Di sopra e di sotto

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Foto di A. Ongaro 

Immagina…

….sei su una parete rocciosa, stai arrampicando e ti trovi in un passaggio impegnativo, ti blocchi, non sai bene come fare per proseguire, decidi di provare a cambiare appoggio con il piede, ma niente da fare. Ritorni nella posizione di prima e cerchi un appiglio con la mano, vai in alto cominci a cercare, non vedi niente, vorresti che i tuoi occhi fossero là, al posto delle dita a vedere cosa c’è sopra…ma ancora niente non trovi l’appiglio che ti faccia convinto che ti puoi fidare. Ritorni ancora in posizione, ti prendi un attimo e ascolti il tuo respiro, però passa qualche secondo e così appeso alla parete con mani e piedi, la fatica comincia a farsi sentire. Da sotto il tuo compagno prova a darti qualche indicazione ma tu hai le idee un po’ confuse, provi a ragionare, capisci che non puoi permetterti di restare molto lì a pensare, allora cerchi di prendere un po’ forza, qualche parola dentro di te di incoraggiamento, provi a riprendere la calma e il controllo e ci ritenti. Ripeti i gesti di prima, perché ti sembravano giusti, ma c’è qualcosa che non va, ti sembra di non avere la forza sufficiente, ma ti pare impossibile, niente, non riesci a salire! Nella tua testa cominci a sentire una voce che ti dice “Dai su forza! Prova ancora!”, ma un altra invece “No. Non ce la fai scendi!” e continuano queste voci, ti sbattono in testa di qua e di là, fino a che….prendi una decisione.

Ti è mai capitato? Sei mai arrivato al limite?

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Il limite è quella linea un po’ sfumata che separa uno spazio: sopra e sotto. Sotto ci sono le cose note, che conosci e sopra quelle che non conosci, il mistero. Arrivare al limite vuol dire arrivare a questa linea e permettersi di guardare sopra per vedere cosa c’è di sconosciuto, di misterioso, ma non solo, significa anche scoprire le tue reazioni a questa novità, quali emozioni nasceranno che potrebbero prendere il sopravvento e farti fare delle cose inaspettate, comportamenti assolutamente irriconoscibili per te…un mistero quello che c’è oltre la linea, che nessuno solamente te puoi scoprire.

Mi piace questo aspetto del limite, questa possibilità che offre, perché lascia spazio alla “sorpresa”. Un amico e maestro dice: “Coltiva la sorpresa, coltiva l’inaspettato, perché porta con se una grande energia”.

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E’ su questo che abbiamo lavorato con i ragazzi di “Itinerari di Crescita” nelle uscite centrali del progetto. Siamo andati ad arrampicare, abbiamo fatto dei percorsi di avventura nei vaj, superando gli ostacoli incontrati arrampicando o calandoci con la corda, abbiamo camminato tra le guglie delle Odle con lo zaino a spalle, salito una cima con fatica, pernottato in rifugio guardando il cielo stellato della notte. Abbiamo fatto questo con l’idea di conoscere se stessi un po’ di più, confrontandoci ognuno con i nostri limiti, per capire quali meccanismi adottiamo per compiere delle scelte, come prendiamo le nostre decisioni, per scoprire se di fronte alle difficoltà ci chiudiamo in noi stessi oppure chiediamo aiuto, per capire quanto forza può darci un gruppo, quanto sollievo possiamo avere dal condividere una paura, quanta sorpresa si trova nelle meraviglie della natura e molto altro ancora. Questo abbiamo fatto, nella convinzione che vivere attimi e momenti positivi fa bene a tutti e se questi durano ore o giorni lasciano il segno nella vita delle persone. Quando scopri con gioia che hai superato la noia, il disinteresse, la fatica, la non volontà, la non perseveranza, oppure diventi consapevole che non sei riuscito a superare il tuo limite ma hai la possibilità di condividere con qualcuno lo stesso sentimento e magari progettare insieme un percorso che ti porti piano piano ad andare oltre, questo è positivo e aggiunge dentro di te un altro mattone al tuo divenire.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALe parole dei ragazzi sulle giornate trascorse diventano via via più profonde e il tempo passato a rovistare nella mente alla ricerca della parola, diventa sempre più lungo e intenso. I minuti scorrono nel silenzio e lo spazio attorno si carica d’attesa. Poi prende posto il tono della voce, l’espressione del viso, lo sguardo rivolto ai compagni, la postura e i movimenti, quasi a voler andare oltre la parola per comunicare profondamente il senso…sfumature, gradazioni, dettagli, piccole cose che a volte passano inosservate, ma che sono diventate un arricchimento nei nostri momenti di condivisione.

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Quanto muoversi, Come muoversi.

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In questo momento sono seduto sullo sgabello sto scrivendo quello che state leggendo, contemporaneamente sto dolcemente dondolandomi da un ischio ad un altro, lo sgabello ha un cuscinetto arrotondato e questo dondolio ha un effetto così piacevole sulla parte bassa della mia schiena nella zona lombare. Respiro profondamente e piano piano riduco questo dondolio cercando di sentire quante vertebre si muovono. Ecco, le sento, saranno 5 o 6 tutte le lombari e l’osso sacro naturalmente. Riduco piano piano e si riduce anche il movimento delle mani sulla tastiera per simpatia, smetto di scrivere… muovo adesso 4, poi 3 poi mi pare che siano solamente 2 le vertebre che si muovono e cerco di visualizzare questo movimento. Adesso trasformo il movimento da laterale, a circolare, cerco di stringere sempre di più questo cerchio, di accorciare il raggio, un movimento millimetrico. Sono li con l’attenzione in questo “luogo” che è il luogo dell’energia primaria del nostro corpo, l’”hara”, il “dantien”, così viene chiamato in oriente. Comincio a sentire un calore interno, dopo questo piccolo movimento, che mi riscalda il ventre, il respiro è calmo lento e profondo il mio tono muscolare è rilassato…un piacere.

Spesso mi viene chiesto quanto tempo dedicare al movimento e spontaneamente mi viene da dire: “Ogni momento della tua giornata che puoi! Anche se sono solamente 10 minuti, non importa, fallo!” .

