Sulle tracce del lupo

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Cammino con due amici nella luce dell’alba in Lessinia, la giornata si preannuncia tersa e fredda. Ci guardiamo intorno a cercare movimento nella neve al limitare dei boschi, allunghiamo le orecchie a sentire rumori, guardiamo le tracce sulla neve degli animali passati cercando di coglierne la direzione, l’andatura, la velocità, il momento del passaggio, ma dentro di noi la speranza più grande è quella di dire “Ecco!! tracce di lupo”.

Quando ero piccolo fantasticavo sull’incontro in natura con gli animali selvaggi, sfogliavo la rivista “Epoca” dai miei zii e guardavo i reportage di Walter Bonatti che girava per il mondo a scovare animali selvatici. Le prime volte che sono andato in Lessinia, mi fermavo a guardare con il binocolo (uno Zeiss 8×30 regalato da mio padre, ancora oggi un ottimo strumento) le cornacchie, che in pianura non c’erano e mi sembrava già magico quello.

Oggi mi ritrovo a camminare sulle stesse montagne alla ricerca delle tracce di lupo. Mi sembra incredibile! Nella piccola Lessinia, una montagna fatta di colli rotondi e di dolci vallate, il lupo! Anzi i lupi. Perché questo branco è costituito da due adulti, che si sono insediati circa 3 anni fa, una prima cucciolata di due esemplari e poi lo scorso anno una cucciolata di 7.

Per molti questa presenza è un problema, per gli allevatori della Lessinia in modo particolare, in quanto il lupo, in questi anni, ha predato diversi animali domestici. Da tempo, quindi, sui giornali locali si parla del lupo quasi quotidianamente e la discussione centrale è sempre: deve o non deve stare il lupo in una montagna così piccola?

Naturalmente i pareri sono opposti, ma la voce più forte è sicuramente quella che dice, “via i lupi!!” si dice che non c’è spazio per loro, perché rischiano di annientare l’economia contadina locale, inoltre viene detto che sono un pericolo per la popolazione.

Il lupo muove sentimenti e emozioni dentro di noi che sono antichi e profondi, che provengono dai racconti, dalle storie, dalle favole. Il lupo è sempre stato la parte cattiva, quella che fa paura e che deve essere eliminata. Ma in natura non c’è buono e cattivo, ciò che regna è l’equilibrio, che è fatto di opposti. Anche noi, il nostro corpo, la nostra personalità è fatta di opposti, ma non è eliminando le parti che non ci piacciono che troviamo l’equilibrio, ma solamente attraverso un lento e continuo percorso di aggiustamento.

Il Lupo è un predatore, che si trova al vertice della catena alimentare di un ecosistema, questo significa che sotto di lui c’è tutta una natura che si è ripresa, significa che molti animali si sono ripopolati. In effetti le cornacchie ora ci sono anche in pianura e sono numerose, ma vicino a casa mia alla periferia della città, ci sono anche i germani reali nei fossi, così come le gallinelle d’acqua, gli aironi cinerini e qualche airone bianco e garzetta. Con un po’ di attenzione si vede anche il martin pescatore, che vola veloce sui corsi d’acqua. E tutto questo accade da alcuni anni, ma prima non c’era. In collina e in montagna i contadini devono fare i conti con i cinghiali che “arano” i prati, mentre in montagna, i cacciatori sono felici di poter nuovamente cacciare i caprioli, numerosi come non lo erano da tempo. Sono ritornati i camosci, le marmotte e pare che siano in ripresa pure i cervi, anche l’aquila è tornata a nidificare in alta Lessinia. Però ora c’è anche il lupo!

lessiniaCammino in silenzio sulla neve, in compagnia dei miei due amici e i pensieri sul lupo, sulla natura, sugli uomini, su quello che è giusto e sbagliato, mi annebbiano la mente. Mi guardo intorno e vedo queste montagne e sento la presenza della vita degli animali che la abitano. Mi sento un ospite di questo mondo e un osservatore, con curiosità sbircio cercando di comprendere il mistero e la potenza di questa natura che piano piano si riprende e si rinnova.

Mi chiedo quali sono i diritti sulla natura e chi deve godere di diritti sulla natura, perché stando qua a camminare, mi sembra che il lupo, che è venuto da solo, ne abbia pieno diritto.

Credo che ci possa essere una convivenza effettiva e benefica tra uomo e lupo di questi tempi, sicuramente sarà necessario cambiare qualche abitudine come uomini, sapendo che oggi ci sono anche i lupi. Però sono convinto che ne valga la pena quantomeno credo che dobbiamo tentare, lo dobbiamo alla natura, alla terra, che ci ospita da sempre e appena se ne presenta l’opportunità, si rinnova a nostro beneficio.