Saluto al Sole

tramontoNegli scorsi post abbiamo parlato di stagioni quindi di ritmi e al centro di tutti i ritmi biologici sulla terra troviamo il sole. Il sole è il centro del sistema solare, è l’origine della materia, rappresenta la vita, è il centro in termini assoluti. Il sole sorge ogni giorno e nel sorgere rinnova la vita, noi torniamo in vita con il sole, riprendiamo la nostra attività, assorbiamo vitalità dal sole, abbiamo bisogno della sua luce per vivere.

Si potrebbe continuare per molto a parlare del sole, ma quello che intendo fare in questo post è descrivere una sequenza di movimenti dello yoga, molto famosa: ”Il saluto al sole” che in sanscrito è Surya Namaskara.

Stiamo per entrare nella primavera, quest’anno, come non mai, i segni primaverili si stanno mostrando, per il calendario cinese già dal 31 di gennaio siamo entrati nella primavera e le ore di luce solare sono via via sempre ad aumentare. In questo momento quindi, questa sequenza è molto indicata, perché Il saluto al sole è innanzitutto una pratica efficace ed interessante per entrare in sintonia con il sole, rappresenta il risveglio, la primavera, la mattina.

La prima posizione è in piedi, con il corpo bene allineato, rivolti nella direzione del sole, i piedi alla larghezza delle spalle, portiamo le mani giunte all’altezza del cuore e ad occhi chiusi dedichiamo un minuto alla presa di consapevolezza del nostro corpo e del nostro respiro, allentando le tensioni del corpo. Questo è l’inizio del saluto al sole. Le mani giunte nelle diverse culture hanno molti significati, un gesto di raccoglimento, di preghiera, di ringraziamento, di saluto, di rispetto, rappresenta inoltre simbolicamente l’unione degli opposti, lo yin e lo yang, la creatività e la razionalità, la conoscenza e la contemplazione. Nell’iniziare questa sequenza con questo gesto, portiamo la consapevolezza al centro del nostro cuore. 1° e 12° posizione Pranamasana (posizione della preghiera).

Inspiriamo e portiamo le mani in alto-indietro, incurvando la schiena e seguendo con lo sguardo. Eseguiamo un movimento fluido e cosciente. 2° e 11° posizione: Hasta Uttanasana  (posizione delle braccia levate).

Espiriamo ed facciamo una flessione in avanti del tronco, cercando di andare a toccare con le mani a terra o comunque si arriva fino a dove si può. L’espirazione deve essere profonda. 3° e 10° posizione: Padahastasana (posizione del piegamento in avanti).

Poi inspirando iniziamo a scaricare il peso sulle mani e portiamo la gamba destra verso dietro mentre contemporaneamente la sinistra si piega. Dita e ginocchio della gamba destra sono a contatto con il suolo, la testa va piegata all’indietro inarcando la spina dorsale ma senza forzature Inspirando poi si piega una gamba e si stende l’altra all’indietro. 4° e 9° posizione : Ashwa Sanchalanasana (posizione equestre).

 Portiamo poi il piede sinistro allineato al destro, abbassiamo la testa verso il pavimento e portiamo il bacino verso l’alto a braccia distese, la testa in linea con il tronco, pianta dei piedi a contatto con il suolo. Durante l’esecuzione del movimento facciamo un’espirazione profonda ma non forzata. 5° e 8° posizione: Parvatasana (posizione della montagna).

Poi si piegano le gambe appoggiamo le ginocchia per terra, si avvicina tutto il corpo al pavimento, si piegano le braccia e si porta anche la testa e il tronco in basso. Al termine di questa fase in corpo tocca con otto punti a terra: il mento, il torace, i palmi delle mani, le ginocchia e le dita dei piedi. Rimaniamo in questa posizione per qualche secondo, a polmoni vuoti, ma senza forzare. 6° posizione Ashtanga Namasdara (adorazione con gli otto punti).