Ogni giorno più volte al giorno, cerco di osservare come mi muovo, come resto seduto, come resto in piedi e sperimento situazioni, posture, movimenti e provo a modificare la velocità, il carico, l’attenzione provo a sentire il rumore del mio movimento, a vedere l’effetto che ha sulla mia mente, sul mio stato d’animo, sulle mie relazioni…però la mia è una deformazione professionale.

Però un tempo quando il lavoro necessitava di forza fisica, di strategie di movimento, di risparmio energetico, di utilizzo consapevole della forza e della postura era così, c’era un’attenzione al movimento in ogni gesto. Oggi invece non abbiamo questa necessità, sono pochi i lavori che richiedono un’attenzione al corpo e allora bisogna inventarsela. Ogni possibilità è buona da sfruttare, salire le scale, attraversare un giardino, spostare delle carte, aspettare l’autobus, scendere dall’auto e così via. Sono convinto che dedicare pochi minuti, più volte al giorno della propria attenzione, energia, creatività, al movimento sia importantissimo, più di fare una mezz’ora di auto per arrivare in palestra e svolgere un programma aerobico di 45’ di top, di jog, di cyclette e poi sollevare per un’altra mezz’ora pesi per poi fare un’altra mezz’ora di auto per tornare a casa per due volte alla settimana.

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L’idea che molti hanno è che il movimento deve essere funzionale ad un risultato. Si fa movimento per dimagrire o per tornare in forma, per la salute, per sfogarsi e per la prestazione.

Però penso che sia un’idea riduttiva nei confronti del valore che ha il movimento per la nostra vita e nei confronti del corpo. Il movimento è vita e il corpo siamo noi, senza corpo non esistiamo, senza movimento siamo morti. In ogni nostro momento, in ogni istante del giorno ci muoviamo, anche quando dormiamo il nostro corpo è in continua attività e si muove, esplicando tutte le sue funzioni. Il movimento è un nutrimento per l’uomo, nutriamo il nostro organismo, agevola le funzioni vitali, viene favorita la circolazione dei liquidi ed energetica, gli scambi tra tessuti. Il movimento riequilibria il nostro “circuito energetico”, da modo alle tossine che si sono accumulate durante il giorno nel nostro corpo, di entrare in circolo ed essere eliminate, lasciando così spazio a nuova energia che ci rivitalizza. Ma non solo, fare movimento ci permette di ritrovare il nostro equilibrio psicologico e ancora di più , sono molte le pratiche di movimento che aiutano a coltivare lo spirito, che avvicinano l’uomo alla dimensione spirituale e lo fanno sentire completo, in pace con sé stesso.

Quindi non c’è solo una quantità, ma è necessario inserire il parametro qualità. Ho conosciuto molte persone che grazie allo sport si sono “rotte” e forse in molti casi è mancata la qualità e c’era troppa quantità, sovraccarico. Non conta solo la fatica, il sudare, il raggiungere un certo limite di tempo, il sollevare un certo quantitativo di peso o numero di ripetizioni, ma conta l’intenzionalità, il valore a cui si da al corpo e al muoversi, solo così si può esprimere il movimento in modo armonico e avere un effetto positivo su di noi.

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Naturalmente se poi possiamo dedicare un’ora al giorno, come consiglia l’OMS, a fare attività fisica tanto meglio, però non è in un’ora, 2 volte alla settimana che trasformiamo il nostro corpo, la nostra salute, come vorremmo

Avere sempre uno sguardo a: “come mi sto muovendo? Come sto respirando? In quanti modi posso fare questo movimento? …e cosi via. Allora diventa anche questo un gioco divertente, inoltre ci allontana dalle nostre solite preoccupazioni di tutti i giorni, dai nostri schemi di ansia e vi assicura vi aiuta ad avvicinarvi al movimento, all’attività fisica, al vostro corpo in modo dolce e duraturo e può rappresentare una buona base per una trasformazione.

Ho scritto tutto questo per segnalarvi un video di Charles Demelenne  un uomo ottantenne che svolge la sua attività fisica giornaliera. E’ un maestro di Hebertismo, del Metodo Naturale e ogni giorno dedica poco più di 20 minuti alla pratica del movimento, come “pratica di buona vita” potremmo dire. Mi piace questo video perché vedo il piacere di muoversi, vedo la concentrazione nell’eseguire il movimento, vedo il gusto di poter fare determinati movimenti e vedo la soddisfazione della riuscita e tutto acquista un senso profondo…e poi un giorno provate a fare tutto quello che fa questo signore e sentite il sapore che potrebbe avere a farlo ad 82 anni.

Vorrei adesso chiedere a te che leggi una cosa, mi piacerebbe avere un segno di vita da parte tua, le statistiche mi dicono che ci sono diverse persone che leggono quello che scrivo e a me piacerebbe sapere chi sei, mi piacerebbe avere suggerimenti, indicazioni, confronti. Quindi dammi un rimando scrivi un commento o anche solo un saluto mi faresti un gran bene.

N.

Il corpo e la natura sono dei grandi maestri

lessinia morbida 2 Sto tornando verso la macchina con gli sci ai piedi, la neve è alta e leggera, vedo una valle fitta di abeti sulla destra che scende ripida e decido di andare. La Lessinia è generalmente “morbida” e non incute timore però, ad un certo punto, mi sono ritrovato di fronte ad una salita impegnativa. Mi sorge il dubbio che forse era meglio se proseguivo dritto, anche perché volevo tornare presto, avevo in mente di fare delle cose, il tempo che avevo a disposizione non era poi molto. Così, finché inizio a salire di fretta il ripido pendio, mille pensieri si fanno avanti nella mia mente, comincio a fare scaletta con gli sci, ma in quelle condizioni di neve e per il tipo di pendio, mi rendo conto che ci vorrà del tempo e forse sarà impegnativo. Però nella mia testa il pensiero del ritardo, della fretta, della difficoltà, continua a rimbalzare. Decido di fare passi più lunghi e di aumentare la velocità, comincio a sudare, ma insisto, il ritmo respiratorio aumenta, salgo un passo e in alcuni momenti ne scendo due, poi incespico, cado, faccio fatica a rialzarmi e nel farlo cado ancora, riprovo, mi alzo ma sono sceso di un paio di metri. Scoordinato e accaldato riparto, ma i pensieri ritornano come frecce nella mia mente, “sono in ritardo”, “ma perché sono salito da qua”, “cavolo che fatica!”, “devo fare in fretta”, “arriverò in ritardo”, “e se non riesco a salire? Devo tornare indietro”, “no non posso” e così via…credo che il panico cominci in questo modo.

