Unlearning e il filo conduttore

ghiaccio

Mi capita spesso di ritrovarmi fermo a cercare qualcosa nella mia testa, spesso quello che cerco è il collegamento, la coerenza, il legame, il filo conduttore. E’ una necessità che sento, perché ci sono cose che sono nella mia vita e nella mia mente e che intuisco essere legate tra loro, ma questo legame non mi appare subito, solamente in un secondo momento lo scopro e, in questo spazio di tempo, io sono alla ricerca di questo legame.

In questo momento sono tre le cose che ho dentro di me e che sento di dover legare: la storia raccontata da Lucio, Anna e Gaia, attraverso il documentario dal titolo “Unlearning“, che racconta il loro viaggio di 6 mesi a conoscere famiglie, gruppi di persone, comunità che hanno deciso di vivere secondo logiche che non sono molto comuni, l’altra cosa è ginnastica naturale che sempre di più riempie i miei tempi e pensieri e l’inverno che è la stagione di adesso e che conduce le cose presenti…non so se ci riuscirò.

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D’inverno, come forse ho già scritto in qualche altro post, l‘energia nel corpo è richiamata verso l’interno. Un po’ come succede agli alberi che vanno in una fase di letargo, una fase in cui l’attività è limitata al massimo, si ferma quel ciclo che porta la linfa grezza alle foglie e rimette in circolo la linfa elaborata (ricca di zuccheri). In inverno questa linfa torna verso il basso e all’interno, alle radici e così cadono le foglie e l’albero sembra seccarsi, sembra morto, ma non è così, riduce al minimo la sua attività, si è addormentato.
Questo, dicevo, succede anche a noi, al nostro corpo. A livello corporeo dobbiamo un po’ pensare che l’energia migra verso l’interno del corpo, questo perché in modo innato, in inverno abbiamo una tendenza a conservare, a non disperdere, non possiamo permetterci di sprecare e quindi il modo migliore di conservare è quello di portare all’interno. Quindi il lavoro che possiamo fare con il corpo in questa stagione dovrà rispettare questa dinamica, cioè possiamo fare movimento ma senza disperdere. Per fare questo dobbiamo avere un certo rigore, dobbiamo misurare, se così posso dire, i movimenti, avere un’alta qualità di esecuzione e misurarne l’intensità e la quantità. Dobbiamo fare movimenti giusti, precisi, necessari, sufficienti, senza andare oltre, perché sarebbe uno spreco o potrebbe addirittura essere controproducente. Questo richiede concentrazione, consapevolezza, attenzione e soprattutto deve avere un significato perché questo riempie di senso ciò che si fa e quindi di conseguenza riempie di senso la vita.

E fino a questo punto credo che inverno e ginnastica naturale, ci stanno, ma Unlearning?

Credo, ma non ne sono sicuro, che l’inverno potrebbe essere il filo conduttore di quello che voglio dire, è lui che in qualche modo domina il corpo in questo periodo, ma anche la mente e quindi lo stato d’animo e in questo momento l’inverno mi sta portando qua, a riflettere, a mettere ordine alle cose che ho in mente. Penso che anche la mente tende ad andare verso l’interno, verso il profondo, in qualche modo va a scavare dentro, per conoscere cosa c’è in fondo in fondo?…non lo so, ma forse è così.
Questa stagione, ha queste caratteristiche, il “fare” delle stagioni precedenti ha dato i suoi frutti e ha trovato ora la fine e quindi viene il riposo e con questo, viene anche la possibilità di chiedersi il significato di tutto il “fare” precedente. Ecco! Unlearning è un po’ così, quando lo vedi ti chiedi il significato di quello che fai, di quello che hai fatto e di quello che stai facendo.
Credo che dentro di noi vi sia un orologio naturale sintonizzato con un altro orologio che è quello della Terra, a volte il nostro orologio interno non lo sentiamo più, come se smettesse di battere dentro di noi e quindi perdiamo anche quello della Terra…Unlearning è stata un’occasione di ripresa del ticchettio interno.

