Piccoli Momenti di Meditazione

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Mi siedo lungo il torrente, l’acqua corre veloce, schivando i grossi massi, una parte dell’acqua prende a destra l’altra invece scivola a sinistra e un’altra aconra si infrange direttamente sulla pietra con fragore e zampilli, poi riprende a scendere e superato l’ostacolo si riunisce per andare ad incontrare altri massi e tornare a dividersi e riunirsi…e così ancora. Mi perdo nell’osservare quest’ acqua che corre tortuosa, il rumore è forte ma ha sempre lo stesso ritmo, la stessa intensità e si ripete nel tempo, anche il movimento si ripete continuamente ogni momento che passa gli stessi zampilli, la stessa schiuma, le stesse forme d’acqua. Non penso a niente la mente è libera e vuota, ma nello stesso tempo è piena di quello che sta di fronte a me, del movimento dell’acqua nel torrente e del suo fragore, sento questi grossi massi che stanno attorno a me come presenze, cosi come sento la valle i versanti delle montagne che la formano. Mi vedo in quel luogo, io, seduto su queste pietre, a fianco del torrente che corre, in quella valle, con i fianchi delle montagne coperte di alberi…mi vedo li e respiro, il mio respiro è tranquillo, vedo l’aria che entra dal naso e scende lungo la trachea, giù fino nella pancia e poi con un movimento rotondo gira verso dietro e torna a salire per uscire. Il mio corpo è rilassato, respiro e sparisce tutto, poi torno a sentire il rumore dell’acqua, la vedo che corre, il disegno della schiuma, sento le rocce e le montagne…e così ancora.

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Sul profilo Facebook di “Ginnastica Naturale” ho inserito ultimamente alcuni brevi video dal titolo “Piccoli Momenti di Meditazione”. L’ho fatto per invitare chi li guarda a fermarsi ogni tanto, sono convinto che anche per un tempo limitato (i video durano solo 7 secondi), fermarsi abbia un gran beneficio e se lo facciamo di fronte ad una meraviglia della natura, con colori, forme e suoni, questo assume ancora più significato e potenza.

Ho cominciato a fare meditazione credo senza sapere bene come si facesse, diversi anni fa, forse una ventina circa, mi alzavo al mattino e mi creavo una sorta di luogo tutto mio, mettevo una coperta per terra, un mattone su cui sedersi, accendevo una candela, a volte qualche incenso, con il tempo poi si sono aggiunte delle statuette, qualche fotografia … una sorta di altarino. Creavo un luogo tutto mio, nello stesso posto ogni giorno, alla stessa ora, in direzione del sole che sorge e, a seconda della stagione, mi ritrovavo a meditare al buio completo, o all’alba, o con il sole alto in cielo…e non vedevo l’ora che arrivasse quel momento. Questo è continuato per diversi anni, poi a questa pratica si sono aggiunte altre pratiche di movimento, più avanti è arrivato anche il momento di un corso approfondito, per apprendere una tecnica di meditazione completa e in questi ultimi anni, la scoperta della meditazione in piedi e della meditazione camminando, in movimento.

La scienza e la ricerca scientifica da un po’ di tempo rivolge attenzione alle pratiche meditative e corporee, soprattutto per la loro influenza sugli stati di salute. Anche in rete possiamo trovare diversi studi scientifici che riportano come, la meditazione e altre pratiche definite anti stress (Yoga Tajchijan, Qi Gong, ecc), portino significativi cambiamenti in persone che soffrono di ipertensione, di problematiche cardiovascolari, di stati d’ansia, di attacchi di panico, di dolore, ecc.

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Io credo che sia importante meditare, e al di la della nostra salute, penso che abbiamo bisogno di trovare del tempo ogni giorno, diverse volte al giorno, per trovare la calma, per sviluppare la calma dentro di noi e vivere così dei momenti di quiete e di pace. La nostra vita spesso è turbolenza, la nostra mente è in continua agitazione per le cose che dobbiamo fare e per le cose che abbiamo già fatto e noi abbiamo bisogno ogni tanto di fermare tutto questo. Costruire la calma e il silenzio dentro di noi è la condizione fondamentale per iniziare un processo di comprensione profonda di noi stessi, che sta alla base della possibilità di sviluppare le nostre potenzialità e di coltivare l’amore e la compassione. Credo che meditare sia una possibilità concreta di divenire uomini in pienezza e quindi vi invito con semplicità, con i vostri tempi, nei luoghi che decidete voi, quando vi viene in mente, vi invito a meditare, a prendervi dei momenti di calma, di silenzio. Non sto parlando di momenti per pensare o riflettere, semplicemente dovete fermarvi, cercando il silenzio dentro di voi, soffermandovi sull’acqua che scorre, sulla fiamma della candela, sulla chioma di un albero, sul vostro respiro e vivere semplicemente il presente. Fatelo per un po’ di tempo e osservate dentro di voi il cambiamento.

