafila dalla porta. Mi muovo un po’ nel letto sento qualche doloretto ai piedi e alle articolazioni, mi tocco le braccia e mi sento la pelle fredda ed improvvisamente sento un brivido e cerco così di coprirmi il più possibile. Fino a qualche giorno fa stavo senza lenzuola magari mi svegliavo accaldato ora invece sento un po’ di fresco e il mio corpo, mi pare, ha bisogno di qualche attenzione in più e di qualche minuto per attivarsi e per fare in modo che tutto riprenda a scorrere dentro di me.

Sento sempre più che sono molto influenzato dai ritmi della natura, dal ciclo delle stagioni, dal ciclo del giorno. Questi cambiamenti mi chiedono un continuo adattamento, una costante attenzione. Influiscono sul mio modo di affrontare le cose, sul mio stato di benessere, sul funzionamento del mio organismo, sulle sensazioni che provo, sulle emozioni che emergono. Si proprio così, in autunno ho uno stato d’animo completamente diverso da quello di inizio estate e così se appena alzato apro la finestra e vedo il sole piuttosto che la nebbia dentro di me si muovono una serie di trasformazioni. Non ho mai approfondito tanto il ciclo degli astri ma è una conoscenza millenaria e posso pensare che, anche se non rientra nella mia consapevolezza quotidiana, sicuramente la disposizione degli astri nel cielo possa avere qualche influenza su di me. La luna la conosco un po’ di più e per molti secoli e molte culture il ciclo della luna ha determinato l’inizio e la fine dei cicli dell’uomo, per l’approvvigionamento del cibo, per la sistemazione delle nuove dimore e molto altro.

Tutto questo mi ha sempre affascinato.

OLYMPUS DIGITAL CAMERASono altrettanto affascinato e incuriosito da come anche alcuni luoghi e alcuni elementi della natura influenzino il mio stato d’animo. Io non riesco a rimanere indifferente quando mi trovo di fronte ad un paesaggio naturale o al cospetto di un albero secolare o di una cascata o quando cammino su di una cresta in montagna, piuttosto che in una stretta e buia valle o sono a nuotare in un fiume o nel mare. Dentro di me qualcosa si trasforma, cambia e non c’è solo questo, se presto attenzione sento che riesco a distinguere se questa trasformazione mi porta qualche beneficio o mi fa scoprire qualche parte nuova di me o del mondo che mi circonda e magari mi ritrovo ad invertire l’ordine di importanza che do’ alle cose.

Tutto questo mi piace molto.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAEcco, questo è il perché a fianco della parola ginnastica trovate naturale, perché quando ci muoviamo lo facciamo con la consapevolezza che la natura attorno a noi non è indifferente, che tutto ciò che incontriamo può rappresentare un’occasione per conoscere, interpretare e agire in funzione di un miglioramento di noi stessi.

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Cosa si fa – 1

lessina blogSe stai leggendo questo post è perché hai messo 3 crocette in quello precedente dove scrivo a chi può interessare e quindi vuoi saperne di più su cosa si fa.

Intanto si chiama Ginnastica Naturale, quindi già questo dà qualche indicazione. Cominciamo da “ginnastica” che è una parola ormai in disuso, potremo dire antica e antiquata, però porta con sé degli aspetti che mi piacciono.

Sul dizionario si trova definita come disciplina o attività fisica o tecnica, che mira a rendere il corpo agile e robusto mediante una serie di esercizi; che cura il benessere fisico e il rinvigorimento del corpo attraverso alcuni esercizi fisici; che tende attraverso un complesso di esercizi, a migliorare le condizioni generali dell’organismo dando forza e armonia al corpo. Ecco questa è la spiegazione da dizionario che condivido, però sento dover fare alcune specificazioni.

La prima è che la parola ginnastica richiama alla mia mente una pratica semplice, chiara, adatta a tutti, finalizzata a qualcosa, facilmente praticabile.

L’altra invece è che non amo molto il termine “esercizi” e difficilmente lo uso, preferisco utilizzare “movimento”, perché ha una dimensione più allargata, globale e sicuramente più in sintonia con il mio modo di fare.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuindi diciamo che Ginnastica Naturale è una attività fisica fatta all’aperto, camminando e da fermi e a volte correndo, che prevede la pratica e la sperimentazione di diversi movimenti sia individualmente, che in coppia, che a gruppi, con la finalità del benessere della persona, del rinvigorimento fisico e mentale, che porti a migliorare le condizioni generali dell’organismo dando forza e armonia.

