Quanto muoversi, Come muoversi.

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In questo momento sono seduto sullo sgabello sto scrivendo quello che state leggendo, contemporaneamente sto dolcemente dondolandomi da un ischio ad un altro, lo sgabello ha un cuscinetto arrotondato e questo dondolio ha un effetto così piacevole sulla parte bassa della mia schiena nella zona lombare. Respiro profondamente e piano piano riduco questo dondolio cercando di sentire quante vertebre si muovono. Ecco, le sento, saranno 5 o 6 tutte le lombari e l’osso sacro naturalmente. Riduco piano piano e si riduce anche il movimento delle mani sulla tastiera per simpatia, smetto di scrivere… muovo adesso 4, poi 3 poi mi pare che siano solamente 2 le vertebre che si muovono e cerco di visualizzare questo movimento. Adesso trasformo il movimento da laterale, a circolare, cerco di stringere sempre di più questo cerchio, di accorciare il raggio, un movimento millimetrico. Sono li con l’attenzione in questo “luogo” che è il luogo dell’energia primaria del nostro corpo, l’”hara”, il “dantien”, così viene chiamato in oriente. Comincio a sentire un calore interno, dopo questo piccolo movimento, che mi riscalda il ventre, il respiro è calmo lento e profondo il mio tono muscolare è rilassato…un piacere.

Spesso mi viene chiesto quanto tempo dedicare al movimento e spontaneamente mi viene da dire: “Ogni momento della tua giornata che puoi! Anche se sono solamente 10 minuti, non importa, fallo!” .

Ogni giorno più volte al giorno, cerco di osservare come mi muovo, come resto seduto, come resto in piedi e sperimento situazioni, posture, movimenti e provo a modificare la velocità, il carico, l’attenzione provo a sentire il rumore del mio movimento, a vedere l’effetto che ha sulla mia mente, sul mio stato d’animo, sulle mie relazioni…però la mia è una deformazione professionale.

Però un tempo quando il lavoro necessitava di forza fisica, di strategie di movimento, di risparmio energetico, di utilizzo consapevole della forza e della postura era così, c’era un’attenzione al movimento in ogni gesto. Oggi invece non abbiamo questa necessità, sono pochi i lavori che richiedono un’attenzione al corpo e allora bisogna inventarsela. Ogni possibilità è buona da sfruttare, salire le scale, attraversare un giardino, spostare delle carte, aspettare l’autobus, scendere dall’auto e così via. Sono convinto che dedicare pochi minuti, più volte al giorno della propria attenzione, energia, creatività, al movimento sia importantissimo, più di fare una mezz’ora di auto per arrivare in palestra e svolgere un programma aerobico di 45’ di top, di jog, di cyclette e poi sollevare per un’altra mezz’ora pesi per poi fare un’altra mezz’ora di auto per tornare a casa per due volte alla settimana.

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L’idea che molti hanno è che il movimento deve essere funzionale ad un risultato. Si fa movimento per dimagrire o per tornare in forma, per la salute, per sfogarsi e per la prestazione.

Però penso che sia un’idea riduttiva nei confronti del valore che ha il movimento per la nostra vita e nei confronti del corpo. Il movimento è vita e il corpo siamo noi, senza corpo non esistiamo, senza movimento siamo morti. In ogni nostro momento, in ogni istante del giorno ci muoviamo, anche quando dormiamo il nostro corpo è in continua attività e si muove, esplicando tutte le sue funzioni. Il movimento è un nutrimento per l’uomo, nutriamo il nostro organismo, agevola le funzioni vitali, viene favorita la circolazione dei liquidi ed energetica, gli scambi tra tessuti. Il movimento riequilibria il nostro “circuito energetico”, da modo alle tossine che si sono accumulate durante il giorno nel nostro corpo, di entrare in circolo ed essere eliminate, lasciando così spazio a nuova energia che ci rivitalizza. Ma non solo, fare movimento ci permette di ritrovare il nostro equilibrio psicologico e ancora di più , sono molte le pratiche di movimento che aiutano a coltivare lo spirito, che avvicinano l’uomo alla dimensione spirituale e lo fanno sentire completo, in pace con sé stesso.