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Questa famiglia, Lucio Anna e Gaia di 5 anni sono partiti per 6 mesi in giro per l’Italia e l’Europa e hanno incontrato persone che hanno fatto nella vita scelte non comuni, persone che hanno deciso di avere dei ritmi più simili ai ritmi della natura, (mettere in sintonia gli orologi) perché hanno sperimentato come il “fare”, che viene richiesto dalla nostra civiltà centrata sul lavoro e sul consumo, prenda spesso il sopravvento sulla vita, a tal punto da non farci più riconoscere cosa sia bene per noi o cosa semplicemente ci andrebbe di vivere.
Persone che hanno deciso che l’educazione e la formazione dei loro figli è una questione prioritaria dell’essere genitori e non è una cosa da poter totalmente delegare alla scuola. Esperienze di genitori che hanno deciso di occuparsi loro stessi, con responsabilità, riaffermando la propria dimensione di padri e madri, di fare scuola ai loro figli. Riscoprendo così il piacere, la semplicità, la spontaneità, la creatività che un processo di apprendimento dovrebbe sempre portare con se e essere vissuto dalle persone come tale, contro la sofferenza, l’obbligo, la noia, la ripetitività e l’apatia che a volte vengono vissuti nelle scuole e forse anche ritrovando una coerenza della vita
Persone che ritengono che la natura e la terra vada protetta cercando quindi, nelle loro scelte, di limitare il più possibile lo spreco, lo sfruttamento fine a sé stesso, l’inquinamento e facendo in modo che il loro vivere sia compatibile con il rispetto della vita sulla terra.

Alla fine tutte le storie che ci sono state presentate sono storie di persone che in questa trasformazione della loro vita, sono andati alla ricerca di un senso più profondo e che hanno rinunciato a credere che ciò che è comunemente ritenuto importante sia valido o doveroso anche per loro.
albero invernoSono storie diverse, anche lontane tra loro quelle raccontate da Anna Lucio e Gaia con un atteggiamento di curiosità, di apertura, di tolleranza, verso ciò che era diverso da loro. Sono stati dei semplici testimoni, hanno cercato di essere critici ma non giudicanti, cercando di trovare dei punti di debolezza ma non per distruggere, ma piuttosto con l’intento di comprendere il senso delle azioni.

In tutto questo mi tornano quindi le cose dell’inverno il conservare, il non sprecare, il rigore, l’attenzione e la ricerca di senso. Non so se la mia logica è anche la vostra, però dentro di me c’era la necessità di trovare un filo conduttore tra i miei stati d’animo, le miei intuizioni, Unlearning e la ginnastica naturale.

La quinta stagione

Ho pensato di ribloggare un post che ho scritto lo scorso anno ma che è ancora attuale e interessante per questo momento stagionale.

GINNASTICA NATURALE

500 fiatDopo una seconda pausa estiva del blog riprendo a scrivere.

L’estate del resto rappresenta una pausa, che permette di riprendere fiato, di riposare, di dedicare un po’ di tempo a noi stessi e alle nostre cose e poi arriva anche il momento di riprendere. Si riprende il lavoro, la scuola e ritornano tutti i ritmi a cui siamo abituati e che riteniamo normali, anche se in realtà ci stancano spesso e ci consumano.

Io ho vissuto sempre questo momento di ripresa, con sentimenti a volte anche contrastanti, sono felice da un lato perché riprendo, ma dentro avverto anche della nostalgia a volte anche della tristezza. Oppure sento dell’energia nuova, dovuta proprio al fatto di ricominciare delle cose, però nello stesso tempo sento anche lo stress e la fatica del ricominciarle.

E’ un periodo particolare, non solo per i motivi legati alla ripresa del lavoro o della scuola, ma anche per…

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L’autunno e l’inverno

malga belfioreEro un po’ indeciso se inserire anche le altre due stagioni di seguito, perché era meglio farlo ad agosto, alle porte dell’autunno, però poi mi sembrava di lasciare la cosa a metà (che, vedi “Luna e Corpo”, non sarebbe la prima volta) e quindi proseguo con le altre due stagioni: Autunno e Inverno.

Come per le precedenti, cercherò di descrivere un po’ quello che è il movimento energetico globale di queste due stagioni, nel tentativo di darvi uno strumento di interpretazione, per poter così operare delle scelte consapevoli che riguardano il vostro benessere.