Successivamente abbassiamo le anche a terra, distendiamo braccia e gambe e spingendo le mani al suolo inarchiamo la schiena e la testa verso alto-dietro. Durante questo movimento inspiriamo profondamente. 7° posizione : Bhujangasana (posizione del cobra).

Da qua inizia il ciclo di ritorno con l’8° posizione per poi passare alla 9° fino alla 12°. Nel passaggio dall’8° alla 9° è importante che la gamba che sale in avanti e si allinea con le mani in appoggio al suolo, sia la destra ( nella 4° posizione la destra si distendeva indietro).

Possiamo ripetere la sequenza almeno due volte e quando riteniamo di avere abbastanza pratica aumentare fino a 6 volte e poi 12, facendo attenzione ad alternare, ad ogni esecuzione completa dei 12 movimenti, la gamba che va verso dietro nella 4° posizione e che ritorna nella 9° posizione. Nella prima esecuzione sarà la destra come descritto sopra, nella seconda sarà la sinistra e così via.

saluto al sole

Concentratevi le prime volte sulla fluidità sull’armonia del movimento e sul respiro. Se vi risulta difficile inizialmente potete evitare i momenti di apnea ed inserirli appena vi sentite pronti.

Eseguite il “saluto al sole” al mattino prima della colazione, (oppure se non riuscite potete farlo alla sera o comunque in qualsiasi momento della giornata) in questo modo l’energia del sole diventerà la nostra energia vitale e saremo pronti per la giornata. I benefici al corpo di questa pratica sono innumerevoli e percepibili sin da subito.

Siamo abituati alla potenza del sole, a tal punto che ci risulta normale e la dimentichiamo. Come l’arcobaleno, anche il sole ha grande un potere terapeutico sia per il corpo che per l’anima…però forse di questo parlerò in futuro.

La primavera e l’estate

chiocciolaDicevo che vi avrei parlato del movimento energetico globale delle singole stagioni. Mi piace questo insieme di tre parole “Movimento-Energetico-Globale”, mi pare che rendano proprio. Dire stagione significa mettere insieme una diversità di aspetti molto ampia, con queste tre parole si intende che è importante cogliere un centro di attenzione, un “cuore”, dal quale poi, grazie anche alle intuizioni, si possono sviluppare tanti aspetti. Provo a spiegarmi meglio, le stagioni possono essere prese in considerazione quando si parla agricoltura, di animali, di malattie, di alimentazione, di vestiti, di lavori casalinghi, ecc. Molti aspetti della nostra vita sono legati a questa parola, con movimento energetico globale, s’intende individuare e cogliere un denominatore comune, che possa fungere da guida e ispirazione, ai diversi aspetti che vogliamo prendere in considerazione. Individuare questo centro, significa quindi sapere quale direzione prendere per creare sintonia, armonia con la stagione del momento.

orimaveraLa Primavera rappresenta il risveglio, la giovinezza, il mattino. In questa stagione compare l’energia Yang che troviamo nel sole, nella luce, che si dirige verso fuori, verso l’apertura. Scompare invece l’energia Yin che è quella pesante, quella della notte e quella delle profondità, quella che porta al ripiegamento su sé stessi. Quindi, nel nostro corpo con la primavera, l’energia comincia a ritornare verso l’esterno, si era rifugiata dentro di noi, nel nostro addome in inverno, ed ora riprende un movimento verso fuori. Noi possiamo facilitare questo movimento energetico globale, con delle attività fisiche che possono magari aiutarci a superare quei fastidi stagionali dovuto al passaggio di stagione, quando accusiamo sintomi fisici come cefalea, stanchezza, sonnolenza mattutina, crampi muscolari e sintomi psichici  di irritabilità, nervosismo, (ne ho già parlato un pò nel post dello scorso marzo “Ritmi e Stagioni”).

