In Campeggio con Papà

IL PERCHE’ DELLA PROPOSTA

tenda campeggioÈ ormai molto evidente nella realtà quotidiana come la figura paterna nella società contemporanea abbia assunto una connotazione diversa rispetto a quella esistente anche solo pochi decenni fa. Si sta osservando, infatti, un riequilibrio sostanziale dei ruoli tra uomo e donna all’interno della coppia, così che il padre è chiamato sempre più ad avere un ruolo nella cura ed educazione dei figli, attività che non molti anni fa erano abbondantemente a carico della madre.

Questa redistribuzione di compiti, che inizia a riflettersi anche a livello culturale[1], per i papà comporta la necessità di trovare un proprio modo per interpretare questo nuovo modo di essere padre[2]. Chi diventa padre oggi, costruisce il proprio modo di essere genitore confrontandosi con due modelli: quello proposto a livello culturale, ossia di chi si prendere cura dei figli in modo ampio; quello più tradizionale di pater familias che esercita la patria potestà, e che con tutta probabilità è quello che ha vissuto in famiglia dal proprio padre. Si può ben comprendere come oggi sia più complicato di un tempo costruire la propria identità di padre.

In indagini recenti che mirano ad indagare questo mutamento sociale, emerge anche il desiderio dei papà di avere una relazione significativa con i figli. Ed allo stesso tempo i figli chiedono che il padre sia una figura significativa del loro percorso di crescita, che trasmetta loro il senso di vivere.

È da queste semplici considerazioni che è nata la domanda: ma come si diventa padri?

Da un punto di vista simbolico, ed anche molto pratico, le donne diventano mamme attraverso tutto il periodo della gravidanza ed il momento del parto è l’atto che sancisce questo nuovo status. È importante non scordarsi che nei percorsi di preparazione alla nascita i futuri padri sono sempre più coinvolti con iniziative e compiti più significativi. Ma il parto rimane naturalmente un evento che mette al centro la donna. Gli uomini devono trovare una loro strada per diventare padri.

Pertanto, è sorta un’altra domanda: ma chi aiuta gli uomini a diventare padri?

Imparare le pratiche di cura di un bambino piccolo che poi cresce, e soprattutto imparare ad educare un figlio, non è semplice né per gli uomini né per le donne. Ma per i padri la difficoltà è maggiore perché oggi sono chiamati a farlo di più, a farlo in modo diverso da un tempo. Quindi, la tradizione e l’esempio del proprio padre è utile solo fino ad un certo punto.

Acquisire questo nuovo ruolo implica un processo di apprendimento graduale e costante nel tempo. Si tratta sostanzialmente di un apprendimento per esperienza e non di un trasferimento di nozioni da un esperto. Ciò significa che è l’esperienza vissuta ad insegnare, e questo può accadere solo se ciò che si fa viene accompagnato da una pratica riflessiva.

Proporre ad un padre di trascorrere 3 giorni in campeggio con il proprio figlio (o figli) ha l’obiettivo di offrire la possibilità di vivere un’esperienza significativa di relazione con genitoriale, sulla quale praticare una riflessione propedeutica ad una maggior consapevolezza circa il proprio modo di essere padre.

La scelta di utilizzare il campeggio in montagna per questa esperienza nasce dall’idea che la natura abbia una grande capacità di stimolare nel profondo riflessioni e valutazioni su di sé. La natura è molto onesta, non edulcora la realtà ed è sempre sé stessa, non si adatta a te. Per questo, quando ci si confronta con la natura, è come se ci si mettesse di fronte allo specchio: la realtà è quella che vedi.

Fare attività in natura ha anche il pregio di eliminare le distrazioni che troviamo nel mondo urbano che talvolta ci fanno perdere di vista le priorità della vita. Vivere, anche se per poche ore, in contatto con la realtà naturale, ci permette di ritrovare i valori che la natura da secoli trasmette agli uomini, e che negli ultimi anni stiamo dimenticando.

“In campeggio con papà” è una proposta che mira a stimolare nei padri una riflessione sul proprio modo di vivere la genitorialità dal punto di vista maschile.

 

DESTINATARI

PADRIPADRE E FIGLIO

Uomini adulti che sono anche genitori di uno o più figli.