 

L’autunno rappresenta il raccoglimento, la sera, l’età adulta avanzata. In questa stagione l’energia Yang, la luce, va a scomparire e comincia a rendersi evidente l’energia Yin, che avrà il suo massimo nella stagione successiva. Nel nostro corpo se in primavera la direzione dell’energia era verso l’esterno, in apertura, ora la direzione sarà appunto verso l’interno, comincerà a ripiegarsi verso il centro del nostro corpo.

autunno

Piano piano, dalle pratiche di movimento, andremo a  preferire le pratiche che portano alla quiete e quindi il tempo dedicato del tempo alla meditazione, via via aumenterà. Anche in questa stagione, come nella primavera sono indicati esercizi e attività che portano alla purificazione, per abbandonare ciò che non serve

più, l’autunno è il momento in cui si effettuano i tagli sui rami delle piante, si fa la potatura e gli alberi perdono le foglie, quindi anche nel nostro corpo alcune cose vanno eliminate.  Questa necessità di pulizia serve per preparasi alla stagione invernale, all’arrivo del freddo.

Un aspetto importante su cui lavorare in questa stagione, è il respiro. In autunno abbiamo bisogno di ossigenarci proprio per purificarci, ma anche perché il respiro ci porta piano piano dentro di noi, in profondità. Quindi esercizi di respirazione vanno benissimo, così come l’esecuzione di movimenti seguendo il nostro ritmo respiratorio. Può essere indicato fare esercizi di Qi Gong, praticare tai chi, possiamo dire che in genere vanno bene tutti i movimenti, ma però questi non hanno più il dinamismo dell’estate, sono più moderati, più attenti, più precisi nel gesto, più puri. Un’ottima pulizia all’interno del nostro corpo può essere fatto con delle tecniche di automassaggio con delle palline da tennis sotto i piedi, sotto la schiena, sotto il sedere, ecc.

invernoLinverno invece rappresenta la vecchiaia, il termine della giornata e la notte.  In questa stagione l’energia Yin è al massimo e nasce l’energia Yang, con il solstizio d’inverno, la luce infatti riprende ad aumentare. In inverno l’energia va protetta e custodita in profondità.

Gli esercizi di rilassamento, di meditazione e gli stiramenti sono buoni da fare in questa stagione.

Diminuiscono quindi le attività dinamiche, in continuazione con quello che abbiamo iniziato in autunno, e tutto ciò che facciamo deve essere finalizzato a mantenere flessibile e mobile il nostro corpo, per tenere calde, umide e sciolte le articolazioni. L’attività deve essere svolta senza sforzi eccessivi e in questa stagione è bene praticare spesso ma senza forzare.

L’attività quindi deve diventar un rito, un momento dove ritroviamo noi stessi, cercando in questo modo di conservare l’energia, di non sprecarla, con l’obiettivo di trovare la quiete e mantenere elasticità in modo tale da conservare l’energia. La respirazione, già ampiamente iniziata nell’autunno, ancora di più in inverno sarà centrale nel nostro lavoro, il respiro sarà il nostro ritmo e dovrà essere lungo, profondo e sottile. Le attività da svolgere sono sicuramente lo yoga, il Qi Gong, il tai chi, perché comunque alla base di queste vi è una filosofia di lavoro che contempla gli aspetti energetici. La natura poi ci suggerisce altro, le ciaspole, le camminate con gli sci, attività dove la concentrazione e il portare l’attenzione sul proprio respiro, dove il movimento è misurato, non è sprecato. In questo periodo poi trova spazio la meditazione e le pratiche di Zan Zhuan di posture meditative sono molto indicate.

Ecco quindi descritte un po’ il carattere delle stagioni, nella speranza che possa esservi utile a dirigere le vostre intenzioni, la natura, le piante e gli animali sono continuamente da osservare perché saranno i vostri maestri.

La filosofia della ginnastica naturale è tornare a riprendersi quel sapere, fatto anche di istinto ed intuizione perché questi sono qualità e capacità che abbiamo e che poco sappiamo utilizzare, spesso le releghiamo solo agli aspetti creativi, o comunque vengono accolte e valorizzate, solamente se alla base vi sono solide formazioni specifiche. La natura è istinto e intuizione e sintonizzarsi con essa significa riscoprire queste qualità, per imparare così a regolare le nostre abitudini, in sintonia con i ritmi del cosmo.

