Grounding

Ecco, come dicevo, oggi parlo del “grounding”, un termine inglese tradotto in italiano con la parola radicamento.

Mi piace questa parola perché è molto…“terra”… e credo che come termine e come concetto sia molto in sintonia con l’idea della ginnastica naturale.

Il grounding è un termine utilizzato in bioenergetica, terapia ad orientamento corporeo che oltre al lavoro di verbalizzazione associa un lavoro fatto di esercizi e posizioni. Oltre alla terapia definita analisi bioenergetica, vi sono anche le cosiddette classi di bioenergetica, gruppi di persone che praticano esercizi guidati da un terapeuta, con finalità di ridurre lo stress ed entrare maggiormente in contato con il proprio corpo.

Il grounding è uno dei primi obiettivi della bioenergetica e vi sono esercizi specifici che servono proprio a migliorare il nostro grounding, il nostro quindi radicamento.

L’esercizio di grounding si esegue tenendo i piedi alla larghezza del bacino, le ginocchia leggermente piegate, i piedi paralleli con le punte leggermente in dentro. Il tronco è flesso in avanti e le mani toccano terra con i polpastrelli. Il peso del corpo sta nella parte anteriore del piede, però il tallone non si alza. Le mani non sorreggono il peso, sono solamente a contatto con la terra attraverso i polpastrelli. Il capo è in basso, molto morbido e rilassato. Da questa posizione si piegano leggermente le ginocchia e si raddrizzano, seguendo il ritmo della respirazione: inspiro e piego leggermente le gambe, espiro e ritorno a distenderle leggermente. È importante non raddrizzare mai completamente le gambe, perché altrimenti l’energia non scorre libera nel corpo.

Durante l’esecuzione dell’esercizio potremmo ad un certo punto avvertire che le nostre gambe vibrano, ma non dobbiamo prendere paura, semplicemente i nostri muscoli sono stanchi, perché messi sotto stress e la vibrazione è la risposta che danno. Possiamo continuare per un pochino e poi pian piano ci alziamo e, sempre respirando e con gli occhi aperti, ci concediamo un momento per ascoltarci, il nostro respiro, i nostri occhi, le nostre spalle e così tutto il corpo.

Nei nostri incontri l’abbiamo fatto qualche volta, e a me piace questo esercizio, fatto fuori, all’aperto, mi pare che abbia un effetto e un valore diverso. Nella posizione di grounding i piedi e le gambe hanno un contatto di scambio con la terra, prendono energia, e scaricano le tensioni, ci si sente quindi sostenuti. Il nostro corpo, si appropria di una postura solida e radicata nella propria interiorità e nella terra.

Questo radicamento permette di percepire una maggiore unità tra corpo e mente e un’integrazione tra realtà interna e realtà esterna. Generalmente il nostro respiro si abbassa nella pancia, gli occhi sono più aperti, ci sentiamo più morbidi e leggeri…è un esercizio che fa bene al nostro corpo e al nostro cuore

Scrivendo questo articolo mi è venuto un pensiero che a volte durante il giorno faccio e che vi scrivo.  Spesso durante le nostre giornate non siamo mai direttamente a contatto con la terra, siamo sempre su un pavimento artificiale, asfalto, piastrelle, linoleum, ecc. e spesso è quasi sempre in piano. Ogni volta mi meraviglio di questo, rimango sbalordito della quantità di tempo che passo su un terreno artificiale, senza toccare erba terra sassi, camminando sempre in piano. E mi chiedo se questa mancanza di “contatto” abbia qualche influenza su di me…e voi cosa ne pensate?

Vi allego un articolo che approfondisce un po’ il tema della bioenergetica, trovato su  www.biosofia.it

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La postura

Ieri nel gruppo è uscito il termine postura, molte volte ne abbiamo parlato, in modo particolare richiamando l’attenzione alla postura durante l’esecuzione degli esercizi.

Essere attenti alla postura, significa prevenire fastidiose tensioni, in modo particolare alla schiena, dovute a posizioni poco adeguate, poco corrette.

Credo che molti di noi abbiano in testa l’idea che la posizione corretta è “stare dritti con la schiena”, in realtà quando parliamo di postura le cose sono molto più complesse della “schiena dritta”.

Non voglio approfondire aspetti biomeccanici o clinici della postura, ci sono professionisti (posturologi) e pubblicazioni che trattano questa materia (posturologia), possiamo dire che la postura, in linea generale, è intesa come la posizione del corpo nello spazio, determinata dai rapporti reciproci tra i vari segmenti corporei.

Io però volevo soffermarmi su alcuni aspetti, che credo siano lasciati a volte troppo in disparte.

Spesso pensiamo a questo termine come un qualcosa di statico e rigido  (pensiamo a quando da piccoli ci veniva detto “schiena dritta!”). Invece il concetto di postura deve essere inteso come qualcosa di dinamico, sempre in evoluzione, come un continuo passaggio da una posizione all’altra e via di seguito, sempre alla ricerca di un equilibrio.

Un altro aspetto riguarda invece la presa di coscienza che non vi è solo la componente biomeccanica o di rapporto spaziale. A determinare la postura, contribuisce la nostra motivazione, il senso che diamo nell’esecuzione del movimento, la modalità di esecuzione. Cerco di spiegarmi meglio. Tempo indietro, se vi ricordate, chiedevo la differenza tra la passeggiata e la camminata, bene, quest’ultima richiede un certo atteggiamento, una motivazione, un senso che è completamente diverso da quello di una  passeggiata…ecco anche questo è postura. Esasperando questo concetto, nel tentativo di farvi cogliere anche altre sfumature, quando due persone, due avversari, si affrontano sul ring, in quel momento la loro motivazione, il senso che loro danno ad essere li, determina la loro postura e sicuramente l’avversario ne “avverte” l’intensità e questo, può giocare un ruolo fondamentale nell’esito dell’incontro.

Quindi, quando ci muoviamo, è importante la nostra motivazione, l’atteggiamento che teniamo, il senso che diamo ai movimenti che eseguiamo e questo sempre, quando camminiamo, quando corriamo, ecc.

È importante questa consapevolezza, perché non solo possiamo aumentare le nostre prestazioni, ma diventiamo, con naturalezza, più capaci di sentire, se la nostra postura è corretta. Lo sentiamo dentro di noi, se ci sentiamo bene, se sentiamo che ci stiamo muovendo esteticamente bene e in qualche modo siamo soddisfatti di noi, allora probabilmente siamo sulla strada della “postura corretta”.

Mi piace pensare, che la ginnastica naturale possa essere un’occasione di ritrovare competenze che “naturalmente” fanno parte di noi, che sono dentro di noi, delle quali dobbiamo solo riprenderne possesso. Quindi, noi per primi, dobbiamo “sentire” se la nostra postura è corretta…gli “esperti” ci possono solamente aiutare.