Però la cosa che ti interessa di più sapere sarà quali movimenti? Giusto?

I movimenti che vengono proposti sono tutti movimenti naturali e cerco di spiegarti nel modo più semplice possibile cosa intendo con questo.

Noi esseri umani, presenti sulla terra da almeno 200.000 anni ci siamo sviluppati e abbiamo sviluppato le nostre abilità e capacità, per rispondere a tutto ciò che la natura ci pone di fronte. In natura dobbiamo alzare le gambe per scavalcare qualcosa, abbassare la schiena per passare di la, saltare via un ostacolo, probabilmente per quasi 195.000 e più anni abbiamo dovuto anche correre per scappare da qualcosa, arrampicarci per metterci in salvo, e così via, questi sono i nostri movimenti naturali. I nostri arti hanno delle possibilità di movimento nello spazio, cosi come il tronco ed ogni appendice del corpo, quindi ciò che si fa è esplorare tutte queste possibilità di movimento, sperimentarle e allenarle.

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Su questo viene in aiuto lo spazio naturale che offre diverse possibilità di ispirazione, la salita la discesa e tutte le pendenze possibili con i diversi tipi di terreno incontrati erba, sassi, fango che ci impongono di muoverci con presenza a attenzione; poi tutti gli elementi presenti in natura, gli alberi, i torrenti, le pietre e i sassi e tutta la vegetazione con i quali avere a che fare e sui quali arrampicare, saltare, rimanere in equilibrio; infine i compagni di gruppo con i quali confrontarsi, giocare, collaborare…tutte queste variabili diventano uno spunto creativo per il movimento e vi assicuro che in palestra sul vostro tapirulan le cose hanno assolutamente un altro sapore.

Tutti i movimenti proposti sono quindi funzionali, cioè finalizzati ad uno scopo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADa questa punto di vista posso assicurare che l’esperienza della ginnastica naturale offre sul piano motorio (con il termine motorio intendo riferirmi globalmente a tutto l’organismo, quindi con tutte le componenti coinvolte nel movimento, da quelle sensoriali, muscolari, articolari, neurologiche e psico-emotive) una ricchezza di stimoli molto, ma molto, più alta di qualsiasi attività di fitness e benessere svolta in palestra.

Questo è relativo alla parola ginnastica, nel prossimo post vi dirò qualcosa sulla parola “naturale” ….e poi vi dirò di me e delle mia formazione.

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Essere forti per essere utili

IMG_1596Esco fuori vado nel campo, l’erba è ancora umida, cammino e respiro, poi comincio a correre, faccio uno scatto per superare una balza, corro ancora, passo in mezzo al vigneto, mi abbasso per superare i cavi di sostegno delle viti, faccio un salto in basso da un argine e riprendo a correre. E’ così, credo che capiti anche a voi a volte, adesso che è primavera, sento un’innata energia dentro di me, che ha un moto di apertura e mi porta a voler uscire e a muovermi. Un po’ come la linfa delle piante che, ritiratasi in inverno, riprende a scorrere verso l’esterno, verso l’alto e riporta la vita fino alle estremità della pianta con foglie nuove e fiori. Credo che sia questa energia che fa nascere dentro di me la voglia di uscire di sentirsi più efficaci con il corpo e nel movimento.

A questo riguardo volevo parlarvi dell’Hebertismo, del quale avevo scritto un articolo di apertura nella newsletter n°0, che poi però ho tolto dal blog…credo invece di dover onorare maggiormente Georges Hébert, il fondatore del Méthode Naturelle, perché è stato un fondamentale sfondo ispiratore nel nome ma soprattutto nella filosofia di ginnastica naturale e quindi anche di questo blog e delle attività che propongo.

Lo slogan dell’Hebertismo è “essere forti per essere utili”, che ne racchiude l’intera filosofia.

Mi piace molto questo slogan, perché lo sento chiaro, comprensibile, mi pare che non ci sia apparenza, al contrario trovo sostanza e senso. Per questi motivi lo sento molto attuale, in questo mondo dove la forma e l’apparenza spesso prevalgono sulla sostanza, dove, come scrivevo nel post precedente, c’è un mercato di attività motorie dai nomi incomprensibili, che propongono movimenti senza senso, che hanno l’unico scopo di far consumare calorie, di bruciare grassi, di sviluppare massa muscolare, ma niente di più.