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Breathwalk

breathOggi volevo parlare del Breathwalk. Una tecnica interessante e articolata che raccoglie, e mette insieme, la camminata consapevole, con la respirazione consapevole e la meditazione.

Da sempre il camminare, il ritmo del camminare è legato al ritmo del respiro e, avendo alcune conoscenze di movimento, di meditazione e di respirazione, diventa anche abbastanza facile lasciarsi ispirare e collegare queste conoscenze, giocando a mettere insieme le cose per creare varie situazioni che a poco a poco possono modificare il nostro stato di quel momento.

Quanto il respiro possa modificare il nostro stato d’animo e viceversa, è una cosa risaputa, tutte le tecniche di meditazione, di presa di consapevolezza del corpo, di concentrazione, di rilassamento, di connessione con il mondo introno a noi, nelle arti marziali e in tutto ciò che concerne il movimento, ha come centro il respiro. Del resto respirare è vita, chi non respira muore.

Il camminare, è forse l’attività motoria per eccellenza nell’uomo, è il modo di spostarsi da un punto ad un altro, camminando andiamo incontro alle cose del mondo, incontro agli altri e in ultima anche incontro a noi stessi.

La meditazione è la via possibile per elevare lo spirito ed essere pienamente nel presente. Meditare è il modo per fermare la nostra mente che è in continua attività frenetica e spesso comanda a noi stessi, determinando il nostro modo di vivere senza però farci ascoltare ciò che sta nel profondo di noi stessi. La meditazione, uno stato dell’essere che si raggiunge grazie a delle tecniche, che però a volte rischiano di essere considerate troppo spirituali da alcune persone o a volte, semplicemente, troppo lontane per chi non è in grado di fermarsi e vive in continuo movimento, con una necessità impellente di muoversi. Ecco credo che per tutto questo, possa essere interessante parlare di Breathwalk, (descritta nel libro di yogi Bhajan e G. Singkhalsa dal titolo “Breathwalk” edito da ASTROLABIO) perché spiega e approfondisce questo rapporto “passo – respiro – meditazione” in modo molto interessante.

A me piace e mi intriga questa connessione tra il ritmo del camminare, il ritmo del respiro e l’attenzione a quest’ultimi, che permette di entrare in uno stato meditativo. Allora diventa interessante sapere e capire anche, che i guerrieri indiani del centro e sud America, quando si spostavano a piedi, usavano andare in fila indiana, sincronizzando il ritmo dei passi con il ritmo del respiro, con il ritmo dei compagni. Per quegli indiani nel camminare in questo modo in gruppo, in fila indiana, non esisteva più una distanza da percorrere, un punto dal quale ci si era allontanati e un punto al quale ci si doveva avvicinare, ma esisteva solo il momento presente ed era l’unica cosa che contava. Questo permetteva loro di compiere lunghe distanze, senza affaticarsi troppo e arrivare ancora con energia, molto probabilmente questa modalità e questa ricerca di sintonia di ritmi, ha dei legami profondi con il nostro essere, arcaici, in grado di attivare energie nascoste alle quali attingere. A differenza di quegli indiani noi spesso ci sentiamo sopraffatti dall’ansia per ciò che abbiamo lasciato indietro, oppure dall’ansia di arrivare e ci perdiamo così il presente, ciò che stà in mezzo tra i due punti, forse la parte più reale della nostra vita. I popoli che camminano da secoli conoscono questo e sanno che una camminata per lunga che sia, è fatta di un passo alla volta.

Il breathwalk ha una tecnica precisa, fatta di diverse fasi e diverse possibilità, con esercizi preparatori e viene usato anche come pratica di complemento, alla cura di alcune sofferenze di tipo psico-emotivo.