Il lavoro con il corpo, che possiamo fare durante la primavera è quello adottare quelle tecniche che promuovono il risveglio, la ripresa del movimento e l’apertura. Un po’ come si fa per la casa, si deve andare un pochino a ripulire per rinnovare. Lo scopo quindi, sarà quello di aprire e sciogliere le nostre articolazioni, per andare a rimuovere le “ruggine” che si è creata in inverno, saranno tecniche che faciliteranno l’allungamento e l’allentamento dei muscoli, proprio per ritornare alla capacità di esprimere quella forza e quello slancio che ci suggerisce la primavera. In questo modo andremo a risvegliare l’energia che abbiamo conservato in profondità, dentro di noi per riportarla in superficie.

Questo lavoro di riattivazione delle energie, permetterà di sostenere il rinnovamento dell’organismo che si avvia con la primavera e che richiede una grande energia.

Le tecniche che vanno bene in questo periodo e che si sintonizzano con questo movimento energetico globale della primavera sono: il saluto al sole, lo stiramento dei meridiani; il do-in, lo stretching.

estateL’estate rappresenta invece la maturità, la pienezza degli anni, il mezzogiorno. In questa stagione l’energia Yang è al suo massimo e proprio qui nasce quella Yin, l’energia della notte. Con il solstizio d’estate infatti, la luce comincia a calare e aumentano le ore di buio. L’energia del corpo, fino a questo momento, continua a spostarsi verso la superficie del corpo, verso l’esterno e dopo quella data torna a ripiegare verso l’interno.

Questo è il momento per esprimere il massimo del dinamismo che però non significa, essere esplosivi, anzi l’esplosività che è una manifestazione di aggressività è caratteristica della primavera, in estate predomina la gioia, lo splendore. Possiamo quindi permetterci di esprimere liberamente il nostro movimento, alla ricerca della gioia e del piacere. Si praticherà attività fisica più volentieri al mattino e alla sera, evitando le ore più calde e gli sforzi eccessivi, si farà meno la meditazione tenendola per l’ora del tramonto o alla tarda sera, in favore appunto del movimento. In questa stagione dobbiamo privilegiare la pratica all’aperto, in mezzo alla natura dedicandoci anche ad attività che possono essere gioiose, di gioco, di piacere estetico come la danza e il ballo, l’arrampicata, il nuoto, lunghe passeggiate nei boschi, giri in bicicletta, nordic walking, jogging al mattino presto, così come anche posture immobili come “stare come un albero” (vedi post di luglio).

Questo permetterà al nostro corpo di ringiovanire, attraverso il lavoro muscolare non troppo intenso, ma comunque che può essere consistente e che offra la possibilità di far uscire l’energia all’esterno. L’estate è il momento di massima apertura, di maggior comunicazione, di maggior disponibilità, l’energia è al massimo livello e ha bisogno di uscire fuori, di essere espressa nella sua totalità. La natura in estate è nel suo massimo splendore, ringiovanita e su questo dobbiamo sintonizzarci.

Queste cose che ho scritto possono naturalmente essere arricchite con il vostro intuito. Dentro di noi, nel nostro profondo, abbiamo una capacità innata nel metterci in sintonia con la natura che ci circonda e i suoi movimenti, dobbiamo solamente andare a risvegliare questa capacità, questa antica conoscenza. La ginnastica naturale, ha questo ultimo intento nella sua filosofia, quello appunto di risvegliare quelle capacità e quelle competenze, che guidano il nostro istinto alla ricerca di equilibrio.

Attenzioni Quotidiane

IMG_20131023_125702In questo ultimo periodo una delle cose che sto facendo, è quella di fermarmi quando posso. Fermare dentro di me quel continuo lavorio della mente, quella lunga lista di propositi di cose da fare, di doveri che mi addosso ogni giorno, per fermare in ultima quella mia necessità di identificarmi con le cose che faccio e tornare un po’ all’origine di me.

Quando questo succede mi rendo conto che non sono solo le cose che faccio, le preoccupazioni che vivo, i doveri a quali devo rispondere, ma anche (e forse soprattutto) un corpo che vive il presente e che si muove e che respira.

Quando mi fermo, cerco di portare l’attenzione dentro di me, di ristabilire una connessione con il mio corpo, di stare attento a come respiro e a come mi muovo. Cerco, nell’inventario delle mie parti del corpo, le zone di tensione, le zone di dolore e vado li con il pensiero, con il respiro e…rilasso e questo mi fa molto bene.

