Vita nei boschi

Mi è sempre piaciuto il bosco.

Da piccolo mi piaceva andare nel boschetto vicino a casa e farmi le capanne, o i nascondigli, mi fabbricavo archi, frecce e fionde e giocavo. Mi immaginavo e mi inventavo avventure giornaliere. Bevevo poco, per abituarmi a vivere con poca acqua, disegnavo le mappe con gli alberi della frutta e delle piante che si potevano mangiare, cercavo di allenarmi alla corsa e al salto per essere sempre pronto a superare tutti gli ostacoli che trovavo. Mi esercitavo ad arrampicarmi sugli alberi e nascondermi per difendermi dagli animali immaginari, cercavo e studiavo le tracce sul terreno, impronte, resti di cibo e mi preparavo ad affrontare il pericolo.

Da questo è partito il mio interesse per la natura e le sue leggi, per i nativi americani, il sapersela cavare in ambiente naturale, il movimento, la montagna e l’alpinismo, le qualità utili alla vita in natura, l’educazione e la crescita dell’uomo…si, credo che sia nato tutto da qua.

Per questi motivi pensavo quest’anno di proporre un camp estivo per bambini/e  e ragazzi/e chiamato “Vita nei boschi”, per rivivere tutto ciò!

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Ritorna In campeggio con papà!

tenda 1Proprio così quest’estate ritorna questo progetto “In campeggio con papà” (al link puoi trovare tutte le info sul progetto e sulle attività che verranno proposte) un’esperienza di contatto con la natura, di gioco, di lavoro e soprattutto di condivisione di tutto questo tra padri e figli.

Il luogo prescelto è sempre l’altipiano della Lessinia con i suoi boschi e prati e campeggeremo presso malga Scrovazze (www.malgascrovazze.com) situata nella val Squaranto.

Di questo progetto ne ha parlato anche Repubblica nell’articolo di Caterina Pasolini che potete leggere al link .

Non solo ma potete anche ascoltare il podcast dell’intervista radiofonica su RADIO24 alla trasmissione “Padrieterni” che è possibile riascoltare al seguente link poco prima del minuto 27 potrete sentire la nostra intervista.

La prima data del campeggio sarà il 22-23-24 giugno, abbiamo pensato di farla appena finite le scuole e non ancora in piena stagione di ferie per facilitare l’adesione e probabilmente riusciremo a fare un’altra data tra fine agosto e settembre.

Nel volantino di seguito che potete anche scaricare  troverete tutte le informazioni necessarie per partecipare.

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#ultimoe1senzauto

OLYMPUS DIGITAL CAMERASono le 10,00 del 30 dicembre quando chiudo la porta di casa, con l’idea di riaprirla nel nuovo anno. Metto il guinzaglio a Teo, scambio un’occhiata d’intesa con Elena e partiamo.

Lo zaino non è troppo pesante, solamente un pò voluminoso e da questo si capisce che la nostra non è una gita giornaliera. E’ una sensazione nuova quella di camminare per le vie vicino a casa in questo modo, agghindati da camminatori, solitamente succede che prendiamo l’auto raggiungiamo un posto più o meno lontano da casa, in genere nuovo e si parte con lo zaino a spalle. Oggi invece niente auto, partiamo da casa e andiamo verso le nostre montagne, la Lessinia per questo ultimoe1senzauto.

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Sono tre anni che abbiamo iniziato a porci come semplice proposito quello di chiudere l’anno in corso e aprire quello nuovo, senza usare l’auto. Questa cosa per noi ha un po’ il sapore della “scaramanzia”, non tanto nel senso della fortuna, ma quanto nel senso dell’augurio e cioè quello di cercare di utilizzare l’auto il meno possibile durante tutto l’anno, un gesto scaramantico che ha il valore di ricordarci che possiamo prenderci un piccolo impegno: quando si può si lascia l’auto ferma!

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Ognuno di noi può dare a un gesto come questo il valore che crede, per noi rappresenta un piccolo contributo e un impegno ad inquinare meno, inoltre è una presa di consapevolezza e una volontà a valorizzare il movimento come occasione per riscoprire sé stessi, di valorizzazione della lentezza come aggettivo alle nostre azioni quotidiane, di contatto con la natura che è sempre in trasformazione e sempre nuova anche se se è quella appena fuori casa, e di incontro con gli altri.