Altre caratteristiche:

  • buona padronanza della lingua italiana
  • che abbiano il desiderio di migliorare e rafforzare il rapporto con i propri figli
  • disposti ad imparare qualcosa dagli altri padri partecipanti
  • disposti ad imparare qualcosa dai loro figli, ma anche da quelli degli altri
  • che accettino la natura come maestra
  • consapevoli di essere quasi l’unico punto di riferimento per il figlio/i durante tutta l’esperienza

FIGLI

Bambini e ragazzi di entrambi i sessi, figli dei padri che partecipano.

Altre caratteristiche:

  • in età compresa tra i 6 ed i 13 anni
  • buona padronanza della lingua italiana
  • desiderosi di fare un’esperienza in campeggio
  • consapevoli che staranno due giorni senza la mamma
  • disponibili a mangiare quel che c’è (ad eccezione di particolari esigenze alimentari tipo allergie o intolleranze alimentari)

Si ipotizza un numero minimo di partecipanti di 10 padri con almeno un figlio ciascuno.

Si ipotizza un numeri massimo di partecipanti di 16 padri con 25 figli in totale.

Ogni partecipante dovrà essere iscritto all’associazione Motus Mundi per la copertura assicurativa al costo di € 15 per gli adulti ed € 7 per i bambini.

 

OBIETTIVI

materiali campeggioFARE ESPERIENZA DI RELAZIONE INTENSA

Spesso la vita di tutti i giorni porta genitori e figli a trascorrere assieme poche ore al giorno, con la necessità di fare assolutamente alcune cose: compiti, faccende di casa, attività extrascolastiche… il primo obiettivo di questa proposta è trascorrere tre giorni assieme senza incombenze né scadenze, seguendo solo il ritmo delle attività che sarà adattato alle esigenze del gruppo.

AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA DI SE’

Ogni partecipante, piccolo e grande, possiede una vita interiore fatta di pensieri, emozioni, sentimenti, sogni che in qualche modo orientano e condizionano ciò che fanno e dicono. Attraverso le proposte di attività i partecipanti verranno sollecitati a prendere contatto con il loro mondo interiore al fine di conoscerlo un po’ meglio e così conoscere un po’ di più il loro modo di essere nelle varie situazioni.

AUMENTARE IL SENSO DI FIDUCIA NEL FIGLIO

Per un figlio è molto importante godere della fiducia dei genitori, in particolare del padre. Durante le attività proposte saranno molte le occasioni in cui il padre potrà mostrare fiducia nei confronti del figlio incoraggiandolo, sostenendolo, gratificandolo e consolandolo.

ACQUISIRE NOZIONI DI DIALOGO EFFICACE CON IL FIGLIO

La relazione tra persone, anche quella tra padre e figlio, si basa sulla comunicazione. Imparare a dialogare in modo efficace significa imparare alcuni accorgimenti comunicativi che aumentano in modo significativo la qualità delle relazioni ed il senso di benessere quando si sta in relazione agli altri.

FARE ESPERIENZA DI COLLABORAZIONE CON Il FIGLIO

L’immagine del pater familias che esercita la patria potestà rimanda ad un genitore che impartisce indicazioni imperative al figlio su come si fanno certe cose e come si sta in determinate situazioni. Riteniamo, invece, che anche i figli abbiano un loro modo di vedere le situazioni in cui si trovano ed una loro idea di come affrontare una situazione. In conseguenza è importante che nella relazione padre-figlio la relazione faccia emergere l’opinione di entrambi e che il modo di affrontare la situazione in cui ci si trova sia frutto di una collaborazione. Diventa, pertanto, un ulteriore occasione per i padri di manifestare fiducia nelle capacità del figlio e l’idea che possono affrontare anche le situazioni difficili ed impreviste.

IMPARARE DA ALTRI PADRI

Un elemento del paradigma di riferimento su cui è costruita la proposta è l’apprendimento dall’esperienza. In questo caso si fa riferimento all’esperienza di tutti, perché per modellare il proprio modo di essere genitore è importante avere spunti da molte persone che quel ruolo lo vivono quotidianamente.

MIGLIORARE LA COMUNICAZIONE DEI PROPRI SENTIMENTI

Un relazione è maggiormente efficace se si riesce ad ascoltare e comprendere il sentire emotivo dell’altro. Comunicare emozioni e sentimenti non è facile, né è naturale. Imparare a farlo porta un maggior benessere prima di tutto a sé stessi perché aumentano le possibilità di essere davvero compresi.