Il corpo e la natura sono dei grandi maestri e credo che questa sia la motivazione che mi ha spinto a proporre un’attività come la Ginnastica Naturale. Non è stata un’intuizione di business la mia, ma il rendermi conto che vi sono persone interessate ad un percorso di movimento consapevole. Ci sono decine e decine di corsi di fitness e di proposte di attività motoria oggi, con nomi non sempre comprensibili e musica a tutto volume e con istruttori ai quali non sempre è richiesto di essere esperti di movimento ma piuttosto di essere bravi animatori, che però portano in sé un’idea di corpo distorta. Più il ritmo è serrato e sfrenato e meglio è, così si evita di pensare e ci si distrae dal “sentire”.

Credo che tutto questo sia lo specchio dell’idea di “corpo” che comunemente viviamo nella nostra società. E’ necessario che ci chiediamo qual è il nostro pensiero sul corpo, perché spesso si pensa al corpo solamente quando c’è qualcosa che non va, oppure quando stiamo male. Sottovalutiamo i segnali che arrivano dal corpo, ormai siamo abituati al sovrappeso, ai dolori articolari, all’incapacità di fare degli sforzi fisici, al ritrovarsi senza fiato nel fare le scale, all’insonnia, ai piccoli problemi cardiaci, ai problemi digestivi, agli attacchi di panico. Non è straordinario soffrire di uno di questi disturbi. Cerchiamo di trovare una risposta con i farmaci, pensando che non è colpa nostra se ci succede tutto ciò, non è una responsabilità che abbiamo, dobbiamo solo trovare qualcuno che sappia individuare il problema e “aggiustare” ciò che non va… e così intraprendiamo una strada che purtroppo ci porta al distacco dal corpo.

A volte riconosco nei percorsi delle persone che ho incontrato, una logica di vita e capisco che molte storie di cambiamento partono dal corpo, però più frequentemente incontro persone che convivono con situazioni problematiche per anni, senza apportare nella propria vita cambiamenti significativi.

scaletta 2Il corpo e la natura sono dei grandi maestri. Ho dovuto fermarmi e riprendere fiato, accettare il fatto che sarei arrivato in ritardo e che non era poi un grosso problema, che la neve alta richiedeva attenzione e calma così da coordinare bene i movimenti su quel pendio, per un passo sicuro ed efficace. Ho capito che i miei pensieri mi distraevano rischiando di farmi cadere, perdendo così buona parte della strada fatta e questo non era conveniente. Ho dovuto tornare a comprendere che il tempo e le cose che sono nella mia testa non esistono, ma esiste solo il momento presente, io che salgo, a scaletta, con gli sci ai piedi, prima una gamba, poi l’altra e sento il respiro…il corpo insegna, la natura insegna.

Pensiamo sempre di avere bisogno di fare delle cose grandi per cambiare, invece credo che proprio in questa epoca siano fondamentali le cose piccole, un passo alla volta, il cambiamento arriva dalle piccole cose che ogni giorno riusciamo a fare. Se aspettiamo il grande giorno in cui cominceremo a fare sport, a fare la dieta, a calare di peso, credo che aspetteremo tanto, forse a volte troppo. Il corpo e la natura sono dei grandi maestri…tempo, cose piccole, cambiamenti di poco, esperienze una dopo l’altra che si sommano e che insieme diventano tesoro. Il percorso di consapevolezza è di ogni giorno e di ogni momento. Credo che sia questo che dobbiamo fare. 5 minuti al mattino, prima di alzarsi dal letto da dedicare al nostro corpo e al suo risveglio, 3 minuti dopo essersi alzati davanti alla finestra a guardare il cielo, 2 minuti quando siamo stanchi, per rilassarsi e tornare alla consapevolezza del respiro del momento presente, 30 minuti di camminata al giorno quando possiamo, eccetera, eccetera…si può fare questo, basta volerlo.

Cose piccole per cambiare la vita… questo sento quando penso a Ginnastica Naturale

Una Questione di Atteggiamento

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Ormai è estate e per me, come credo per molti, c’è un rallentamento della frenesia del lavoro e degli impegni. Ci si permette qualche pausa, si pensa alla vacanza, si sospendono quasi tutte le attività “collezionate” durante l’autunno e l’inverno: corsi di attività fisica, di lingua, cineforum, ecc. Si torna cosi a gestire il proprio tempo da soli, senza aiuti dall’esterno, a volte con un po’ di dispiacere si terminano queste attività, perché si lasciano anche alcune sicurezze, come quella di soddisfare il bisogno di fare movimento e di mantenere una forma fisica adeguata. Farlo da soli è un po’ più difficile, serve motivazione e tempo per pensare e decidere quando, dove e che cosa fare.

Pensavo così di scrivere qualcosa che potesse essere utile a voi che mi leggete, a non sentirsi soli e continuare a prendersi cura del corpo. Inoltre mi piacerebbe incidere sulle vostre abitudini giornaliere, in modo tale da farvi iniziare, o da rafforzare, o per contribuire ad arricchire le vostre pratiche di cura del corpo e di contatto con la natura.

Per cominciare quindi, riporto uno scritto di Osho perché mi sembra un buon inizio:

Il corpo dev’essere amato, devi essergli intimamente amico. È la tua dimora, lo devi ripulire da ogni pattume, e devi ricordarti che è continuamente al tuo servizio, ogni giorno, ininterrottamente. Perfino mentre dormi, non smette di lavorare per te, digerendo o trasformando il cibo in sangue, asportando le cellule morte, introducendo nell’organismo ossigeno nuovo, aria fresca…”.