Dopo mezz’ora dalla partenza, mentre salivamo la dorsale Preafita passato il castello di Montorio una voce femminile dietro di noi: “ciao ho visto il vostro video ieri sera. Bravi! Vi seguirò! Buona camminata!” Donatella, il primo di molti incontri fatti durante questi tre giorni di cammino. Gia perché la sera prima io ed Elena abbiamo deciso di fare un video su FB dove lanciavamo questa nostra iniziativa , così ci piaceva questa semplice idea e ci divertiva. E così mano a mano che il tempo passava aumentavano le persone che visualizzavano i video e ci inviavano messaggi di augurio e condivisione dell’idea.

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Abbiamo camminato per tre giorni, la prima notte l’abbiamo passata a casa di amici ad Azzago dove abbiamo festeggiato un pre-ultimo dell’anno e poi tutti quanti insieme il 31 dicembre siamo partiti questa volta eravamo in 7 adulti, 4 bambini dai 6 ai 10 anni e 2 cani, una piacevole giornata insieme ad amici con la possibilità di stare insieme ore in silenzio o a chiacchierare. A sera siamo arrivati nel vajo dell’Anguilla, uno dei vaj più selvaggi della Lessinia, alle porte del parco, già nella “terra dei lupi”… dove volevamo arrivare.

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Abbiamo festeggiato l’anno che si chiudeva e dormito tutti insieme nella casa di mia mamma in mezzo al bosco. Poi il primo dell’anno, senza troppa fretta (visto i festeggiamenti) e sotto un’abbondante nevicata siamo partiti solo io ed Elena con Teo, seguendo sul fianco il vajo, fino a sera per poi rientrare alla casa di mia mamma.

Siamo stati e ci siamo sentiti viaggiatori a piedi, anche se eravamo in posti noti e familiari. Ci siamo sentiti tali, attenti all’incontro, al saluto, alla meraviglia, al silenzio. Abbiamo viaggiato con lentezza, perché spesso ci capita di correre in modo frenetico e ci perdiamo così i particolari le piccole variazioni. Abbiamo attraversato il territorio di casa nostra con una consapevolezza nuova, meravigliandoci del sapore che ci ha lasciato.



kross urban

KROSS-URBAN

Durante questi tre giorni di cammino ho tenuto ai piedi la Kross Urban della Lizard, Volevo mettere alla prova la resistenza, l’impermeabilità ma soprattutto volevo tenerla ai piedi per più giorni. Sono sempre stato abituato ad avere scarponi da trekking ma questa volta invece volevo vedere come sarebbe stato portare scarpe leggere, volevo capire se arrivavo a sera come al solito con una gran voglia di togliermi gli scarponi, ritrovandomi i piedi indolenziti. Invece non è stato così, la suola in Vibram anche se minimale si è comportata molte bene in tutti i terreni, pioggia e neve non mi hanno dato nessun problema e alla sera i piedi stavano benissimo.

In questo link trovi un breve video relativo a questi tre giorni:  https://youtu.be/MkgsGPdiI0U dove faccio vedere e spiego alcune cose sulla Kross Urban.

Sono rimasto molto soddisfatto da tutti i punti di vista, una scarpa pensata per l’urbano ma che non teme di certo i terreni outdoor!

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Ri…cominciare a correre

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Si, proprio cosi, questo post l’ho scritto per quelle persone che hanno voglia di riprendere, o di cominciare, a correre. Per quelli che più volte hanno pensato tra sé e sé “potrei andare a correre” ma poi non l’hanno fatto per paura o per mancanza di slancio.

Correre è un gesto naturale, che appartiene a tutti e con questo intendo dire proprio tutti.

Credo che un uomo e una donna devono sempre cercare di mantenere allenati tutti i gesti naturali come la corsa, tralasciando risultati, tempi, velocità, distanze, queste sono tutte cose che limitano e impediscono, la cosa importante è fare quanto ci è consentito, con i nostri limiti e potenzialità.

Cercherò di darti in questo post alcune indicazioni se hai voglia di riprendere a correre.

La prima indicazione e secondo me la più importante la trovi da me spiegata in questo breve video che ti consiglio di vedere.

Visualizza il video

Le altre indicazioni sono queste che seguono.

Non tenere le cuffiette: questa seconda indicazione è strettamente legata alla prima, che hai sentito nel video, ma non solo, infatti soprattutto all’inizio è importante lavorare sulle sensazioni e sulle emozioni che ti può dare la corsa, prenderne consapevolezza. Devi prendere coscienza di ciò che prova il tuo organismo e di come reagisce alla corsa, della tensione muscolare, della reazione all’impatto a terra, del respiro che aumenta, della fatica dei muscoli, della stanchezza, ecc.. E’ importante che tu registri tutte queste informazioni che le integri a modo tuo in modo da aumentare la tua consapevolezza nella corsa.