La primavera e l’estate

chiocciolaDicevo che vi avrei parlato del movimento energetico globale delle singole stagioni. Mi piace questo insieme di tre parole “Movimento-Energetico-Globale”, mi pare che rendano proprio. Dire stagione significa mettere insieme una diversità di aspetti molto ampia, con queste tre parole si intende che è importante cogliere un centro di attenzione, un “cuore”, dal quale poi, grazie anche alle intuizioni, si possono sviluppare tanti aspetti. Provo a spiegarmi meglio, le stagioni possono essere prese in considerazione quando si parla agricoltura, di animali, di malattie, di alimentazione, di vestiti, di lavori casalinghi, ecc. Molti aspetti della nostra vita sono legati a questa parola, con movimento energetico globale, s’intende individuare e cogliere un denominatore comune, che possa fungere da guida e ispirazione, ai diversi aspetti che vogliamo prendere in considerazione. Individuare questo centro, significa quindi sapere quale direzione prendere per creare sintonia, armonia con la stagione del momento.

orimaveraLa Primavera rappresenta il risveglio, la giovinezza, il mattino. In questa stagione compare l’energia Yang che troviamo nel sole, nella luce, che si dirige verso fuori, verso l’apertura. Scompare invece l’energia Yin che è quella pesante, quella della notte e quella delle profondità, quella che porta al ripiegamento su sé stessi. Quindi, nel nostro corpo con la primavera, l’energia comincia a ritornare verso l’esterno, si era rifugiata dentro di noi, nel nostro addome in inverno, ed ora riprende un movimento verso fuori. Noi possiamo facilitare questo movimento energetico globale, con delle attività fisiche che possono magari aiutarci a superare quei fastidi stagionali dovuto al passaggio di stagione, quando accusiamo sintomi fisici come cefalea, stanchezza, sonnolenza mattutina, crampi muscolari e sintomi psichici  di irritabilità, nervosismo, (ne ho già parlato un pò nel post dello scorso marzo “Ritmi e Stagioni”).

Il lavoro con il corpo, che possiamo fare durante la primavera è quello adottare quelle tecniche che promuovono il risveglio, la ripresa del movimento e l’apertura. Un po’ come si fa per la casa, si deve andare un pochino a ripulire per rinnovare. Lo scopo quindi, sarà quello di aprire e sciogliere le nostre articolazioni, per andare a rimuovere le “ruggine” che si è creata in inverno, saranno tecniche che faciliteranno l’allungamento e l’allentamento dei muscoli, proprio per ritornare alla capacità di esprimere quella forza e quello slancio che ci suggerisce la primavera. In questo modo andremo a risvegliare l’energia che abbiamo conservato in profondità, dentro di noi per riportarla in superficie.

Questo lavoro di riattivazione delle energie, permetterà di sostenere il rinnovamento dell’organismo che si avvia con la primavera e che richiede una grande energia.

Le tecniche che vanno bene in questo periodo e che si sintonizzano con questo movimento energetico globale della primavera sono: il saluto al sole, lo stiramento dei meridiani; il do-in, lo stretching.

estateL’estate rappresenta invece la maturità, la pienezza degli anni, il mezzogiorno. In questa stagione l’energia Yang è al suo massimo e proprio qui nasce quella Yin, l’energia della notte. Con il solstizio d’estate infatti, la luce comincia a calare e aumentano le ore di buio. L’energia del corpo, fino a questo momento, continua a spostarsi verso la superficie del corpo, verso l’esterno e dopo quella data torna a ripiegare verso l’interno.

Questo è il momento per esprimere il massimo del dinamismo che però non significa, essere esplosivi, anzi l’esplosività che è una manifestazione di aggressività è caratteristica della primavera, in estate predomina la gioia, lo splendore. Possiamo quindi permetterci di esprimere liberamente il nostro movimento, alla ricerca della gioia e del piacere. Si praticherà attività fisica più volentieri al mattino e alla sera, evitando le ore più calde e gli sforzi eccessivi, si farà meno la meditazione tenendola per l’ora del tramonto o alla tarda sera, in favore appunto del movimento. In questa stagione dobbiamo privilegiare la pratica all’aperto, in mezzo alla natura dedicandoci anche ad attività che possono essere gioiose, di gioco, di piacere estetico come la danza e il ballo, l’arrampicata, il nuoto, lunghe passeggiate nei boschi, giri in bicicletta, nordic walking, jogging al mattino presto, così come anche posture immobili come “stare come un albero” (vedi post di luglio).