Mi piacciono queste parole, non tanto per i consigli che da, ma quanto per l’atteggiamento che vuole trasmettere. Non parla di forma fisica, di prestazione, di dimagrimento e forse non parla neanche di salute, ma invece parla di amore e di consapevolezza e credo che questo debba essere l’inizio. Noi esistiamo nel corpo, ma spesso le cose che facciamo e i ritmi che abbiamo, sono poco rispettose e rischiamo di ritrovarci a fine giornata, doloranti e tesi. Ascoltiamo il corpo solamente quando le tensioni si trasformano in dolori e, anche in questo caso, il nostro atteggiamento rischia di essere superficiale, senza un’assunzione di responsabilità. La massima responsabilità che ci prendiamo è quella di delegare qualcun altro ad occuparsi di noi. Ritengo invece che molti dei problemi fisici con i quali tante persone convivono, dalle problematiche di tipo metabolico, a quelle dei tipo muscolo scheletrico, o cardiocircolatorio, o psicologico come stress ed ansia, potrebbero trovare una via di risoluzione solamente con un atteggiamento diverso nei confronti del corpo.

Non credo sia necessario fare delle scelte che impongano dei cambiamenti totali al nostro modo di vivere. Trovare sintonia con il corpo e con la natura, è sicuramente un modo per stare bene e per godere maggiormente della vita e credo che questo sia possibile migliorando le nostre abitudini quotidiane, cominciando con piccole cose, giorno per giorno, che piano piano, nel tempo, diventeranno grandi momenti di consapevolezza.

Ho pensato di raccontarvi cosa faccio io al mattino, mi sveglio dedico qualche minuto, ancora disteso nel letto, a muovere le articolazioni una per una, comincio dalle dita dei piedi e poi salgo via via, caviglia, ginocchio, anca e passo tutto il corpo in rassegna. Un ceck completo, giusto per tornare a “sentirlo” dopo la notte. Poi mi prendo un momento per ascoltare e vedo che sensazioni e informazioni raccolgo. Poi mi massaggio la pancia, sento le diverse parti del ventre, ascolto se vi sono tensioni e se ne trovo, cerco di scioglierle piano piano, sento anche il petto, le braccia, una sorta di auto-massaggio con l’idea di ascoltare e sentire come và. In questo modo scopro dove il mio corpo accumula tensione, dove invece è rilassato, dove trovo del vuoto e dove trovo del pieno, dove è freddo e dove è caldo. Poi mi stiracchio un po’, piedi, gambe, braccia, tutta la parte destra del corpo, tutta la sinistra, la parte alta, la parte bassa, mi strizzo torcendomi a destra e a sinistra e infine mi metto seduto sul letto. Mi sfrego un po’ le mani, le passo sul viso e sulla testa e poi mi alzo in piedi.

Quando sono in piedi subito sento il peso del corpo, ritorna la gravità e qua con piacere dedico del tempo a questa cosa, a sentire l’appoggio dei piedi sul pavimento, il sostegno delle gambe, cerco di ritrovare i limiti del mio equilibrio. Torno a sentire il contatto con la terra, con il suolo, fino a provare un’unione con la madre terra, poi piano, ascolto il respiro e immagino un’unione con il cielo.

Pochi minuti forse 7/8 in tutto, non è molto, provate! Dopo questo sono già pronto ad affrontare la giornata.

Spesso però dopo essermi lavato e prima di fare colazione, dedico altri 7/8 minuti ad una progressione di Qi Gong che serve a riattivare il flusso di energia nel corpo. Però tempo indietro facevo il “Saluto al Sole” (vedi post di febbraio) oppure per un periodo ho seguito le fasi lunari (vedi i post relativi alla “Luna e il corpo” ). Sono molte le cose che si possono fare e potete prendere spunto dai post “Movimento e Immobilità”, o “Attenzioni Quotidiane” o “Stare come un albero”, potete fare degli esercizi di ginnastica che vi piacciono e che vi fanno sentire bene, fatti con attenzione e consapevolezza. Se avete del tempo potete uscire e fare una sana passeggiata nei campi o una corsetta leggera ad ossigenare l’organismo, non però un camminare per distrarsi o per sudare, ma un camminare “nostro”, fatto solamente per noi.

Credo che 15/20 minuti non sia troppo, però vi assicuro che è sufficiente, non a risolvere i problemi, ma a cambiare l’atteggiamento nei confronti del corpo, che è il primo passo. Proverete il piacere di sentirvi puliti dentro, di sentire che le vostre articolazioni stanno bene, che i vostri muscoli ci sono e funzionano, sentirete dentro di voi l’energia che scorre e questo vi predisporrà bene alla giornata e all’incontro con gli altri. Nello stesso modo avrete la possibilità di capire che il vostro collo o la vostra schiena, per esempio, quel giorno avranno bisogno di maggior attenzione da parte vostra, oppure che la vostra risorsa di energia disponibile, non è al massimo e quindi avrete la necessita di proteggervi un po’. Questo sarà solo l’inizio perché poi potreste addirittura sentire il bisogno nel pomeriggio di avere un ulteriore momento da dedicare a voi, facendo una passeggiata e respirare aria pura, con l’idea di ritrovare e riconoscere il vostro respiro e di ascoltare il vostro cuore, oppure prendendo una stuoia e facendo quei 3 o 5 movimenti che conoscete ed assaporare nuovamente la sensazione di un corpo che vibra. Continuando così, potrebbe venirvi addirittura voglia di fare attività sportiva, di misurarvi con l’ambiente naturale, di prendere la bicicletta o i pattini o infilare le scarpe da running o andare in piscina e sperimentare sensazioni ed emozioni di efficacia nuove Queste sensazioni andranno ad aumentare la fiducia in voi stessi e quindi a poco a poco anche la fiducia nell’esistenza, permettendovi di godere maggiormente di voi stessi e del mondo.