Non gasarti: Datti un obiettivo minimo, solo pochi minuti, non partire dicendo ”beh almeno mezz’ora di corsa la devo fare!”. Accontentati per le prime volte, parti con 10 minuti magari facendo una pausa in mezzo e poi basta, fai così 3,4 volte e poi aumenta gradualmente però ricordati non ti gasare, mantieni un pò di umiltà perché altrimenti rischi di andare oltre.

Scegli con cura quando andare a correre: Decidi con attenzione quale momento dedicare alla corsa, sono importanti anche i momenti di pre e post corsa. Spesso siamo dominati dal tempo e facciamo le cose di fretta e questo ci impedisce a volte di provare piacere, allora è importante che anche tutte le operazioni di vestizione, di scelta del luogo, del momento di attivazione prima di iniziare a correre, abbiamo il giusto spazio, allora arriverai pronto/a a goderti quel momento. Così come anche il dopo corsa, dedica un momento a liberare qualche tensione accumulata e ad eseguire qualche posizione di allungamento, fai attenzione a non raffreddarti troppo, portati una maglietta di ricambio, idratati correttamente e fai una doccia ristoratrice. Dedica del tempo a tutti questi aspetti, altrimenti diventa un affanno fare tutto di fretta e sicuramente questo non ti faciliterà le cose.

Corri in natura: scegli dei percorsi immersi nella natura anche se solo per 10 minuti, dove poterti guardare intorno, lasciati ispirare dal paesaggio e dal panorama, goditi lo stare in natura, vedrai che questo ti aiuta, ti conforta e ti dona forza.

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Inoltre stare in natura ti permette di correre su terreni naturali, prato, strade sterrate e non sull’asfalto. Come già saprai la corsa è abbastanza traumatica e quindi cerca di andare su terreni morbidi e prosegui su quelli fino a quando non hai raggiunto un livello di allenamento soddisfacente che ti permette di avvicinarti all’asfalto.

Fai un investimento: La scelta delle scarpe è molto importante. Ti consiglio di andare in un negozio specializzato, dove fanno l’analisi del passo e fatti consigliare da chi ne sa più di te. Non voglio dilungarmi su quali scarpe perché si trovano in rete altri siti che ne parlano ampiamente. Mi sento solamente di dirti che ci sono parecchie diversità di appoggio tra le persone, le più importanti da considerare sono la pronazione e la supinazione che in alcuni possono essere eccessive e quindi vanno scelte delle scarpe da running adeguate. Per questo ti invito veramente ad andare in un centro specializzato e investire i tuoi soldi per le scarpe, è l’unica spesa importante, poi il resto, lo spazio e il tempo per correre è tutto gratis.

Quale tecnica e quale velocità?: La tecnica se devi ricominciare a correre non c’è. Non devi arrovellarti su quale tecnica migliore per correre. Certo la biomeccanica dice appoggio sull’avampiede, sui due terzi anteriore del piede, però questo ti consiglio di ricercarlo più avanti, quando hai trovato il tuo modo di correre e hai raggiunto un livello di allenamento adeguato. Inoltre se corri su terreni naturali capirai che i tuoi piedi e le tue caviglie avranno la necessità di trovare sempre un nuovo appoggio per adeguarsi al tipo di terreno incontrato. Non solo ma tutte queste variazioni la discesa, la salita e l’irregolarità del terreno saranno un ottimo allenamento che miglioreranno notevolmente la stabilità delle tue caviglie.

Anche in merito alla velocità il mio consiglio è quello di fare delle variazioni di velocità e per questo lasciati ispirare dal territorio, una leggera salita o discesa ti impongono un cambio di velocità, inventati delle cose che ti divertono, se vedi un sasso, fai un balzo per superarlo, oppure fai un cambio di direzione e così via, tutto questo oltre ad essere divertente è anche molto allenante.

Ecco queste sono alcune delle indicazioni che mi sento di darti se vuoi ricominciare a correre. Se questo post ti ha interessato e sei intenzionato/a a correre prova ad organizzarti per una prima volta con molta cura, seguendo le mie indicazioni e poi scrivimi pure per dirmi come è andata oppure se hai domande o dubbi ti risponderò di certo!

Ciao buone corse.