È diventato un gioco, che faccio con me stesso, con le mie percezioni, con il mio corpo, un gioco che alla fine mi dona attimi di pace, che mi aiutano a sostenere il giorno.

 In questo post (e forse anche in quello dopo) volevo proprio trattare e sviluppare questa cosa, consigli e/o strategie per concederci, in qualsiasi situazione, 2, 3 o 5 minuti di benessere, senza dover rimandare ad un momento specifico, dedicato, che a volte non riusciamo a concederci.

La cosa più difficile è fermarsi, perché richiede una grossa forza di volontà e spesso non ci concediamo questo lusso. Ci sono sempre molte valide giustificazioni a non farlo, la deontologia professionale, i colleghi che ci guardano, la mancanza di tempo per farlo e una cosa da fare che viene sempre prima di questa. Su questo aspetto non posso dire molto, perché ognuno deve trovare dentro di sé la motivazione e una strategia da mettere in atto. Io alcune volte decido prima che inizi la frenesia del giorno alcuni momenti che mi posso concedere, altre volte mi sono messo dei promemoria sul cellulare…adesso, come scrivevo prima, è un giochetto che faccio con me stesso.

A volte durante il giorno mi ritrovo a camminare, per andare alla macchina nel parcheggio o per fare della strada e allora passo in rassegna la mia postura, vedo dove cade lo sguardo, sento come è messa la testa, sento se le spalle sono tese e se così è vado li con il pensiero e cerco di rilassare e inizio a giocare dicendo “spalla destra rilassati, te lo ordino!”. Portare il pensiero in una zona del corpo è di per sé benefico, se a questo aggiungiamo un’intenzione (rilassarsi) espressa in modo assertivo lo è ancora di più. Ma a volte faccio altro, porto anche una mano alla spalla dolente o tesa e questo aumenta ancora di più il beneficio.

Poi scendo ancora e ascolto il mio respiro, ne ascolto la qualità, registro il ritmo, vedo quanto scende nella pancia o quanto è bloccato in alto. Allora cerco di approfondire un po’ l’inspirazione, ma soprattutto mi concentro sull’espirazione, cerco di sgonfiare il ventre di vedere che rientra per poi vedere che ritorna a gonfiarsi, allora il respiro si allunga, diventa più profondo e aumenta ancora il mio benessere. A volte, aggiungo le mani sul ventre, in basso e il respiro diventa più profondo.

Poi scendo ancora e presto attenzione alle mie gambe, ascolto il ritmo dei passi, sento se ho tensione da qualche parte, sento i piedi e il loro appoggio. Mi ritrovo quindi a rallentare, ad accorciare il passo, ad appoggiare bene entrambi i piedi distribuendo il peso, ad andare con il pensiero nell’articolazione dell’anca, piuttosto che del ginocchio, per rendere il movimento fluido, sciolto. Il mio benessere continua ad aumentare.

E così quando sono seduto, allineo la mia postura, abbasso il respiro, lo porto nel ventre. Quando sono fermo da tempo mi “stiro”, braccia e gambe nelle diverse direzioni, apro la bocca il più possibile, mi strofino le orecchie, mi massaggio attorno gli occhi.

Se sono fermo in piedi, metto le mani in tasca e rilasso le spalle, piego un po’ le gambe, abbasso il respiro, passo il peso da un piede all’altro, dalle punte dei piedi al tallone, gioco un po’.

Se devo portare dei pesi cerco di distribuirli a destra e a sinistra oppure, porto il peso un po’ da una parte e poi un po’ dall’altra, magari con l’idea di fare un po’ di allenamento e quindi imposto la mia postura in modo attento e efficace.

Se ho tempo, più di cinque minuti e posso andare in uno spazio naturale allora tutto questo viene aumentato dai colori della natura dalle forme e dagli odori. Tutto questo modifica il nostro stato d’animo, i ricordi che emergono, le emozioni che salgono amplificano il valore di trascorrere del tempo in natura.