Il corpo ha questo potere di sorprendere ed è solo questione di viverlo, con amore e consapevolezza e se avete bisogno di qualche consiglio su cosa fare, potete rileggere alcuni post o scrivere sul blog ed io proverò a rispondere, le vostre domande potrebbero essere le stesse di molti.

La primavera e l’estate

chiocciolaDicevo che vi avrei parlato del movimento energetico globale delle singole stagioni. Mi piace questo insieme di tre parole “Movimento-Energetico-Globale”, mi pare che rendano proprio. Dire stagione significa mettere insieme una diversità di aspetti molto ampia, con queste tre parole si intende che è importante cogliere un centro di attenzione, un “cuore”, dal quale poi, grazie anche alle intuizioni, si possono sviluppare tanti aspetti. Provo a spiegarmi meglio, le stagioni possono essere prese in considerazione quando si parla agricoltura, di animali, di malattie, di alimentazione, di vestiti, di lavori casalinghi, ecc. Molti aspetti della nostra vita sono legati a questa parola, con movimento energetico globale, s’intende individuare e cogliere un denominatore comune, che possa fungere da guida e ispirazione, ai diversi aspetti che vogliamo prendere in considerazione. Individuare questo centro, significa quindi sapere quale direzione prendere per creare sintonia, armonia con la stagione del momento.

orimaveraLa Primavera rappresenta il risveglio, la giovinezza, il mattino. In questa stagione compare l’energia Yang che troviamo nel sole, nella luce, che si dirige verso fuori, verso l’apertura. Scompare invece l’energia Yin che è quella pesante, quella della notte e quella delle profondità, quella che porta al ripiegamento su sé stessi. Quindi, nel nostro corpo con la primavera, l’energia comincia a ritornare verso l’esterno, si era rifugiata dentro di noi, nel nostro addome in inverno, ed ora riprende un movimento verso fuori. Noi possiamo facilitare questo movimento energetico globale, con delle attività fisiche che possono magari aiutarci a superare quei fastidi stagionali dovuto al passaggio di stagione, quando accusiamo sintomi fisici come cefalea, stanchezza, sonnolenza mattutina, crampi muscolari e sintomi psichici  di irritabilità, nervosismo, (ne ho già parlato un pò nel post dello scorso marzo “Ritmi e Stagioni”).

Il lavoro con il corpo, che possiamo fare durante la primavera è quello adottare quelle tecniche che promuovono il risveglio, la ripresa del movimento e l’apertura. Un po’ come si fa per la casa, si deve andare un pochino a ripulire per rinnovare. Lo scopo quindi, sarà quello di aprire e sciogliere le nostre articolazioni, per andare a rimuovere le “ruggine” che si è creata in inverno, saranno tecniche che faciliteranno l’allungamento e l’allentamento dei muscoli, proprio per ritornare alla capacità di esprimere quella forza e quello slancio che ci suggerisce la primavera. In questo modo andremo a risvegliare l’energia che abbiamo conservato in profondità, dentro di noi per riportarla in superficie.

Questo lavoro di riattivazione delle energie, permetterà di sostenere il rinnovamento dell’organismo che si avvia con la primavera e che richiede una grande energia.

Le tecniche che vanno bene in questo periodo e che si sintonizzano con questo movimento energetico globale della primavera sono: il saluto al sole, lo stiramento dei meridiani; il do-in, lo stretching.

estateL’estate rappresenta invece la maturità, la pienezza degli anni, il mezzogiorno. In questa stagione l’energia Yang è al suo massimo e proprio qui nasce quella Yin, l’energia della notte. Con il solstizio d’estate infatti, la luce comincia a calare e aumentano le ore di buio. L’energia del corpo, fino a questo momento, continua a spostarsi verso la superficie del corpo, verso l’esterno e dopo quella data torna a ripiegare verso l’interno.

Questo è il momento per esprimere il massimo del dinamismo che però non significa, essere esplosivi, anzi l’esplosività che è una manifestazione di aggressività è caratteristica della primavera, in estate predomina la gioia, lo splendore. Possiamo quindi permetterci di esprimere liberamente il nostro movimento, alla ricerca della gioia e del piacere. Si praticherà attività fisica più volentieri al mattino e alla sera, evitando le ore più calde e gli sforzi eccessivi, si farà meno la meditazione tenendola per l’ora del tramonto o alla tarda sera, in favore appunto del movimento. In questa stagione dobbiamo privilegiare la pratica all’aperto, in mezzo alla natura dedicandoci anche ad attività che possono essere gioiose, di gioco, di piacere estetico come la danza e il ballo, l’arrampicata, il nuoto, lunghe passeggiate nei boschi, giri in bicicletta, nordic walking, jogging al mattino presto, così come anche posture immobili come “stare come un albero” (vedi post di luglio).

Questo permetterà al nostro corpo di ringiovanire, attraverso il lavoro muscolare non troppo intenso, ma comunque che può essere consistente e che offra la possibilità di far uscire l’energia all’esterno. L’estate è il momento di massima apertura, di maggior comunicazione, di maggior disponibilità, l’energia è al massimo livello e ha bisogno di uscire fuori, di essere espressa nella sua totalità. La natura in estate è nel suo massimo splendore, ringiovanita e su questo dobbiamo sintonizzarci.

Queste cose che ho scritto possono naturalmente essere arricchite con il vostro intuito. Dentro di noi, nel nostro profondo, abbiamo una capacità innata nel metterci in sintonia con la natura che ci circonda e i suoi movimenti, dobbiamo solamente andare a risvegliare questa capacità, questa antica conoscenza. La ginnastica naturale, ha questo ultimo intento nella sua filosofia, quello appunto di risvegliare quelle capacità e quelle competenze, che guidano il nostro istinto alla ricerca di equilibrio.

La luna e il corpo (Cancro e Leone)

luna e corpoHo fatto una pausa di vacanza e adesso riprendo a scrivere di ginnastica naturale e proseguo con il lavoro iniziato sulla luna e il corpo. I segni di questo post sono il cancro e il leone, due segni che coinvolgono parti del corpo molto importanti e legate fortemente alla vita.