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La camminata naturale: Kross Terra III

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Mi rendo conto che qualcosa è cambiato nel modo di appoggiare il piede a terra, forse perché sono in discesa e il terreno presenta dei grossi sassi, forse perché vado un po’ veloce e quindi non posso permettermi di sbagliare appoggio. Affronto il terreno quasi con le punte dei piedi, bene attento a non appoggiare il tallone nell’impatto inziale ma a farlo solo in un secondo momento quando il peso è stato ormai assorbito. Anche i miei sensi sono orientati in modo diverso, sono focalizzati molto sul movimento dei piedi e questo mi dà una sensazione di sicurezza inaspettata.

Non so se avete mai provato a camminare o a fare una corsa leggera nel bosco scalzi e ad osservare come cambia il vostro modo di appoggiare il piede. Nasce una necessità istintiva, di misurare il passo, il terreno e individuare le diverse possibilità di appoggio a terra. Operazioni che svolgiamo in una frazione di secondo, in modo automatico e la camminata prende così un ritmo e un’efficacia nuova.

 

Sta continuando la collaborazione come tester per l’azienda che produce scarpe “Lizard e oggi volevo presentarvi una scarpa da attività all’aperto. E’ una scarpa primaverile-estiva, l’ho provata quest’autunno e devo dire che sono veramente soddisfatto. E’ una scarpa che permette una camminata diversa dal solito, la sensazione è quella di avere dei “guanti” ai piedi più che delle scarpe e quindi si ha proprio la possibilità di sperimentare una “camminata naturale” come la definisce la filosofia aziendale.

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Camminare è uno dei gesti più comuni che facciamo durante le nostre giornate, i piedi ci permettono di distribuire il nostro carico al suolo. Pensate che in ogni piede ci sono 26 ossa articolate tra loro e quindi i due piedi hanno quasi un quinto delle ossa di tutto il corpo. Questo permette una grande adattabilità e flessibilità del piede al terreno, ma nello stesso tempo danno struttura, resistenza e tenuta, in modo tale da permetterci di dare propulsione al corpo anche in condizioni critiche, a volte al limite delle leggi di gravità. Non solo, ma i piedi sono un grande sistema di informazione del corpo. Dal piede-caviglia vengono continuamente inviate informazioni alle strutture nervose centrali sul rapporto tra il nostro corpo e il terreno che ci consentono di mantenere l’equilibrio e spostarci in sicurezza anche in funzione delle diverse variazioni del terreno, di velocità e altro.

Tutte queste funzioni possono essere agevolate o limitate dalle condizioni in cui teniamo i nostri piedi. La scarpa e le calze in modo particolare sono sicuramente elementi che condizionano la funzionalità del piede. Viene da sé che una “scatola rigida” che contiene il piede e ne impedisce la naturale posizione, adattamento e movimento limita la normale funzionalità della stesso.

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Provando le Kross Terra III invece devo dire che la leggerezza e l’adattabilità al suolo sono veramente eccezionali. Una scarpa pensata per fare attività all’aria aperta, capace di modificare il mio modo di camminare, se il terreno diventa impegnativo sono più istintivo, tendo ad usare i piedi in modo più accurato, scelgo dove appoggiarli. Pensavo che essendo così basse forse qualche problema di stabilità alla caviglia me lo avrebbero potuto dare, invece mi sento di dire che non è così, anzi si attiva un raffinato processo di valutazione e controllo che da una maggior sicurezza e stabilità alla camminata.

OLYMPUS DIGITAL CAMERANon vi posso nascondere che serve un po’ di allenamento, un po’ di abitudine a questo nuovo modo di camminare. Le prime volte potreste ritrovarvi il piede e la caviglia un po’ stanchi, oppure potreste trovare fastidiosa la sensazione di forte contatto con il suolo, però vi assicuro che dopo un breve periodo che le portate faticherete a calzare nuovamente scarpe pesanti e rigide.

A questo link puoi vedere il mio video di presentazione della scarpa, buona visione

Chi sono: Nicola Rovetti

io piccoloQuando ero piccolo avrei voluto fare l’esploratore, mi appassionavano gli articoli su “Epoca” di Walter Bonatti e il primo posto dove avrei voluto andare era il Congo perché volevo vedere gli elefanti… non sono diventato un esploratore di terre selvagge, però l’ignoto, lo sconosciuto e il mistero mi attirano sempre. Sono sempre in ricerca e in continua esplorazione, mi piace esplorare le possibilità che ci sono nella vita, mi piace esplorare le mie capacità, le mie sensibilità, i miei confini.