L’Hebertismo si fa all’aria aperta, a contatto con la natura, svolgendo esercizi naturali, che sviluppano schemi motori di base e abilità fondamentali: la marcia, la corsa, i salti, l’arrampicarsi, le andature in quadrupedia, i lanci, il sollevamento e il trasporto, la lotta e la difesa, l’equilibrio, il nuoto…tutte cose che servono. Servono nella nostra vita, per svolgere le nostre attività quotidiane, quando dobbiamo fare le scale, quando dobbiamo coprire una determinata distanza, quando dobbiamo svolgere dei lavori, oppure in caso di emergenza, o per aiutare qualcuno che ne ha bisogno. Questo ha senso!

L’Hebertismo fin dall’inizio non ha avuto finalità sportiva, ma una profonda vocazione educativa. Lo sport spesso è fine a se stesso, oppure è solamente l’occasione di sviluppare se stessi, in una logica di performance senza limite, che spesso va oltre il consentito, in nome di un risultato, a tal punto da farsi male; oppure prevale l’idea che la cosa più importante è vincere, vincere sugli altri. Il Méthode Naturelle, a differenza dello sport, possiede tre caratteristiche essenziali: l’utilità, la misura e l’altruismo. Hebert concepisce l’attività fisica come un mezzo per preparare l’individuo ed affrontare eventuali prove che si può trovare di fronte nel corso della vita. La misura, proprio in opposizione allo sport senza risparmi, dando senso invece alla moderazione e progressione. L’altruismo come elemento essenziale per lo sviluppo armonioso di una società.

“Essere forti per essere utili”, Hebert dice “La vera forza, nel suo concetto più ampio, è una sintesi fisica e morale. Risiede non solamente nei muscoli, nella potenza cardiaca, nella destrezza…, ma prima di tutto nell’energia che l’utilizza, nella volontà che la dirige, nel sentimento che la guida”

 All’interno di questa filosofia di movimento ritroviamo anche il concetto di salute, perché, è in questa logica di senso di efficacia e di presenza nella vita, che un corpo sano è un corpo in grado di compiere delle azioni per sé e per gli altri. Ancora in questa prospettiva troviamo inscritto anche uno sviluppo di crescita personale, di scoperta di se stessi e di promozione di un equilibrio tra mente, corpo e spirito. Svolgere le attività in natura, come propone Hebert è oggi assolutamente attuale, in un epoca in cui la nostra società vive cosi distante dagli elementi naturali, l’occasione di fare del movimento immersi nella natura ha un effetto rigenerante molto potente, di cui siamo poco consapevoli.

Muoversi e allenarsi deve avere senso, deve incontrare un disegno credibile nella nostra vita, ed essere utili a se stessi e agli altri, come propone il moto dell’Hebertismo, è credibile.

A volte bisognerebbe mettersi un po’ alla prova, fare una corsa per prendere l’autobus, scendere le scale il più velocemente possibile, saltare una sbarra e vedere come siamo in grado di rispondere e chiedersi se saremmo pronti nel momento in cui qualcuno può servire veramente, perché qualcuno ci chiede aiuto o nel momento in cui dobbiamo aiutare noi stessi, allora forse potremmo renderci conto di quanto siamo in sintonia con il nostro corpo e le nostre possibilità e capire così quanto potremmo essere utili a noi e al mondo.

E’ sempre difficile allenarsi da soli e per me l’allenamento deve avere senso, altrimenti dura poco. Questa energia di primavera che sento dentro è finalizzata a destare il mio corpo, a risvegliarlo dal sonno invernale. Non è voglia di allenarsi, ma sono i miei sensi che ritornano curiosi a voler vedere e odorare e sentire il mondo fuori e la natura che si sta risvegliando. Sono i miei muscoli e le mie articolazioni che riprendono forte il desiderio di movimento e di azioni, con le quali esprimersi ed andare incontro al mondo e al risveglio della natura. Tutto il mio essere è coinvolto in questa tensione, che è la ripresa della vita e vita è movimento, è tornare a respirare profondamente.

Tutto questo ha senso, trova uno spazio di significato dentro di me molto più che pensare di dover riprendere un tono muscolare, piuttosto che consumare qualche caloria. Uscire in natura è un’esperienza ogni volta, un’occasione per ascoltare il mio corpo, i piedi che appoggiano al suolo, i muscoli che si tendono, le articolazioni che si muovono e assorbono i contraccolpi, il cuore che pompa il sangue che scorre nelle vene ingrossate, questo è Ginnastica Naturale uscire ed andare in natura e muoversi, perché è nella nostra natura, nella natura umana, muoversi all’aria aperta.