Questo permetterà al nostro corpo di ringiovanire, attraverso il lavoro muscolare non troppo intenso, ma comunque che può essere consistente e che offra la possibilità di far uscire l’energia all’esterno. L’estate è il momento di massima apertura, di maggior comunicazione, di maggior disponibilità, l’energia è al massimo livello e ha bisogno di uscire fuori, di essere espressa nella sua totalità. La natura in estate è nel suo massimo splendore, ringiovanita e su questo dobbiamo sintonizzarci.

Queste cose che ho scritto possono naturalmente essere arricchite con il vostro intuito. Dentro di noi, nel nostro profondo, abbiamo una capacità innata nel metterci in sintonia con la natura che ci circonda e i suoi movimenti, dobbiamo solamente andare a risvegliare questa capacità, questa antica conoscenza. La ginnastica naturale, ha questo ultimo intento nella sua filosofia, quello appunto di risvegliare quelle capacità e quelle competenze, che guidano il nostro istinto alla ricerca di equilibrio.

Ginnastica e Stagioni

valle sfingiCome dicevo nello scorso post, uno dei principi ispiratori della ginnastica naturale sono state le stagioni, quindi i ritmi della natura e i ritmi dell’uomo, la relazione tra i ritmi del nostro corpo (microcosmo) con i ritmi della natura (macrocosmo). Abbiamo bisogno di mangiare, dormire, bere, ecc. e tutte queste, e altre attività, hanno una scadenza temporale, devono rispettare un determinato tempo, per non incorrere in disequilibri o disagi. La ricerca del benessere passa anche da questo, cioè dalla capacità di conoscere e rispettare il nostro ritmo biologico e sintonizzarlo con quello della natura.

Parlare di ritmo significa parlare di tempo. La successione di un fenomeno che si ripete nel tempo, è il significato della parola ritmo, quindi la misurazione del tempo è fondamentale. L’elemento da cui l’uomo è partito in origine per misurar e il tempo, e che ancor oggi è alla base di tutta la nostra vita e di tutti i nostri ritmi, è il sole.

Il primo strumento che l’uomo ha creato per misurare il tempo è il calendario, che serviva anticamente per sapere in anticipo il passaggio da una stagione all’altra, che era di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell’uomo nei tempi passati.

Oggi noi adottiamo un calendario solare, ma esistono calendari lunari e anche calendari lunisolari, quest’ultimo incorpora elementi sia dell’uno che dell’altro. Il calendario cinese, ad esempio, è un calendario lunisolare e quindi le stagioni iniziano in altri periodi dell’anno, di quelli che comunemente conosciamo, e cambiano da un anno all’altro. In questi giorni si è celebrato il capodanno cinese, il 31 gennaio (ed è iniziato l’anno del cavallo) e questo giorno, per i cinesi, coincide con l’inizio della primavera. Quest’anno la primavera cinese termina il 30 di aprile e da quel giorno inizia l’estate. Quindi, per il calendario cinese le stagioni sono un po’ a cavallo degli equinozi e dei solstizi.

Le stagioni che conosciamo sono 4: la primavera, l’estate, l’autunno, l’inverno. Però   cambiando latitudine, cambiano anche le stagioni, nelle terre vicino ai poli vi sono due stagioni, quella fredda e quella calda e anche nelle zone equatoriali ne troviamo due, quella secca e quella delle piogge. Per la medicina cinese invece sono 5 con la tarda estate (vedi post “La quinta stagione”) che si aggiunge alle 4 che conosciamo. L’Ayurveda invece divide l’anno in 3 stagioni secondo il principio dei doshaKhapa, Vata, Pitta con i segni distintivi di ciascun dosha riferito al periodo dell’anno. I nativi Americani invece, consideravano più stagioni a seconda di quello che osservavano: il germogliare, il fiorire, il cadere delle foglie e il dare frutti della vegetazione; il nascere, crescere e decadere dell’anno; il mutare, le migrazioni e l’accoppiarsi degli animali e degli uccelli…mi piace molto questo modo di misurare il tempo che passa.

Ogni stagione rappresenta, e porta dentro di sé, dei segni distintivi ed unici, che permettono all’uomo di individuare e prevedere ciò che succederà in natura, e quindi la possibilità di armonizzarsi con questo cambiamento.