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Il Cancro interessa la zona del petto, dei polmoni, ma anche stomaco, fegato e cistifellea. Quindi, come per gli altri segni, tutto ciò che faremo nei giorni dominati dal Cancro sarà molto più efficace, sia in senso positivo che negativo, ricordatelo.

Il torace, il petto, sono la zona dell’affettività, la gabbia toracica protegge gli organi interni: il cuore (che viene trattato nel segno del Leone) e i polmoni che rappresentano la nostra capacità di assorbire ed emettere vita. Questa è una zona sensibile del corpo e se ci mettiamo in ascolto, possiamo raccogliere ed individuare le sensazioni del nostro corpo e cercare di capirle. Lo stomaco provvede alla nostra digestione e rappresenta anche la nostra capacità di accettazione, così come il fegato rappresenta la nostra capacità di adattamento, spesso le preoccupazioni, le inquietudini portano a problemi al fegato.

Quindi prendersi cura di queste parti del corpo, influenzate dalla luna, quando transita in Cancro, vuol dire fare attenzione al mangiare, eliminare cibi troppo pesanti, moderare il consumo di alcol e caffè. Durante questi giorni evitate motivi di conflitto e fate attenzione a non innervosirvi troppo. Passeggiate dopo pranzo e respirate, lasciate correre le cose difficili e respirate.

Gli esercizi che sono buoni in questi giorni sono questi:

  • Il primo è un esercizio di consapevolezza, sdraiati a pancia in su con le mani nella parte bassa della gabbia toracica, ascoltate l costole che si alzano mentre respirate. Sentite le ultime due costole che sono fluttuanti. Adesso, con i pollici, partendo dal lato della gabbia toracica, tracciate lo spazio fra ciascuna delle successive dieci paia di costole, fino a raggiungere il punto di attacco delle costole allo sterno. Potreste sentire un po’ d’indolenzimento, ma cercate di incoraggiare la formazione di una distanza tra le costole. Finito questo, cercate di sentire la profondità della gabbia toracica, ruotate su un fianco e sentite l’effetto della forza di gravità in questa pozione e fate delle piccole oscillazioni. Poi ruotate sul ventre e sentite il movimento delle costole in questa pozione continuate a ruotare passando sull’altro fianco e poi ancora di schiena. Mettetevi in pozione seduta e respirate.
  • Il secondo esercizio consiste nel sollevare le braccia all’altezza del petto e impugnare con la mano destra l’avambraccio sinistro e viceversa. A questo punto fate forza spingendo con le mani verso il gomito dell’altro braccio, nel contempo fate forza con le braccia per neutralizzare la pressione. In questo modo andrete a lavorare con i muscoli pettorali. Spingete contando fino al 3 soffiando fuori aria, rilassate e ripetete per 7 volte.
  • Il terzo esercizio consiste nel mettersi in posizione di quadrupedia e, cercando di flettere solamente il busto, eseguire un piegamento con le braccia tenendo lo sguardo fisso in avanti. Inspirate durante la flessione delle braccia ed espirate nel movimento di raddrizzamento delle stesse.

Altre cose che potete fare durante questi giorni sono esercizi di respirazione, meglio se fatti all’aria aperta naturalmente.

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Quando la luna transita nel segno del Leone invece, la sua azione è rivolta al cuore e allacircolazione, al dorso e al diaframma. Quindi anche qua tutto quello che fate di benefico per queste parti del corpo viene potenziato, così come tutto ciò che fate di non benefico.

Il cuore, come tutti i nostri muscoli, rappresenta gli sforzi, però questo muscolo è collegato alla vita, in modo particolare i problemi di cuore sono dovuti agli sforzi che facciamo a vivere e ad essere felici. L’apparato circolatorio rappresenta la circolazione di amore e di gioia dentro di noi, mentre il diaframma, anche lui un muscolo implicato nella respirazione, rappresenta lo sforzo, il dorso, la schiena, rappresenta il nostro sistema di sostegno. Quindi come dicevo all’inizio del post vedete che le zone coinvolte sono delicate, profonde e legate fortemente alla nostra vita, ancora più importante diventa allora l’attenzione da avere nei giorni del leone. Dobbiamo cercar e di evitare di fare faticacce sia fisiche che emotive, anche se in realtà potremmo sentirci in forma proprio come dei leoni.

Gli esercizi che potete fare in questi giorni sono i seguenti:

  • Il primo può essere fatto sia in piedi che da seduti, dovete aprire le braccia in fuori ricercando la perfetta orizzontalità dita devono essere tese come ad allungarsi il più possibile, mantenete questa posizione per 3 o 7 secondi e poi stringete le mani a pugno il più possibile, altri 3 o 7 secondi. Riaprite le mani al massimo e continuate così fino a quando non avvertite un flusso di energia percorrere gli avambracci, oppure fino a quando non vi sembra sufficiente. Inspirate quando chiudete le mani ed espirate quando le aprite.
  • Anche il secondo esercizio viene fatto in piedi, con il busto eretto ma non rigido, si inspira e si trattiene il respiro a polmoni pieni per 7 secondi; poi espirando lasciate che le braccia sbilancino il corpo un po’ in avanti e rimanete in questa posizione con il busto obliquo a polmoni vuoti per 7 secondi; successivamente inspirate, estendendo il corpo verso l’alto, lasciando che il peso delle vostre braccia producano un leggero sbilanciamento verso all’indietro; rimanete per 7 secondi in questa posizione a polmoni pieni; espirando tornate sulla verticale. Ripetetelo per sette volte.
  • L’ultimo esercizio consiste nel passare leggermente l’indice e il medio lungo il meridiano del cuore dell’altro arto superiore. Il meridiano del cuore inizia e percorre la parte interna dell’avambraccio e del braccio fino all’incavo dell’ascella. Espirate lentamente mentre seguite il meridiano, poi inspirate sempre lentamente e ripetete l’esercizio fino a quando ritenete voi.

Anche durante questi giorni è bene non esagerare con il cibo e con il bere.

E con questo sono cinque i segni che ho trattato. a dire la verità credevo di dedicare meno spazio a questo argomento, però poi al momento di affrontarlo rischiava di essere superficiale, quindi questa parte dal titolo La luna e il corpo, occuperà il suo spazio nel blog e spero che vi faccia piacere.