La mia formazione comincia con un diploma ISEF e poi una laurea in Scienze Motorie ho lavorato, e continuo a farlo da 27 anni nel campo della disabilità mentale, fisica e sensoriale e in tutti questi anni c’è sempre stata un’incessante ricerca di adattamento, di creazione e invenzione di nuove situazioni motorie, di strutturazione di contesti esperienziali il più possibili adeguati alle persone con cui lavoravo.

Il mio è stato un continuo lavoro di creazione – sperimentazione – aggiustamento – messa in discussione e riprogettazione e questo mi porta a dire che sono lontano dai protocolli dati per certi, dalle pratiche troppo standardizzate da applicare come tali. Mi sento bene invece quando un nuovo apprendimento, una nuova tecnica, un nuovo sapere diventano parte di me così in profondità da trasformarmi, tanto da non aver bisogno di applicare ciò che non fa parte di me.

Ho lavorato tanto in ambiente naturale, mettendo a punto anche una metodologia di educazione attraverso tecniche di avventura, di cui è stato pubblicato anche un libro “Avventura in natura“; ho lavorato in Africa in Repubblica Democratica del Congo con “bambini-soldato” un progetto durato 4 anni dal titolo “War Game, No More“, utilizzando una metodologia particolare sulla strutturazione del “gioco” in funzione dello sviluppo delle abilità sociali; collaboro da diversi anni come docente con il mondo universitario ho avuto esperienze pluriennali all’università di Cassino e di Verona, in quest’ultima sono tutt’ora docente e uno dei miei insegnamenti è “Attività motoria in ambiente naturale” e diversi collaborazioni con altri atenei di altre città d’Italia.

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Sento una particolare affinità con due percorsi formativi ai quali ho preso parte (e stanno continuando ancora) in questi ultimi anni e che si integrano bene con il mio percorso.

Il primo è il metodo “Corpo e Coscienza” di George Courchinoux. Una metodologia nella quale sono fuse assieme tecniche di rieducazione che attingono alla cultura occidentale con tecniche e saperi che attingono alla medicina tradizionale cinese. Un metodo quindi che integra le conoscenze e pratiche sul piano muscolo-scheletrico, organico, ma anche emozionale ed energetico con l’obiettivo di equilibrazione dell’essere nella sua globalità.

Il secondo è il “Movimento Arcaico” di Massimo Mondini. Una pratica che permette di recuperare ed esprimere i gesti “archetipici” cioè quei movimenti innati nell’essere umano, come la camminata, la corsa, il salto, il lancio e molti altri. Attraverso il recupero del gesto archetipico si verificano degli immediati miglioramenti in diversi aspetti della vita, proprio perché l’archetipo motorio ha una corrispondenza anche sul piano esistenziale è all’origine del nostro “muoversi nella vita”. Praticare e recuperare il contatto con questi movimenti archetipici permette quindi di prendere coscienza e migliorare il nostro livello esistenziale.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAHo ideato la Ginnastica Naturale in questi ultimi anni perché mi interessava unire questi due grandi campi di interesse il movimento e la natura in un post di alcuni anni fa scrivo che  …sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste e così il “corpo” e cosi la “natura”. Sono due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe.” E’ ancora questo che mi muove, l’onestà, la chiarezza, l’immediatezza, la sorpresa e la meraviglia.

Con un gruppo di amici abbiamo creato “Motus Mundi” un’associazione sportiva dilettantistica per poter promuovere esperienze di movimento in ambiente naturale. Abbiamo delle proposte di gruppo, con incontri settimanali che si svolgono all’aria aperta, abbiamo proposte di giornate intensive (riequilibrio stagionale), abbiamo un gruppo corsa che si trova settimanalmente, c’è la possibilità anche di incontri individuali per lavori specifici di riatletizzazione, proponiamo delle uscite in ambiente naturale, abbiamo una biblioteca, “La piccola biblioteca del bosco” che raccoglie libri di natura e movimento e progetti che si rivolgono a target specifici come “Itinerari di Crescita” e “In campeggio con papà”.

luna e corpoIo continuo a muovermi e ad andare in natura perché sono convinto che siano tra le cose più importanti che posso fare, a volte mi viene da pensare che a cinquant’anni, quella che è la mia età adesso, avrei voglia solamente di camminare e stare in natura.

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Leaf Evo – Lizard

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03 Agosto. Mattina.

Apro la scatola, sono un po’ emozionato…”LEAF EVO… hmm, bene, bei colori”, non sapevo cosa arrivava e quindi un po’ di curiosità e aspettativa l’avevo. Le prendo in mano…leggerissime, le infilo, un po’ aderenti ma penso si adatteranno, mi incuriosisce questo sistema ad elastici, bello e geniale, le tolgo e le infilo nuovamente. Facile! Molto facile! La punta è larga, le dita hanno veramente spazio, si muovono con facilità, comode, il piede e le dita sono bene “spalmate” a terra.