Nel breathwalk si parla di 4 benefici:

  • miglioramento dei livelli di energia in quanto permette di generare energia dentro di noi e di conseguenza ci sentiamo corroborati, rinnovati.
  • controllo degli stati d’animo, quindi si calmano gli stati d’ansia, la depressione si trasforma in speranza e dalla preoccupazione passiamo alla fiducia.
  • migliora la qualità della mente, quindi riusciamo a focalizzare meglio diventando meno dispersivi diventiamo più lucidi. Intuitivi, migliora la concentrazione e l’attenzione e siamo più creativi e in grado di apprendere.
  • migliora il nostro senso di collegamento. Mi piace questo beneficio perché è abbastanza poco trattato e si intende l’appartenenza a qualcosa di più grande del normale io personale. Mi piace questo quarto beneficio, perché è molto Ginnastica Naturale, infatti in questo “senso di collegamento” è implicita la connessione con la natura.

Naturalmente la respirazione e tutte le sue componenti sono centrali in questa pratica e sono elementi sui quali agire. Non voglio entrare troppo nello specifico e dettagliato, in quanto credo che se vi interessa potete acquistare il libro che a mio parere è istruttivo, però vi dico quello che potreste sperimentare praticamente.

Scegliete un percorso all’aria aperta, meglio se in mezzo alla natura, possibilmente in piano, cominciate a camminare, cercate di farlo in modo corretto, con il corpo e la mente allineati, naturali e privi di tensioni, eventualmente rileggete i post che ho scritto relativi al cammino. Poi ponete l’attenzione al ritmo dei vostri passi e al ritmo della vostra respirazione, prendetene consapevolezza, osservatene i rapporti, osservate il vostro corpo, il vostro stato d’animo. Poi decidete di tenere un ritmo di 4 passi ogni movimento espiratorio e 4 passi ogni movimento inspiratorio, proseguite in questo modo per un tempo che a voi sembra significativo, secondo me almeno 15 minuti sperimentate questo ritmo e poi datevi un tempo di ascolto e , di ritorno senso-motorio di questa esperienza e vedrete che ritroverete almeno in parte qualcuno dei 4 benefici che sono scritti sopra.

Sperimentate e godete di questo.

L’autunno e l’inverno

malga belfioreEro un po’ indeciso se inserire anche le altre due stagioni di seguito, perché era meglio farlo ad agosto, alle porte dell’autunno, però poi mi sembrava di lasciare la cosa a metà (che, vedi “Luna e Corpo”, non sarebbe la prima volta) e quindi proseguo con le altre due stagioni: Autunno e Inverno.

Come per le precedenti, cercherò di descrivere un po’ quello che è il movimento energetico globale di queste due stagioni, nel tentativo di darvi uno strumento di interpretazione, per poter così operare delle scelte consapevoli che riguardano il vostro benessere.

 

L’autunno rappresenta il raccoglimento, la sera, l’età adulta avanzata. In questa stagione l’energia Yang, la luce, va a scomparire e comincia a rendersi evidente l’energia Yin, che avrà il suo massimo nella stagione successiva. Nel nostro corpo se in primavera la direzione dell’energia era verso l’esterno, in apertura, ora la direzione sarà appunto verso l’interno, comincerà a ripiegarsi verso il centro del nostro corpo.

autunno

Piano piano, dalle pratiche di movimento, andremo a  preferire le pratiche che portano alla quiete e quindi il tempo dedicato del tempo alla meditazione, via via aumenterà. Anche in questa stagione, come nella primavera sono indicati esercizi e attività che portano alla purificazione, per abbandonare ciò che non serve

più, l’autunno è il momento in cui si effettuano i tagli sui rami delle piante, si fa la potatura e gli alberi perdono le foglie, quindi anche nel nostro corpo alcune cose vanno eliminate.  Questa necessità di pulizia serve per preparasi alla stagione invernale, all’arrivo del freddo.

Un aspetto importante su cui lavorare in questa stagione, è il respiro. In autunno abbiamo bisogno di ossigenarci proprio per purificarci, ma anche perché il respiro ci porta piano piano dentro di noi, in profondità. Quindi esercizi di respirazione vanno benissimo, così come l’esecuzione di movimenti seguendo il nostro ritmo respiratorio. Può essere indicato fare esercizi di Qi Gong, praticare tai chi, possiamo dire che in genere vanno bene tutti i movimenti, ma però questi non hanno più il dinamismo dell’estate, sono più moderati, più attenti, più precisi nel gesto, più puri. Un’ottima pulizia all’interno del nostro corpo può essere fatto con delle tecniche di automassaggio con delle palline da tennis sotto i piedi, sotto la schiena, sotto il sedere, ecc.

invernoLinverno invece rappresenta la vecchiaia, il termine della giornata e la notte.  In questa stagione l’energia Yin è al massimo e nasce l’energia Yang, con il solstizio d’inverno, la luce infatti riprende ad aumentare. In inverno l’energia va protetta e custodita in profondità.