Il nostro corpo sente e vive questo, sente e vive il passaggio da una stagione all’altra e reagisce a questo sentire, modifica il suo funzionamento in ordine di questo, come del resto fanno tutti gli esseri viventi sulla terra. Non sempre noi ne siamo consapevoli, perché il nostro mondo spesso è fatto di artificialità, viviamo in case riscaldate, illuminate, in ambienti che ci proteggono e ci tengono il più possibile lontano  dalla natura esterna e questo scombina un po’ i nostri ritmi.

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Ogni stagione ha un movimento energetico globale, che è per alcuni aspetti è anche facilmente intuibile, perché basta cogliere i segnali che la natura ci offre, basta saper osservare quello che nella natura succede. Questo movimento energetico globale, diventa la nostra guida, nella ricerca del benessere, ci indica la strada di cosa può essere bene fare e cosa e meglio evitare o limitare.

Nel prossimo post parlerò di questo, cercando di descrivere quali sono le caratteristiche della primavera e dell’estate che sono le prossime stagioni che andremo ad incontrare.

La quinta stagione

500 fiatDopo una seconda pausa estiva del blog riprendo a scrivere.

L’estate del resto rappresenta una pausa, che permette di riprendere fiato, di riposare, di dedicare un po’ di tempo a noi stessi e alle nostre cose e poi arriva anche il momento di riprendere. Si riprende il lavoro, la scuola e ritornano tutti i ritmi a cui siamo abituati e che riteniamo normali, anche se in realtà ci stancano spesso e ci consumano.

Io ho vissuto sempre questo momento di ripresa, con sentimenti a volte anche contrastanti, sono felice da un lato perché riprendo, ma dentro avverto anche della nostalgia a volte anche della tristezza. Oppure sento dell’energia nuova, dovuta proprio al fatto di ricominciare delle cose, però nello stesso tempo sento anche lo stress e la fatica del ricominciarle.

E’ un periodo particolare, non solo per i motivi legati alla ripresa del lavoro o della scuola, ma anche per altri aspetti.

Nella Medicina Tradizionale Cinese si trovano alcuni scritti a riguardo, infatti questo periodo  viene chiamata “quinta stagione” o “tarda estate”. Tale periodo coincide con la fine dell’estate, alcuni testi però identificano la “quinta stagione” con il termine di ogni stagione, anzi precisamente con gli ultimi 18 giorni della stagione.

L’estate termina il 21 di settembre con l’equinozio d’autunno. E’ il momento in cui il sole ritorna sulla linea dell’equatore così come succede nell’equinozio di primavera. Dal quel momento il sole ha cominciato a salire verso l’emisfero nord e raggiuge il punto massimo nel solstizio d’estate, poi cominciare a ridiscendere e arriva all’equatore appunto il 21 di settembre. Quindi siamo a metà anno solare e anche a metà dello zodiaco.

Possiamo dire che se l’equinozio di primavera rappresenta l’alba, il sorgere del sole, quello d’autunno rappresenta il tramonto. Sono due momenti particolari questi, momenti di equilibrio, sono due punti di equilibrio, le ore del giorno, di luce, corrispondo alle ore della notte, di buio, è anche il momento del passaggio tra lo yang e lo yin. Yang che la forza che esprime espansione, dilatazione, “energia” ed è perciò identificabile con il calore, la luce, l’attività. Ying che è la forza che esprime contrazione, concentrazione, “materia”, ed è identificabile con il freddo, il buio, la passività.

Credo quindi che se succede tutto questo a livelli così grandi, il sole che si allinea in modo diverso rispetto alla terra, le ore di luce che cambiano, la temperatura di conseguenza che cambia, sicuramente dei cambiamenti vi sono anche nell’uomo, dentro di me.

Ecco mi piace pensare alla possibilità di fermarmi ad ascoltare questi cambiamenti. Mi piace avere la possibilità di essere consapevole di questo passaggio, di essere nel passaggio, e di viverlo in piena sintonia con il ritmo che ha.

La “quinta stagione” è quindi un momento di equilibrio e anche noi e il nostro corpo sente questo. In genere in questo periodo viene bene riflettere, valutare, si fanno considerazioni su quanto impegnarsi nelle cose, su quali sono le priorità da dare. In genere, (almeno io faccio così), s’imposta un po’ la stagione, che durerà fino all’arrivo di una nuova estate, ci si fa i buoni propositi e tutto questo risponde a una logica, che è quella di trovare un buon equilibrio per ripartire.