Fuori c’è caldo, un mese pazzesco per il caldo, esco a fare due passi sono troppo curioso di sentire come si cammina!

La prima sensazione è di non indossare niente, quasi inconsistenti. Piacevole davvero, non sento sassi sotto le suole nonostante la leggerezza, il tessuto è fresco. Direi che come primo impatto molto buono.

Non sapevo bene come cominciare con questo post perché è la prima volta che mi capita di recensire un prodotto, così ho trascritto un po’ qualche appunto che avevo preso il giorno che mi sono arrivate le “LEAF EVO” da testare per conto di LIZARD.

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Una scarpa molto comoda, facilissima e veloce da indossare e ogni volta che la si indossa si ha la sensazione di entrare in un luogo comodo. La pianta è larga e offre spazio alle dita di muoversi e questo da’ una grande sensazione di libertà e non si sentono costrizioni. Per questo motivo è molto piacevole camminare con questa scarpa ai piedi.

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Io l’ho testata anche su terreni outdoor e devo dire che comunque si è comportata molto bene, naturalmente niente di forzato, soprattutto come pendenza, dove rischia di trovare un po’ il suo limite, però va bene su diversi terreni: strade bianche, sentieri nei boschi, prati.

E’ una scarpa molto fresca io l’ho portata più spesso senza calze, ma anche con le calze è portabilissima.

E’ molto leggera e si può tranquillamente piegare, quindi adatta ad essere la scarpa da mettere in borsa o nello zaino. L’ho usata nei trekking sia corti che lunghi ed è sicuramente una comodità averla nello zaino, perché ti permette di riposare i piedi dopo una lunga camminata ritrovando anche un po’ di comodità.

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E’ comoda anche per andare in piscina, vai togli le scarpe, metti le ciabatte, anche ad arrampicare dove è un continuo toglie e metti le scarpette da arrampicata. Pure in campeggio, dove in tenda devi entrare senza scarpe per non sporcare ed è un continuo togli ed infila, insomma veramente pratica.

In ultima devo dire che anche sul piano estetico fa la sua figura perché amici e conoscenti hanno sempre fatto qualche commento positivo sulle mie LEAF EVO.

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E’ una scarpa che consiglio innanzitutto a chi fa attività sportiva e per questo ha la necessità di cambiare calzatura di frequente, però secondo me è un’ottima alternativa anche ai sandali estivi. Essendo una scarpa con un disegno di pianta larga, realizzata con un tessuto fresco e traspirante e dall’incredibile leggerezza, regala una forte sensazione di libertà. E’ una scarpa estiva ideale per le persone che con l’avvicinarsi di questa stagione sentono la necessità di liberare i piedi dalle calzature invernali e dare più spazio e libertà ai piedi.

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Perché Naturale?..cosa si fa – 2

tuffatoreApro un poco gli occhi, non vedo nessuna luce eppure è ora! Non me l’aspettavo, ero abituato a svegliarmi con il chiaro, invece solo un leggero bagliore trafila dalla porta. Mi muovo un po’ nel letto sento qualche doloretto ai piedi e alle articolazioni, mi tocco le braccia e mi sento la pelle fredda ed improvvisamente sento un brivido e cerco così di coprirmi il più possibile. Fino a qualche giorno fa stavo senza lenzuola magari mi svegliavo accaldato ora invece sento un po’ di fresco e il mio corpo, mi pare, ha bisogno di qualche attenzione in più e di qualche minuto per attivarsi e per fare in modo che tutto riprenda a scorrere dentro di me.

Sento sempre più che sono molto influenzato dai ritmi della natura, dal ciclo delle stagioni, dal ciclo del giorno. Questi cambiamenti mi chiedono un continuo adattamento, una costante attenzione. Influiscono sul mio modo di affrontare le cose, sul mio stato di benessere, sul funzionamento del mio organismo, sulle sensazioni che provo, sulle emozioni che emergono. Si proprio così, in autunno ho uno stato d’animo completamente diverso da quello di inizio estate e così se appena alzato apro la finestra e vedo il sole piuttosto che la nebbia dentro di me si muovono una serie di trasformazioni. Non ho mai approfondito tanto il ciclo degli astri ma è una conoscenza millenaria e posso pensare che, anche se non rientra nella mia consapevolezza quotidiana, sicuramente la disposizione degli astri nel cielo possa avere qualche influenza su di me. La luna la conosco un po’ di più e per molti secoli e molte culture il ciclo della luna ha determinato l’inizio e la fine dei cicli dell’uomo, per l’approvvigionamento del cibo, per la sistemazione delle nuove dimore e molto altro.