Gli esercizi di rilassamento, di meditazione e gli stiramenti sono buoni da fare in questa stagione.

Diminuiscono quindi le attività dinamiche, in continuazione con quello che abbiamo iniziato in autunno, e tutto ciò che facciamo deve essere finalizzato a mantenere flessibile e mobile il nostro corpo, per tenere calde, umide e sciolte le articolazioni. L’attività deve essere svolta senza sforzi eccessivi e in questa stagione è bene praticare spesso ma senza forzare.

L’attività quindi deve diventar un rito, un momento dove ritroviamo noi stessi, cercando in questo modo di conservare l’energia, di non sprecarla, con l’obiettivo di trovare la quiete e mantenere elasticità in modo tale da conservare l’energia. La respirazione, già ampiamente iniziata nell’autunno, ancora di più in inverno sarà centrale nel nostro lavoro, il respiro sarà il nostro ritmo e dovrà essere lungo, profondo e sottile. Le attività da svolgere sono sicuramente lo yoga, il Qi Gong, il tai chi, perché comunque alla base di queste vi è una filosofia di lavoro che contempla gli aspetti energetici. La natura poi ci suggerisce altro, le ciaspole, le camminate con gli sci, attività dove la concentrazione e il portare l’attenzione sul proprio respiro, dove il movimento è misurato, non è sprecato. In questo periodo poi trova spazio la meditazione e le pratiche di Zan Zhuan di posture meditative sono molto indicate.

Ecco quindi descritte un po’ il carattere delle stagioni, nella speranza che possa esservi utile a dirigere le vostre intenzioni, la natura, le piante e gli animali sono continuamente da osservare perché saranno i vostri maestri.

La filosofia della ginnastica naturale è tornare a riprendersi quel sapere, fatto anche di istinto ed intuizione perché questi sono qualità e capacità che abbiamo e che poco sappiamo utilizzare, spesso le releghiamo solo agli aspetti creativi, o comunque vengono accolte e valorizzate, solamente se alla base vi sono solide formazioni specifiche. La natura è istinto e intuizione e sintonizzarsi con essa significa riscoprire queste qualità, per imparare così a regolare le nostre abitudini, in sintonia con i ritmi del cosmo.

Stare come un albero

albero1Continuo con questo post l’argomento sugli alberi, cercando stavolta di approfondire quello che la volta scorsa ho solamente accennato e cioè quello che ritengo si possa definire l’incontro con l’albero. Dicendo così intendo sottolineare che possiamo far si che l’avvicinarsi e lo stare con un albero diventi un’esperienza, un’occasione per trasformare momenti della nostra vita.

Gli alberi possiedono un’energia che possiamo percepire quando ci avviciniamo a loro e che addirittura possono donarci, se prendiamo contatto con loro. L’energia degli alberi è sempre  positiva e possiede la forza schiarirci la mente, di rilassarci e di infondere fiducia.

C’è una pratica antichissima di abbracciare un albero che è comune agli indiani, ai tibetani, agli africani, agli aborigeni, l’albero da sempre, nei popoli, ha avuto un posto d’onore e l’immagine di un grande albero simbolicamente rappresenta la forza, la saggezza, la fertilità.

Nella tribù degli indiani Creek del Nord America, c’era l’usanza di portare i giovani bendati a sedere di fronte ad un albero, dicendo loro di toccarlo e abbracciarlo, questo per un giorno e mezzo o più. Poi venivano riportati bendati nel villaggio e tolta la benda gli veniva chiesto di ritrovare il loro albero, per alcuni era necessario toccare molti alberi, ma altri puntavano dritto senza esitazione, verso il loro albero. Quasi a rispondere ad una chiamata, ad una corrente di energia. Questa pratica serviva per favorire il contatto con la natura dei giovani e per sviluppare il loro intuito.

Naturalmente fare un’esperienza d’incontro con un albero presuppone che vi sia una preparazione e una predisposizione a questo. A volte ci vergogniamo nello sperimentare situazioni pratiche che potrebbero risultare bizzarre. Don Juan nel preparare il suo allievo Castaneda alla pratica dello sciamanesimo, lo invita a parlare con gli alberi, a parlare a voce alta, chiedendo consigli e aiuto quando è assalito dall’irritazione. Credo che chiunque di noi si sentirebbe un po’ imbarazzato se fosse colto da qualcuno a parlare ad alta voce con un albero. Però comunque sia, nell’incontro con un albero è necessario mettere da parte un po’ della nostra serietà, uscire un po’ dai nostri pensieri abituali, lasciandoci andare a quello che sentiamo .