Quindi non c’è solo una quantità, ma è necessario inserire il parametro qualità. Ho conosciuto molte persone che grazie allo sport si sono “rotte” e forse in molti casi è mancata la qualità e c’era troppa quantità, sovraccarico. Non conta solo la fatica, il sudare, il raggiungere un certo limite di tempo, il sollevare un certo quantitativo di peso o numero di ripetizioni, ma conta l’intenzionalità, il valore a cui si da al corpo e al muoversi, solo così si può esprimere il movimento in modo armonico e avere un effetto positivo su di noi.

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Naturalmente se poi possiamo dedicare un’ora al giorno, come consiglia l’OMS, a fare attività fisica tanto meglio, però non è in un’ora, 2 volte alla settimana che trasformiamo il nostro corpo, la nostra salute, come vorremmo

Avere sempre uno sguardo a: “come mi sto muovendo? Come sto respirando? In quanti modi posso fare questo movimento? …e cosi via. Allora diventa anche questo un gioco divertente, inoltre ci allontana dalle nostre solite preoccupazioni di tutti i giorni, dai nostri schemi di ansia e vi assicura vi aiuta ad avvicinarvi al movimento, all’attività fisica, al vostro corpo in modo dolce e duraturo e può rappresentare una buona base per una trasformazione.

Ho scritto tutto questo per segnalarvi un video di Charles Demelenne  un uomo ottantenne che svolge la sua attività fisica giornaliera. E’ un maestro di Hebertismo, del Metodo Naturale e ogni giorno dedica poco più di 20 minuti alla pratica del movimento, come “pratica di buona vita” potremmo dire. Mi piace questo video perché vedo il piacere di muoversi, vedo la concentrazione nell’eseguire il movimento, vedo il gusto di poter fare determinati movimenti e vedo la soddisfazione della riuscita e tutto acquista un senso profondo…e poi un giorno provate a fare tutto quello che fa questo signore e sentite il sapore che potrebbe avere a farlo ad 82 anni.

Vorrei adesso chiedere a te che leggi una cosa, mi piacerebbe avere un segno di vita da parte tua, le statistiche mi dicono che ci sono diverse persone che leggono quello che scrivo e a me piacerebbe sapere chi sei, mi piacerebbe avere suggerimenti, indicazioni, confronti. Quindi dammi un rimando scrivi un commento o anche solo un saluto mi faresti un gran bene.

N.

Essere forti per essere utili

IMG_1596Esco fuori vado nel campo, l’erba è ancora umida, cammino e respiro, poi comincio a correre, faccio uno scatto per superare una balza, corro ancora, passo in mezzo al vigneto, mi abbasso per superare i cavi di sostegno delle viti, faccio un salto in basso da un argine e riprendo a correre. E’ così, credo che capiti anche a voi a volte, adesso che è primavera, sento un’innata energia dentro di me, che ha un moto di apertura e mi porta a voler uscire e a muovermi. Un po’ come la linfa delle piante che, ritiratasi in inverno, riprende a scorrere verso l’esterno, verso l’alto e riporta la vita fino alle estremità della pianta con foglie nuove e fiori. Credo che sia questa energia che fa nascere dentro di me la voglia di uscire di sentirsi più efficaci con il corpo e nel movimento.

A questo riguardo volevo parlarvi dell’Hebertismo, del quale avevo scritto un articolo di apertura nella newsletter n°0, che poi però ho tolto dal blog…credo invece di dover onorare maggiormente Georges Hébert, il fondatore del Méthode Naturelle, perché è stato un fondamentale sfondo ispiratore nel nome ma soprattutto nella filosofia di ginnastica naturale e quindi anche di questo blog e delle attività che propongo.

Lo slogan dell’Hebertismo è “essere forti per essere utili”, che ne racchiude l’intera filosofia.

Mi piace molto questo slogan, perché lo sento chiaro, comprensibile, mi pare che non ci sia apparenza, al contrario trovo sostanza e senso. Per questi motivi lo sento molto attuale, in questo mondo dove la forma e l’apparenza spesso prevalgono sulla sostanza, dove, come scrivevo nel post precedente, c’è un mercato di attività motorie dai nomi incomprensibili, che propongono movimenti senza senso, che hanno l’unico scopo di far consumare calorie, di bruciare grassi, di sviluppare massa muscolare, ma niente di più.