La luna e il corpo

imm039Vi dicevo che avrei approfondito l’argomento della luna e della sua relazione con le parti del corpo.

È un argomento che mi piace e, come dicevo nel post “Luna e magia”, ci trovo qualcosa che è impossibile comprendere e alla quale si può solamente credere o meno. E devo dire che questo aspetto mi piace e mi intriga.

Quando abbiamo la volontà di conoscere qualcosa cominciamo a raccogliere informazioni andiamo su internet, leggiamo libri, articoli, parliamo con persone che ci raccontano e poi attraverso il ragionamento, la logica, la sperimentazione pratica e i meccanismi mentali facciamo nostro l’argomento. La mente ci aiuta attraverso i suoi processi ad evolvere e ad approfondire la conoscenza.

Altre volte però, ci troviamo di fronte argomenti che sentiamo essere troppo “alti”, dove in qualche modo la mente e i suoi processi non sono più sufficienti per arrivare alla comprensione e quindi a quel punto entra in gioco un altro processo: la fiducia. Di fronte ad alcuni aspetti della vita noi possiamo crederci o meno perché la conoscenza di tali aspetti è troppo elevata e molto probabilmente richiede livelli di comprensione altri ai quali forse siamo poco abituati nella nostra società. Questo livello di comprensione e coinvolgimento a me piace, è un confine, è un linea di passaggio, è il limite tra razionalità e spiritualità.

Ecco, tutto questo per dire che quando si parla della luna, credo, bisogna mettersi in una predisposizione d’animo fiduciosa, perché ci sono aspetti che non possiamo spiegare razionalmente. Possiamo sperimentare esiste un momento giusto in cui la luna si trova in una determinata posizione e rapporto con gli altri astri tale da influenzare l’esito dell’imbottigliamento del vino, della messa a dimora di alcune piante, della panificazione, del taglio dei capelli ecc. però non troveremo delle spiegazioni scientifiche che ci diranno il perché c’è questa influenza.

La fonte principale che ha raccolto informazioni sulla luna, è la storia passata, i nostri avi hanno sempre tramandato informazioni relative alla luna, però nella nostra cultura il sapere di un tempo è spesso poco considerato, perché vecchio e sorpassato.

Io nei confronti della luna ho un atteggiamento di fiducia, ed è la stessa fiducia che ho nei confronti della natura e tutto sommato che ho anche in quello che l’uomo nei secoli ha sviluppato come esperienza nei confronti della natura.

L’uomo ha sempre considerato la posizione della luna come l’individuazione del “momento giusto” per fare una determinata cosa. Mi piace molto questo “momento giusto per fare una cosa” forse perché oggi la prima parte della frase non trova spazio, mentre la seconda “fare una cosa” ha ancora la sua parte.

Oggi il “momento giusto” non conta, perché il tempo a disposizione è sempre meno, non c’è un tempo per lavorare e uno per riposare, oggi uno riposa quando può. Facciamo attività fisica quando possiamo, meditazione quando abbiamo tempo, yoga nella pausa tra lavoro e aperitivo, ma non ci poniamo mai il problema se quello è il momento giusto.

Il nostro corpo è influenzato e comandato da ritmi che oggi nemmeno conosciamo e tantomeno riusciremo a tenere in considerazione.

La Luna da questo punto di vista è una guida e come tale si può prendere, con quell’atteggiamento di fiducia di cui parlavo sopra.

In questo articolo, scritto in più parti, tratterò quindi le parti del corpo che vengono influenzate dalla luna in funzione della sua posizione negli astri.

C’è una semplice regola da tenere presente: ogni cosa che voi farete, per la parte del corpo interessata dall’influenzata della luna, verrà potenziata, sia essa positiva che negativa. Quindi siete voi i primi a dover capire se ciò che state facendo, per quella parte del corpo è buona oppure no. Per fare un esempio, un esercizio ginnico può fare del bene, se fatto correttamente con il giusto carico e per il giusto numero di volte, potrebbe allo stesso modo essere dannoso se il numero di ripetute fosse elevato o il carico eccessivo.

Quindi è importante l’ascolto di voi stessi e  del vostro corpo finche fate movimento.

Parlando di costellazioni il primo segno dello zodiaco è l’ariete. Nel periodo in cui viene attraversato dalla luna, esercita la sua influenza sulla parte superiore del capo, quindi il naso, gli orecchi e gli occhi, potremmo dire buona parte della nostre capacità sensitive, vista, udito e olfatto.

Possiamo prenderci cura di questa parte del corpo, facendo dei semplici esercizi che se fatti quando la luna è in ariete hanno un maggior effetto benefico:

  1. Massaggiare con i polpastrelli tutto il capo, seguendo il profilo dell’attaccatura dei capelli e per tutta la testa.
  2. Poi passiamo al naso, possiamo “pinzare”, con pollice e indice, l’attaccatura del naso all’altezza degli occhi per alcuni secondi, dopodiché possiamo massaggiare tutto il naso.
  3. Per le orecchie invece possiamo prendere tra pollice e indice la zona che sta tra il lobo e la parte superiore (a metà circa) e tirare delicatamente verso dietro-fuori l’orecchio, sentiremo dopo alcuni secondo l’orecchio caldo e vivo.
  4. Invece per gli occhi possiamo sfregare bene le mani tra di loro e poi porre i palmi a coppa sopra gli occhi, (le dita però sono sulla fronte e non sugli occhi) e rimanere per alcuni minuti. È più facile farlo appoggiando i gomiti ad un tavolo.

Possiamo fare altre cose meno specifiche che però posso avere ugualmente un effetto benefico. Sicuramente una cosa che possiamo fare per tutti i giorni è quella di passeggiare in mezzo alla natura, in questo periodo potremmo passeggiare ponendo attenzione ai rumori della natura, cercando di individuare anche i più sottili. Potremmo osservare tutti colori della natura, le sfumature di verde, di grigio di marrone e di tutti gli altri colori e naturalmente gli odori della natura, ricercando quelli gradevoli e quelli meno, quelli pungenti e quelli dolci. In pratica ci possiamo concedere una pausa dalla vita stressante di tutti i giorni ed uscire per ristabilire e ravvivare i nostri sensi.

