“Addiopizzo”. Palermo 1

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Mercato a Ballarò

Sono seduto al tavolo, visi dipinti sul muro, profumo di cibo, gente che parla, che si guarda negli occhi, che ride.

Al nostro tavolo c’è Giovanni che parla con gentilezza e simpatia, siamo contenti e interessati a ciò che ci sta raccontando, ma si interrompe un attimo perché la ragazza che porta i piatti ai tavoli arriva con un piatto di “falafel” come antipasto.

Ne prendo uno in mano, ha una consistenza morbida, è caldo e ad addentarlo una sottile crosticina resiste un poco, solo quel giusto da farti sentire uno scricchiolio tra i denti per poi affondare in una pasta morbida, calda e saporita.

Quello che sta dicendo Giovanni arriva a stento…”Moltivolti nasce come…”…”Ballarò è un quartiere che…” parole interrotte e solamente a tratti percepite dalle mie orecchie, quasi fossi vittima di una riorganizzazione cerebrale dove l’area deputata all’udito è soverchiata da quella del gusto e del profumo. Completamente rapito dal sapore! E guardando i miei compagni di viaggio capisco che anche per loro è così, Giovanni è sullo sfondo, parla, sorride e sorseggia la sua birra.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Piazza Ballarò
OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Mercato a Ballarò

Ci sta raccontando la storia di “Moltivolti” un ristorante che si trova nel centro storico di Palermo, a Ballarò, il quartiere del mercato. Una zona centrale della città che negli anni è stato abbandonato dai palermitani e ricolonizzato da stranieri, i quali ormai gestiscono il 30% del mercato di Ballarò.

Il commercio sulle bancarelle rimane l’anima del quartiere, venditori urlanti propongono merci di ogni tipo ma prevalentemente vengono venduti generi alimentari: carne, pesce, verdura, frutta e tutto ciò che i palermitani, in modo unico, riescono a preparare, una vera e propria patria dello street-food.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
L’interno del ristorante “Moltivolti

 

Moltivolti” è li a due passi da piazza Ballarò, non è solo un ristorante ma un luogo di incontro, di scambio, di conoscenza, di lavoro insieme, di integrazione, un luogo ricco di relazioni. Giovanni ci dice che l’indomani andrà Don Ciotti di “Libera” e Igor Scalisi, l’artista che dipinge i volti sulle pareti del ristorante, ha già preparto il ritratto di questo prete che ha fondato “Libera“, associazione per la lotta alle mafie.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Yossouu uno dei fondatori di “Moltivolti” e il suo ritratto vicino a quello di don Ciotti.
OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Autoritratto di Igor Scalisi, artista che dipinge i ritratti sulle pareti del ristorante “Moltivolti” a Ballarò (PA)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Moltivolti” come altri commercianti e uomini e donne aderisce ad “Addiopizzo” un’associazione nata nel 2004 che ha la sua sede in un bene confiscato alla mafia, un ex magazzino dove veniva portata merce di contrabbando del boss della mafia palermitana Massimo Spadaro. Andiamo nella sede dell’associazione, per farci raccontare la loro storia, Giusy che ci apre la porta è una volontaria dell’associazione così come gli tutti altri che la compongono. Ci fa accomodare nella loro sala riunioni, oltre gli uffici e sul muro in alto capeggia una scritta Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. E’ la frase con cui è nata questa associazione.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Sette ragazzi, una notte stanchi dei continui soprusi alla popolazione da parte della mafia, decidono di tappezzare la citta con degli adesivi che riportano questa frase ora dipinta sul muro. Un’offesa per un siciliano. Dignità e onore sono sacri da queste parti e così l’indomani Palermo si risveglia e alla vista degli adesivi la gente comincia a farsi sentire, reagisce. È il primo passo che porterà alla nascita di “Addiopizzo”, una rete di persone, uomini donne e commercianti che hanno deciso di non sostenere la mafia. “U pizzu” significa bagnarsi il becco, da questa parola deriva il termine “pizzo”, la criminalità mafiosa usa questa parola per estorcere attraverso l’intimidazione e la minaccia, Giusy ci dice che “il pizzo è la manifestazione più concreta della mafia, perché con il pizzo la mafia si fa stato”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Un adesivo che ricorda Libero Grassi che negli anni ’90 è stato ucciso dalla mafia per aver dichiarato pubblicamente il suo rifiuto a sostenerla con il pizzo
OLYMPUS DIGITAL CAMERA
L’adesivo che dichiara l’appartenenza di questo ristorante alla rete di “Addiopizzo”.

Altre cose ci ha raccontato Giusy e altre persone che non ho nominato, hanno fatto la storia di questa associazione, ma non mi dilungo oltre.

Per questo viaggio ci siamo appoggiati ad “Addiopizzo-travel” che propone la sua città e la sua terra al turismo attraverso una rete di albergatori, aziende agricole, agenzie di trasporto, b&b, ristoranti, ecc. che hanno fatto la scelta coraggiosa di ribellione alla mafia…e noi ci siamo trovati bene.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

E’ nato per caso questo viaggio a Palermo, un susseguirsi di incontri con persone, di intrecci di relazioni, che ci hanno fatto conoscere questa sorprendente città dalla quale non avrei più voluto venire via, forse il cibo, forse le persone, forse il mare, forse la potente spinta di trasformazione, di cambiamento, di rinnovamento che ho sentito camminando per le sue vie…tornerò a raccontare qualcosa.

Annunci

Un pensiero riguardo ““Addiopizzo”. Palermo 1

  1. Grazie di averci fatto scoprire
    un pezzo d’ Italia che pochi conoscono. Una speranza per il futuro. Voglio crederci.
    Patrizia

Se ti va, lascia un commento.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...