Questa è proprio una fase di “centratura” che è bene che rispettiamo, anche il nostro corpo ha bisogno di essere centrato, è un periodo importante di connessione e unificazione con noi stessi. Dobbiamo darci il tempo di riposizionare tutte le cose, anche i nostri ritmi biologici sentono questa necessità.

Allora è importante in questi momenti critici, dove lo stress potrebbe essere maggiore per i continui cambiamenti e le preoccupazioni diventare molte, ritrovare le proprie basi, le proprie radici, trovare il nostro centro.

Riporto una frase scritta da un capo Apache, Diablo, che mi piace molto e credo che sia adatta a quello che sto cercando di scrivere, dice: “Prova ad aspettare un giorno prima di occuparti dei tuoi problemi”, è proprio un invito a trovare il centro di se stessi per prima cosa.

Ecco, un po’ come questa frase ci suggerisce, in questo periodo è importante trovare un equilibrio e allora possiamo praticare la meditazione, che è proprio giusta per la quinta stagione, ci può aiutare molto a rimanere con noi stessi e con la nostra profondità.  Possiamo prenderci cura, con degli esercizi, della nostra respirazione, che è collegata alla capacità di gestire lo stress e della nostra postura, fondamentale per essere centrati e per ritrovare un equilibrio posturale che ci aiuta a stare meglio. Quindi se avete voglia potete andare a rileggere i post che ho scritto sulla meditazione della respirazione, sulla camminata meditativa, sul grounding o il post dal titolo “Stare come un albero”.

Io in questo periodo, provo un gran piacere e beneficio andare a camminare nei campi sulle colline, mi piace il silenzio e mi piace osservare il mutare della natura. Tante cose sono in mutamento in questo periodo nella natura, i colori delle foglie in alcune piante in modo più veloce di altre, le abitudini degli animali che cominciano ad esser più indaffarati, la temperatura comincia a modificarsi così come la luce del sole. Quando trovo un posto tranquillo in mezzo al verde mi fermo, mi metto con le spalle al sole, metto le mani sul ventre, il pollice destro sull’ombelico e poi la mano sinistra sopra la destra, ascolto la mia respirazione. Poi con naturalezza pongo attenzione all’espirazione, cerco di espirare spingendo in dentro il ventre aiutandomi con le mani delicatamente, continuo così per un po’, le mie gambe sono leggermente piegate, il mio corpo tutto allineato. Poi tolgo le mani dal ventre, lascio le braccia lungo il corpo e rimango immobile per alcuni minuti, lo sguardo va oltre ciò che vedono gli occhi, ascolto l’aria, i piccoli rumori della campagna…mi piace e mi fa sentire bene.

Ritmi e stagioni

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È un po’ che non scrivo, ma la primavera, e gli impegni mi portano a fare altro. Scrivere, devo dire mi pare che sia un’attività che forse viene meglio in inverno, sarà che io scrivo in taverna, quindi devo accendere la luce, mettermi un maglione in più, mi piace, però adesso ho anche voglia di primavera, ho voglia di sole, di luce e di un po’ di caldo.

La primavera è una stagione impegnativa per la natura, tutto accade in tempi stretti, regolato da forze profonde della terra, dalla luce, dalla temperatura, dall’umidità. Gli animali e le piante riprendono vita dopo il letargo invernale, con un frenetico lavorio.

L’equinozio è il momento che segna l’inizio della primavera, nelle cultura umana è un momento dove ancora la scienza e la magia si intrecciano. Durante l’equinozio, il giorno è lungo quanto la notte, così accade anche nell’equinozio di settembre che segna l’inizio dell’autunno e i raggi del sole sono perpendicolari all’asse di rotazione terrestre e all’equatore.

Gli equinozi sono ritenuti momenti simbolo di equilibrio per eccellenza, dove le forze antagoniste si equilibrano, sono il momento che intercorre tra l’inspirazione e l’espirazione, tra la veglia e il sonno, tra il buio e la luce, tra il freddo e il caldo. Ed è proprio la primavera la stagione del risveglio, della rinascita, della riproduzione, la stagione che riattiva tutte le energie.

