La forza

forzaOggi volevo parlare della “forza”, perché è una delle capacità motorie dell’uomo, e come tale è uno degli aspetti che vengono sviluppati nelle attività ginniche. Nei miei incontri all’aperto ho trattato questo argomento.

Credo che possiamo dire che è una qualità che si addice più all’uomo che alla donna, non voglio ingarbugliarmi in questioni di differenziazione sessuale, ma penso che possiate essere d’accordo con me, se dico che generalmente il maschio tende a considerare la forza muscolare, un elemento importante dell’essere uomo, una espressione della propria virilità. L’uomo ha sempre misurato la sua mascolinità con la forza fisica, utilizzata oltre che per svolgere lavori, anche per determinare la supremazia sugli altri. Le guerre sono delle dimostrazioni di forza.

Quando vediamo un uomo con le masse muscolari molto sviluppate, tendiamo a pensare che sia un uomo molto forte e, in effetti, il diametro trasverso dei muscoli è una delle determinanti delle forza, oltre che la coordinazione muscolare, la capacità di reclutamento delle unità motorie e altro ancora, che al momento non approfondiamo.

La forza non è altro che la capacità di vincere una resistenza. Nella vita di tutti i giorni l’uomo ha bisogno della forza per sollevare, per spingere, per tirare. Oggi, nella nostra società, non sono molte le occasioni in cui è necessaria forza fisica, ma un tempo molti lavori prevedevano movimenti che richiedevano un impiego della forza muscolare. Gli uomini allora erano muscolosi perché svolgevano dei lavori pesanti, oggi invece, i muscolosi sono quelli che passano più tempo in palestra. Questo cambiamento, a mio parere, ha portato a sviluppare una “forza apparente”, cioè una forza non pratica.

Credo che vi sia una caratteristica che spesso non consideriamo quando parliamo di forza, che è la nostra base d’appoggio. Torna fuori un po’ il concetto di grounding, di radicamento, di connessione con la terra, trattato qualche post indietro. Per l’espressione della forza questo è fondamentale. La nostra parte superiore del corpo può essere molto muscolosa, ma, se non siamo capaci di “ancorarci” per terra con i nostri piedi, con le nostre gambe e di trovare una posizione del corpo fissa, ferma, inamovibile, la nostra forza sarà nulla. Pensate solamente all’ipotesi di essere su una lastra ghiacciata, se non siamo in grado di trovare una posizione adeguata e di grande equilibrio la nostra forza rischia di non valere nulla.

Credo allora che sia importante che quando abbiamo necessità di vincere delle resistenze esterne, quindi di applicare la nostra forza, dobbiamo essere consapevoli che la postura, il nostro grounding, sono fondamentali per essere efficaci.

Se osservate i movimenti di una qualsiasi arte marziale noterete che la posizione dei piedi, degli arti inferiori, sarà generalmente larga, piedi piantati a terra, bacino basso.

Più questo avviene e più, potremo dire, prendiamo forza.

Mi piace questo modo di dire, “prendere forza”, perché credo molto, che nel momento in cui il nostro corpo “prende forza “ dalla sua posizione, dal suo stare sul terreno, dal suo grounding, è tutta la persona a sentirsi forte.

Sentirsi forti fa bene ed è una cosa buona, perché significa sentirsi in grado di vincere le resistenze, e non solo quelle che il mondo fisico ci propone, ma anche quelle psicologiche emotive, che sono dentro di noi.

Allora credo che potremmo addirittura scoprire che la forza muscolare è una delle espressioni di forza che l’uomo può…e forse neanche la più importante.

L’argomento è tecnico, ma non troppo mi pare, quindi, attendo i vostri commenti e sicuramente sarà un arricchimento per tutti.

Grounding

Ecco, come dicevo, oggi parlo del “grounding”, un termine inglese tradotto in italiano con la parola radicamento.

Mi piace questa parola perché è molto…“terra”… e credo che come termine e come concetto sia molto in sintonia con l’idea della ginnastica naturale.

Il grounding è un termine utilizzato in bioenergetica, terapia ad orientamento corporeo che oltre al lavoro di verbalizzazione associa un lavoro fatto di esercizi e posizioni. Oltre alla terapia definita analisi bioenergetica, vi sono anche le cosiddette classi di bioenergetica, gruppi di persone che praticano esercizi guidati da un terapeuta, con finalità di ridurre lo stress ed entrare maggiormente in contato con il proprio corpo.

Il grounding è uno dei primi obiettivi della bioenergetica e vi sono esercizi specifici che servono proprio a migliorare il nostro grounding, il nostro quindi radicamento.

L’esercizio di grounding si esegue tenendo i piedi alla larghezza del bacino, le ginocchia leggermente piegate, i piedi paralleli con le punte leggermente in dentro. Il tronco è flesso in avanti e le mani toccano terra con i polpastrelli. Il peso del corpo sta nella parte anteriore del piede, però il tallone non si alza. Le mani non sorreggono il peso, sono solamente a contatto con la terra attraverso i polpastrelli. Il capo è in basso, molto morbido e rilassato. Da questa posizione si piegano leggermente le ginocchia e si raddrizzano, seguendo il ritmo della respirazione: inspiro e piego leggermente le gambe, espiro e ritorno a distenderle leggermente. È importante non raddrizzare mai completamente le gambe, perché altrimenti l’energia non scorre libera nel corpo.

Durante l’esecuzione dell’esercizio potremmo ad un certo punto avvertire che le nostre gambe vibrano, ma non dobbiamo prendere paura, semplicemente i nostri muscoli sono stanchi, perché messi sotto stress e la vibrazione è la risposta che danno. Possiamo continuare per un pochino e poi pian piano ci alziamo e, sempre respirando e con gli occhi aperti, ci concediamo un momento per ascoltarci, il nostro respiro, i nostri occhi, le nostre spalle e così tutto il corpo.

Nei nostri incontri l’abbiamo fatto qualche volta, e a me piace questo esercizio, fatto fuori, all’aperto, mi pare che abbia un effetto e un valore diverso. Nella posizione di grounding i piedi e le gambe hanno un contatto di scambio con la terra, prendono energia, e scaricano le tensioni, ci si sente quindi sostenuti. Il nostro corpo, si appropria di una postura solida e radicata nella propria interiorità e nella terra.

Questo radicamento permette di percepire una maggiore unità tra corpo e mente e un’integrazione tra realtà interna e realtà esterna. Generalmente il nostro respiro si abbassa nella pancia, gli occhi sono più aperti, ci sentiamo più morbidi e leggeri…è un esercizio che fa bene al nostro corpo e al nostro cuore

Scrivendo questo articolo mi è venuto un pensiero che a volte durante il giorno faccio e che vi scrivo.  Spesso durante le nostre giornate non siamo mai direttamente a contatto con la terra, siamo sempre su un pavimento artificiale, asfalto, piastrelle, linoleum, ecc. e spesso è quasi sempre in piano. Ogni volta mi meraviglio di questo, rimango sbalordito della quantità di tempo che passo su un terreno artificiale, senza toccare erba terra sassi, camminando sempre in piano. E mi chiedo se questa mancanza di “contatto” abbia qualche influenza su di me…e voi cosa ne pensate?

Vi allego un articolo che approfondisce un po’ il tema della bioenergetica, trovato su  www.biosofia.it

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