Tutto questo mi ha sempre affascinato.

OLYMPUS DIGITAL CAMERASono altrettanto affascinato e incuriosito da come anche alcuni luoghi e alcuni elementi della natura influenzino il mio stato d’animo. Io non riesco a rimanere indifferente quando mi trovo di fronte ad un paesaggio naturale o al cospetto di un albero secolare o di una cascata o quando cammino su di una cresta in montagna, piuttosto che in una stretta e buia valle o sono a nuotare in un fiume o nel mare. Dentro di me qualcosa si trasforma, cambia e non c’è solo questo, se presto attenzione sento che riesco a distinguere se questa trasformazione mi porta qualche beneficio o mi fa scoprire qualche parte nuova di me o del mondo che mi circonda e magari mi ritrovo ad invertire l’ordine di importanza che do’ alle cose.

Tutto questo mi piace molto.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAEcco, questo è il perché a fianco della parola ginnastica trovate naturale, perché quando ci muoviamo lo facciamo con la consapevolezza che la natura attorno a noi non è indifferente, che tutto ciò che incontriamo può rappresentare un’occasione per conoscere, interpretare e agire in funzione di un miglioramento di noi stessi.

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Cosa si fa – 1

lessina blogSe stai leggendo questo post è perché hai messo 3 crocette in quello precedente dove scrivo a chi può interessare e quindi vuoi saperne di più su cosa si fa.

Intanto si chiama Ginnastica Naturale, quindi già questo dà qualche indicazione. Cominciamo da “ginnastica” che è una parola ormai in disuso, potremo dire antica e antiquata, però porta con sé degli aspetti che mi piacciono.

Sul dizionario si trova definita come disciplina o attività fisica o tecnica, che mira a rendere il corpo agile e robusto mediante una serie di esercizi; che cura il benessere fisico e il rinvigorimento del corpo attraverso alcuni esercizi fisici; che tende attraverso un complesso di esercizi, a migliorare le condizioni generali dell’organismo dando forza e armonia al corpo. Ecco questa è la spiegazione da dizionario che condivido, però sento dover fare alcune specificazioni.

La prima è che la parola ginnastica richiama alla mia mente una pratica semplice, chiara, adatta a tutti, finalizzata a qualcosa, facilmente praticabile.

L’altra invece è che non amo molto il termine “esercizi” e difficilmente lo uso, preferisco utilizzare “movimento”, perché ha una dimensione più allargata, globale e sicuramente più in sintonia con il mio modo di fare.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuindi diciamo che Ginnastica Naturale è una attività fisica fatta all’aperto, camminando e da fermi e a volte correndo, che prevede la pratica e la sperimentazione di diversi movimenti sia individualmente, che in coppia, che a gruppi, con la finalità del benessere della persona, del rinvigorimento fisico e mentale, che porti a migliorare le condizioni generali dell’organismo dando forza e armonia.

Però la cosa che ti interessa di più sapere sarà quali movimenti? Giusto?

I movimenti che vengono proposti sono tutti movimenti naturali e cerco di spiegarti nel modo più semplice possibile cosa intendo con questo.

Noi esseri umani, presenti sulla terra da almeno 200.000 anni ci siamo sviluppati e abbiamo sviluppato le nostre abilità e capacità, per rispondere a tutto ciò che la natura ci pone di fronte. In natura dobbiamo alzare le gambe per scavalcare qualcosa, abbassare la schiena per passare di la, saltare via un ostacolo, probabilmente per quasi 195.000 e più anni abbiamo dovuto anche correre per scappare da qualcosa, arrampicarci per metterci in salvo, e così via, questi sono i nostri movimenti naturali. I nostri arti hanno delle possibilità di movimento nello spazio, cosi come il tronco ed ogni appendice del corpo, quindi ciò che si fa è esplorare tutte queste possibilità di movimento, sperimentarle e allenarle.

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Su questo viene in aiuto lo spazio naturale che offre diverse possibilità di ispirazione, la salita la discesa e tutte le pendenze possibili con i diversi tipi di terreno incontrati erba, sassi, fango che ci impongono di muoverci con presenza a attenzione; poi tutti gli elementi presenti in natura, gli alberi, i torrenti, le pietre e i sassi e tutta la vegetazione con i quali avere a che fare e sui quali arrampicare, saltare, rimanere in equilibrio; infine i compagni di gruppo con i quali confrontarsi, giocare, collaborare…tutte queste variabili diventano uno spunto creativo per il movimento e vi assicuro che in palestra sul vostro tapirulan le cose hanno assolutamente un altro sapore.