L’Hebertismo si fa all’aria aperta, a contatto con la natura, svolgendo esercizi naturali, che sviluppano schemi motori di base e abilità fondamentali: la marcia, la corsa, i salti, l’arrampicarsi, le andature in quadrupedia, i lanci, il sollevamento e il trasporto, la lotta e la difesa, l’equilibrio, il nuoto…tutte cose che servono. Servono nella nostra vita, per svolgere le nostre attività quotidiane, quando dobbiamo fare le scale, quando dobbiamo coprire una determinata distanza, quando dobbiamo svolgere dei lavori, oppure in caso di emergenza, o per aiutare qualcuno che ne ha bisogno. Questo ha senso!

L’Hebertismo fin dall’inizio non ha avuto finalità sportiva, ma una profonda vocazione educativa. Lo sport spesso è fine a se stesso, oppure è solamente l’occasione di sviluppare se stessi, in una logica di performance senza limite, che spesso va oltre il consentito, in nome di un risultato, a tal punto da farsi male; oppure prevale l’idea che la cosa più importante è vincere, vincere sugli altri. Il Méthode Naturelle, a differenza dello sport, possiede tre caratteristiche essenziali: l’utilità, la misura e l’altruismo. Hebert concepisce l’attività fisica come un mezzo per preparare l’individuo ed affrontare eventuali prove che si può trovare di fronte nel corso della vita. La misura, proprio in opposizione allo sport senza risparmi, dando senso invece alla moderazione e progressione. L’altruismo come elemento essenziale per lo sviluppo armonioso di una società.

“Essere forti per essere utili”, Hebert dice “La vera forza, nel suo concetto più ampio, è una sintesi fisica e morale. Risiede non solamente nei muscoli, nella potenza cardiaca, nella destrezza…, ma prima di tutto nell’energia che l’utilizza, nella volontà che la dirige, nel sentimento che la guida”

 All’interno di questa filosofia di movimento ritroviamo anche il concetto di salute, perché, è in questa logica di senso di efficacia e di presenza nella vita, che un corpo sano è un corpo in grado di compiere delle azioni per sé e per gli altri. Ancora in questa prospettiva troviamo inscritto anche uno sviluppo di crescita personale, di scoperta di se stessi e di promozione di un equilibrio tra mente, corpo e spirito. Svolgere le attività in natura, come propone Hebert è oggi assolutamente attuale, in un epoca in cui la nostra società vive cosi distante dagli elementi naturali, l’occasione di fare del movimento immersi nella natura ha un effetto rigenerante molto potente, di cui siamo poco consapevoli.

Muoversi e allenarsi deve avere senso, deve incontrare un disegno credibile nella nostra vita, ed essere utili a se stessi e agli altri, come propone il moto dell’Hebertismo, è credibile.

A volte bisognerebbe mettersi un po’ alla prova, fare una corsa per prendere l’autobus, scendere le scale il più velocemente possibile, saltare una sbarra e vedere come siamo in grado di rispondere e chiedersi se saremmo pronti nel momento in cui qualcuno può servire veramente, perché qualcuno ci chiede aiuto o nel momento in cui dobbiamo aiutare noi stessi, allora forse potremmo renderci conto di quanto siamo in sintonia con il nostro corpo e le nostre possibilità e capire così quanto potremmo essere utili a noi e al mondo.

E’ sempre difficile allenarsi da soli e per me l’allenamento deve avere senso, altrimenti dura poco. Questa energia di primavera che sento dentro è finalizzata a destare il mio corpo, a risvegliarlo dal sonno invernale. Non è voglia di allenarsi, ma sono i miei sensi che ritornano curiosi a voler vedere e odorare e sentire il mondo fuori e la natura che si sta risvegliando. Sono i miei muscoli e le mie articolazioni che riprendono forte il desiderio di movimento e di azioni, con le quali esprimersi ed andare incontro al mondo e al risveglio della natura. Tutto il mio essere è coinvolto in questa tensione, che è la ripresa della vita e vita è movimento, è tornare a respirare profondamente.

Tutto questo ha senso, trova uno spazio di significato dentro di me molto più che pensare di dover riprendere un tono muscolare, piuttosto che consumare qualche caloria. Uscire in natura è un’esperienza ogni volta, un’occasione per ascoltare il mio corpo, i piedi che appoggiano al suolo, i muscoli che si tendono, le articolazioni che si muovono e assorbono i contraccolpi, il cuore che pompa il sangue che scorre nelle vene ingrossate, questo è Ginnastica Naturale uscire ed andare in natura e muoversi, perché è nella nostra natura, nella natura umana, muoversi all’aria aperta.