Tra alberi sono uomini vi è molto empatia, Romano Battaglia nel libro “Foglie” dice:

“Gli alberi non tradiscono, non odiano, irradiano solo felicità e amore. Ecco perché l’uomo stando vicino agli alberi, avverte una corrente positiva e rigeneratrice.”

E ancora: Gli alberi possono riconciliarci con noi stessi e con il mondo, ma bisogna lasciarsi andare e crederci fino in fondo: solo così si avvertirà questa forza magnetica che avvolge il nostro corpo. Una forza che gli indiani d’America conoscono da sempre e che accompagna la loro vita fin dall’inizio”.

Ecco per provare questo contatto empatico con l’albero, dobbiamo avvicinarci a lui con un sentimento di rispetto e di attenzione, possiamo dapprima girare attorno all’albero quasi a cercare una porta d’entrata. Individuato il lato giusto ci avviciniamo e ci sediamo, possiamo indifferentemente sederci guardando il tronco oppure voltando le spalle.  A questo puto non dobbiamo far altro che rilassarci e respirare, possiamo osservare il nostro respiro, e notare se vi sono cambiamenti e poi possiamo fare attenzione alle nostre sensazioni, a ciò che sentiamo e come ci sentiamo, siamo ansiosi, sereni, distesi nervosi, imbarazzati, ecc. Possiamo poi cambiare la posizione e sederci a contatto con la schiena. E nuovamente osserviamo il nostro respiro e le sensazioni che proviamo. Poi quando sentiamo che è il momento possiamo lasciare l’albero ringraziandolo con un abbraccio. Sta un po’ a noi, alla nostra capacità di lasciarci andare e di entrare in contatto profondo con la pianta. Io ho sempre avuto esperienze positive, a volte anche commoventi, dove naturalmente a me viene da parlare, come avere davanti a volte un amico a volte un grande saggio. Naturalmente a volte le esperienze sono più intense altre volte meno, in ogni caso varrà sempre la pena provare in ogni caso avrete passato alcuni bei momenti in natura e nei boschi.

C’è un pratica cinese  che rientra tra gli esercizi del Qi Gong che si chiama Ding Shu Qi Gong che consiste nel meditare con l’albero con lo scopo di rigenerarsi, di ricaricarsi e anche di rilassarsi. L’albero è il contatto tra la terra e il cielo, c’è un continuo scambio di energia, le radici scambiano energia con la TERRA mentre le fronde scambiano energia con il CIELO. Connettersi con gli alberi attraverso la meditazione permette di entrare in contatto con queste energie e beneficiarne.

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Una cosa che ho scoperto da poco e che sto sperimentando ogni giorno, è la pratica cinese chiamata Zhan Zhuang che letteralmente significa “Stare come un Albero”, detta anche la “Postura dell’Albero”. Tale pratica consiste nell’assumere una postura specifica e mantenerla per almeno 10 minuti. Vi sono diverse posture che possono essere eseguite e la pratica quotidiana fortifica il corpo e allenta le tensioni muscolari.

Vi do la descrizione di una delle posture di base così da sperimentare per conto vostro.

zhanzhuang

I piedi sono tenuti ad una larghezza che sta tra quella delle anche e quella delle spalle. Le ginocchia sono leggermente piegate non troppo però. Il bacino è libero, non è bloccato, mentre la schiena è normalmente eretta e distesa. Le spalle sono abbassate, le braccia piegate lievemente a livello dei gomiti e del polsi, nella posizione come di abbracciare una grossa palla. Le mani sono davanti a noi, all’altezza del torace con i palmi rivolti al petto e le dita ne serrate e ne troppo aperte. Dovete pensare anche che

la vostra sommità del capo tende verso il cielo, mentre i piedi sono nella terra. Il corpo è rilassato, il respiro è naturale e lento e siete assolutamente immobili.

Provatelo è molto bello e vi gioverà!

Ultima cosa che ho trovato e che mi pare interessante da condividere con è questa serie di diapositive che trovate qui sotto, cliccate per andare a vanti e leggete, è breve ma istruttivo..