Tutti i movimenti proposti sono quindi funzionali, cioè finalizzati ad uno scopo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADa questa punto di vista posso assicurare che l’esperienza della ginnastica naturale offre sul piano motorio (con il termine motorio intendo riferirmi globalmente a tutto l’organismo, quindi con tutte le componenti coinvolte nel movimento, da quelle sensoriali, muscolari, articolari, neurologiche e psico-emotive) una ricchezza di stimoli molto, ma molto, più alta di qualsiasi attività di fitness e benessere svolta in palestra.

Questo è relativo alla parola ginnastica, nel prossimo post vi dirò qualcosa sulla parola “naturale” ….e poi vi dirò di me e delle mia formazione.

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Cos’è la Ginnastica Naturale

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Già proprio così, dopo un po’ di anni che è iniziata questa esperienza di Ginnastica Naturale sono pronto a riscrivere cos’è. Sì, credo sia giusto perché in questi anni ho sperimentato diverse modalità di lavoro, incuriosito e stimolato sia dalle persone che partecipavano che dal contesto che si creava. Inoltre, in questo lasso di tempo, ho continuato ad apprendere, ho approfondito con testi e nel confronto con altri professionisti, mi sono formato e continuo a farlo, avendo così l’opportunità di conoscere nuove persone che mi aprono a vedute nuove sulle pratiche corporee e mi offrono nuovi strumenti di lavoro.

Quindi ritornando alla domanda iniziale: cos’è la Ginnastica Naturale?

Pensavo di rispondere a questa domanda facendomi un’altra domanda: a chi si rivolge la ginnastica naturale? A chi può interessare?

Proverò a rispondere.

☐    Interessa e si rivolge a tutte quelle persone che si rendono conto di avere la necessità di “riprendere in mano il proprio corpo”. Forse qualcuno potrebbe criticare l’espressione che uso, ma rende l’idea in quanto molte persone si trascurano e trascurano il proprio corpo facendo poco o niente movimento, mangiando male e sostenendo ritmi impossibili. Ecco se sei arrivato a questa consapevolezza, significa che è arrivato il momento di prenderti in mano sul serio e puoi mettere una crocetta su Ginnastica Naturale.

 

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☐    Interessa e si rivolge inoltre a quelle persone che tengono alla propria forma fisica e praticano movimento in modo costante perché lo ritengono un aspetto importante per il proprio benessere e per la propria vita. Però sono stanche delle solite attività che si svolgono in palestra e soprattutto di quelle attività di fitness che tanto vanno di moda e che sono impersonali. Sono stanchi di quei contesti dove non si può parlare con nessuno o perché c’è la musica a tutto volume o perché regna un silenzio assoluto. Quindi se sei stanco delle palestre e credi che la relazione con chi propone l’attività, la conoscenza e il confronto con gli altri partecipanti del gruppo siano importanti, puoi mettere un’altra crocetta alla Ginnastica Naturale.

 

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    Interessa e si rivolge a quelle persone che hanno capito che la natura è uno dei beni più preziosi che abbiamo. Perché lo spazio naturale è il nostro ambiente di vita, siamo strutturati per stare in natura, in natura abbiamo la possibilità di crescere come uomini e donne e di elevare la nostra vita e migliorarla. Non solamente questo, ma aggiungo anche che vivere in natura contribuisce al nostro benessere (naturalmente questo vale per la proposta di ginnastica naturale, se vi proponessi di fare speleo-sub forse questo contribuirebbe ad aumentare il rischio di farvi del male).Quindi se hai il desiderio di riprendere contatto con l’ambiente naturale anche con un atteggiamento di scoperta e novità, metti un’altra crocetta a Ginnastica Naturale.

 

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Ecco direi che per il momento ti ho detto alcune cose e cioè che la ginnastica naturale è una pratica di movimento finalizzata al benessere psico-fisico, che si svolge all’aria aperta con l’obiettivo di risintonizzarsi con il nostro vero mondo di sempre e fatta in gruppo per crescere e divertirsi anche nel confronto e nella relazione con gli altri.

Se hai messo 3 crocette: Ginnastica Naturale fa per te! Nei prossimi post ti dirò cosa si fa e chi la fa…e se hai bisogno di altre informazioni scrivimi pure che ti risponderò.