 

IL METODO

Il paradigma di riferimento per la costruzione della presente proposta attinge sia del pensiero umanistico, in particolare dall’idea che ogni persona debba essere al centro del proprio percorso di crescita[3]; sia dallo scoutismo con riferimento al pensiero che la natura sia un mediatore educativo importante per la crescita delle persone[4].

Il programma è stato costruito con l’obiettivo di far vivere ai partecipanti delle esperienze che vanno a stimolare vari aspetti di ogni singola persona, della relazione padre-figlio e del gruppo di partecipanti. Ad ogni attività viene abbinato un momento di riflessione personale e un focus group per favorire l’apprendimento dall’esperienza.

Uno spazio rilevante verrà dato alla narrazione di episodi della propria storia di vita, ciò per due motivi: la narrazione di sé aiuta a rileggere la propria storia; fare esperienza di altri che ascoltano la propria storia aiuta a comprendere il valore di quanto si è vissuto perché unico. Inoltre, l’ascolto delle storie degli altri permette un confronto con la propria esperienza e questo, spesso, aiuta a dare una dimensione diversa alle difficoltà e fatiche della propria quotidianità.

LE ATTIVITA’

attività campeggio

Le attività che verranno proposte sono sempre rivolte sia ai padri che ai figli e spesso prevedono la collaborazione tra loro:

Nome attività DEscrizione attività finalità
Allestimento del campo Montaggio tenda, preparazione del focolare… Sperimentare la collaborazione padre-figlio e con gli altri.

Prendersi cura degli spazi di vita

Narrazione di sé Racconto di alcuni episodi di vita e di relazione padre-figlio Individuare episodi significativi della propria storia di figlio e di padre.

Coordinare la narrazione con il figlio.

Ascoltare gli altri.

 

Riassetto cucina Supporto al lavaggio delle pentole e delle stoviglie Prendersi cura degli spazi di vita.

Occuparsi di cose insolite.

Trekking Camminata di montagna di alcune ore Sperimentare la fatica.

Ammirare la bellezza della natura.

Sperimentare la lentezza del cammino.

Il mio amico albero Attraverso una scheda ed un cordino, osservare e catalogare gli alberi.

 

Vedere l’albero come essere vivente.

Fare esperienza di esplorazione concentrandosi più sul processo che sul risultato.

 

Arrampicata sull’albero Scalare un grande albero in sicurezza con imbragatura.

Fare sicurezza a chi sta scalando.

Conoscere le nostre emozioni ed i comportamenti che ne conseguono.

Sperimentare la fiducia nell’altro.

Approcciare il rischio.

 

Costruzione di giochi nel bosco Costruire secondo le indicazioni date giochi con gli elementi che si possono trovare in un bosco. Stimolare la creatività.

Fare esperienza di collaborazione.

Condividere momenti ludici.

Cucinare trapper Preparare un pranzo con elementi che si possono trovare in un bosco e con l’aggiunta di ingredienti semplici. Fare esperienza di collaborazione.

Trovare assieme soluzioni ai problemi.

Condividere la soddisfazione di un pasto cucinato assieme con pochi elementi.

STRUMENTI

Come già accennato, uno degli strumenti principali sarà il focus group, con lo scopo di stimolare il confronto e la rielaborazione dell’esperienza.

Ad ogni padre verrà consegnato un diario con lo scopo di scrivere ciò che le varie attività gli suscitano. È un modo per poter conoscere meglio ciò che avviene a livello emotivo e per fissare pensieri e riflessioni interiori. Saranno previsti anche appositi momenti in cui scrivere il diario.

Al fine di restituire l’andamento del fine settimana ed un ricordo dell’esperienza vissuta, al termine del week end verrà consegnato a tutti i partecipanti un cd con foto e video dei principali momenti vissuti.

 

 

[1] I nuovi padri. Uomini e donne a confronto. L’evoluzione della figura paterna nella società. Indagine promossa da Focus e Nostrofiglio con la collaborazione scientifica di Eurispes nel 2014.

[2] Recalcati M., Il Complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre. Feltrinelli Editore, 2013.

[3] Rogers C. R., La terapia centrata sul cliente. Giunti Editore, 2013.

[4] Baden-Powell R., Il metodo scout. Antologia per gli educatori. Edizioni dell’Asino, 2015.

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