Questa prima parte finisce qua e nel prossimo post proseguirò con gli altri segni.

Attività Fisica

L’articolo di oggi è un po’ scientifico, volevo parlarvi dei criteri di quantificazione dell’attività fisica e la prima cosa da capire sono le motivazioni che ci portano a quantificare l’attività fisica.

Il mondo scientifico, oggi riconosce all’attività fisica un valore importante per il miglioramento della salute delle persone e come strumento di prevenzione di malattie. La bibliografia è ricca di evidenze scientifiche in merito, ed è largamente riconosciuto l’effetto del movimento e dello sport sulla qualità di vita delle persone. Da questo nasce la necessità di misurare la quantità di attività svolta, per capire qual è la soglia di utilità della stessa.

Credo che a tutti voi che mi seguite nell’attività pratica (meno gli ultimi arrivati), ho consegnato un questionario all’inizio, dove vi veniva richiesto di indicare quanta attività che avete fatto durante la settimana precedente. Il questionario che ho utilizzato è il Questionario Internazionale sull’Attività Fisica (IPAQ), che è riconosciuto e validato a livello internazionale e serve per indagare il livello di attività fisica di una persona.

I livelli identificati sono 3: lieve; moderato; intenso.

La differenziazione tra un livello e l’altro dipende da tre parametri: la frequenza, che è il numero di momenti settimanali durante i quali pratichiamo attività; l’intensità, quindi il tipo di sforzo che noi eseguiamo; la durata, cioè il tempo dedicato per ogni momento di attività fisica che svolgiamo. Questi, sono i parametri e i concetti, che avete trovato nel questionario.

Per definire la quantità di attività, viene utilizzato un indicatore specifico che è il MET, (equivalente metabolico, dall’inglese Metabolic EquivalenT). Il MET è un indicatore di spesa energetica di una qualsiasi attività od esercizio fisico.  Di fatto è importante sapere che l’unità, 1 MET,  è rappresentata dalla quantità di ossigeno consumata dall’organismo in un minuto in condizioni di riposo assoluto. Non vi spiego oltre perché ci addentriamo in aspetti legati alla fisiologia, che forse poco ci interessano. Credo invece, che sia interessante, capire qual è la spesa energetica di un’attività secondo questo indicatore. 

Di seguito trovate riportate delle tabelle pubblicate dall’American College of Sports Medicine sui costi energetici delle attività.

Costo energetico di alcune delle principali attività comuni in MET

Attività

MET

Lavori di casa leggeri (spazzare, stirare, spolverare)

2-4

Lavori di casa pesanti (rifare i letti, strofinare i pavimenti)

3-6

Lavori di manutenzione della casa (pitturare, misurare)

3-8

Giardinaggio

3-8

Falciare l’erba del prato

4-5

Lavori di falegnameria

2-7

Trapanare

2-3

Spaccare e tagliare la legna

4-10

Spalare la neve

6-12

Camminare in piano

3-5

Salire le scale

3-8

Scendere le scale

4-5

Costo energetico di alcune delle principali attività sportive in MET

Attività sportiva

MET

Attività sportiva

MET

Pesca

4-5

Equitazione

3-8

Caccia

3-7

Pallavolo

3-6

Golf

2-6

Pallacanestro

3-10

Danza

3-7

Tennis

4-9

Bowling

2-4

Sci alpino

5-8

Tiro con l’arco

3-4

Alpinismo

5-10

Ping-pong

3-5

Pattinaggio

5-8

Vela

2-5

Calcio

5-12

Escursionismo

3-7

Nuoto

4-8

Canottaggio

3-8

Attività subacquea

5-10

Ciclismo

3-8

Corsa

7-15

Squash

8-12

Per ogni minuto di attività, di cui sopra, una persona consuma il numero di MET indicati in tabella.  Ad esempio, nella camminata viene indicato un costo energetico di 3-5 MET al minuto (3 camminata normale, 4 moderata, 5 camminata intensa) quindi se una persona cammina per 60 minuti, consuma 180/300 MET.

 Le attività lievi sono le attività che sono al di sotto dei 3 MET, le attività moderate vanno dai 3 ai 6 MET, le attività intense sono sopra i 6 MET.

A questo punto è interessante sapere, che una persona viene considerata sedentaria quando consuma circa poco meno di 400 MET a settimana, mentre per essere considerata attiva deve arrivare a consumare almeno 600 MET a settimana. Si considera che una persona svolge un’attività fisica moderata, quando consuma tra i 600 e 1500 MET a settimana, oltre ai 1500 invece stanno le persone che svolgono attività fisica intensa.

Ritengo interessante e anche divertente, fare calcoli del costo energetico e capire quanta attività svolgiamo durante il giorno. Credo che anche per voi lo sia, ricordo che molti, quando mi hanno consegnato il questionario, si erano sorpresi della quantità di ore che rimanevano seduti durante una giornata, sono elementi di consapevolezza che a volte ci spingono a fare dei cambiamenti per migliorare la nostra vita.

Questo approccio, valorizza l’attività fisica come pratica importante per gli aspetti della salute del corpo.

Nell’impostazione della proposta di ginnastica naturale, è fondamentale l’aspetto di cura di sé e della propria salute. Altrettanto fondamentale però, per me, è che il movimento e l’attività fisica diventino un’”esperienza” globale per la persona. Ritengo che il movimento possa essere un’occasione di contatto con se stessi, con le parti profonde di sé e del proprio corpo, finalizzato proprio alla conoscenza. Per questo privilegio la natura, come luogo dove fare attività, perché credo che sia il contesto più adeguato, dove attingere conoscenze e dove poter fare esperienze che migliorino la qualità della nostra vita.

In allegato trovate un file, che illustra l’attività fisica consigliata durante la settimana…fateci un pensierino e poi magari ne parliamo. Naturalmente ora che il ghiaccio è stato rotto continuate con i commenti.

 piramide attività fisica