Mi piace la primavera, perché è potente, si fa sentire.

Io sono una di quelle persone che, credo, soffre della “sindrome della primavera”. Non è un bel dire “sindrome di primavera”, sembra una malattia, un problema, in realtà è la risposta del mio corpo, del mio organismo a questo nuovo momento.

La primavera richiede energia, è un momento delicato che ha bisogno di misura, di attenzione. Anche la nostra mente e il nostro cuore sono in cambiamento, aumenta il desiderio di uscire, di muoversi, di aprirsi all’esterno, di incontrare persone, di viaggiare e tutto questo richiede molta energia.

Molti dicono che il nostro corpo è carico di tossine dall’inverno e che abbiamo bisogno di disintossicarsi, anche questo non mi piace molto, pensare che l’inverno è tossico. Non credo che “l’inverno ci intossichi”, però forse siamo meno attenti all’alimentazione, le nostre abitudini probabilmente non corrispondono con i ritmi che dovrebbero essere invernali e quindi accumuliamo qualche tossina.

Mi viene in mente una poesia, dei nativi americani che sento in sintonia con quanto voglio dire:

Accanto alle montagne,

spianato

dai nostri passi, il terreno del campo risuona.

Ti dice: la terra è un tamburo,

pensaci.

Noi, per seguirne il ritmo,

dobbiamo fare attenzione ai nostri passi.

Mi piace molto questa poesia. Descrive un gioco tra l’uomo e la terra, fatto di ritmo, di sensazioni, di passi e di attenzione. Dobbiamo essere capaci di giocare in primavera, giocare ad ascoltare le sensazioni del nostro corpo, giocare ad ascoltare le sensazioni che ci arrivano dalla terra senza giudicarle, proprio come un gioco e poi giocare a mettere insieme le cose.

In questo periodo in natura tutti i ritmi e le abitudini dell’inverno vengono sconvolti, cambiati, rovesciati e noi dobbiamo giocare a capire cosa dobbiamo fare per seguirne il ritmo.

Io ad esempio sento che ho un bisogno maggiore di riposare durante l’arco della giornata e allora se posso, anche nei luoghi più impensati e nelle posizioni più strane, provo a dormire un pochino, anche qualche minuto e mi diverto a fare questa cosa. Sto individuando quali sono i momenti critici della mia giornata e cerco allora di trovare delle soluzioni bevo dell’acqua, un te oppure un caffè al momento giusto. Ho scoperto l’effetto benefico della doccia calda e poi di colpo fredda nel pomeriggio. Poi naturalmente la cosa che faccio più frequentemente è quella di respirare, quando esco, ogni giorno a camminare un po’, respiro cercando di trovare il ritmo giusto, cercando di trovare la sintonia, con le cose e la natura che sono intorno a me. Adesso, voglio trovare qualche integratore naturale, (ginseng o altro) che mi possa fare bene e voglio anche raccogliere le cime delle ortiche per una tisana depurativa, anche se ho già cominciato a raccogliere le “sparasine” che anche quelle sono depurative, quello che nasce ora e che viene raccolto e preparato è depurativo.

Riassumendo credo che ognuno di noi deve cercare e sperimentare situazioni, attività, con l’intento di capire qual è il proprio ritmo, deve essere attento ed ascoltare il ritmo della terra e poi cercare una sintonia con la natura che possiamo trovare solamente uscendo di casa.

Il consiglio che vi voglio dare è quindi quello di uscire di casa almeno 30 minuti ogni giorno e camminare nei campi, in collina, osservatevi finché camminate, ascoltatevi, ascoltate il respiro, ascoltate il vostro cuore, aprite le orecchie e ascoltate i rumori della natura, aprite bene gli occhi. Provate a camminare veloci, provate a rallentare e notate cosa cambia, muovete le braccia prima veloce e poi piano e osservate ancora, provate a correre improvvisamente e vedere l’effetto che fa. In questi 30 minuti cercate di guardare la natura attorno a voi, cercate di scoprire cosa vedete di nuovo, che il giorno prima non c’era e giocate con voi.

Concludo inserendo un’altra citazione che ho trovato e che mi piace di Bernardo da Chiaravalle:

“Ci sono più insegnamenti nei boschi di quanti mai potrai trovarne nei libri”.