Breathwalk

breathOggi volevo parlare del Breathwalk. Una tecnica interessante e articolata che raccoglie, e mette insieme, la camminata consapevole, con la respirazione consapevole e la meditazione.

Da sempre il camminare, il ritmo del camminare è legato al ritmo del respiro e, avendo alcune conoscenze di movimento, di meditazione e di respirazione, diventa anche abbastanza facile lasciarsi ispirare e collegare queste conoscenze, giocando a mettere insieme le cose per creare varie situazioni che a poco a poco possono modificare il nostro stato di quel momento.

Quanto il respiro possa modificare il nostro stato d’animo e viceversa, è una cosa risaputa, tutte le tecniche di meditazione, di presa di consapevolezza del corpo, di concentrazione, di rilassamento, di connessione con il mondo introno a noi, nelle arti marziali e in tutto ciò che concerne il movimento, ha come centro il respiro. Del resto respirare è vita, chi non respira muore.

Il camminare, è forse l’attività motoria per eccellenza nell’uomo, è il modo di spostarsi da un punto ad un altro, camminando andiamo incontro alle cose del mondo, incontro agli altri e in ultima anche incontro a noi stessi.

La meditazione è la via possibile per elevare lo spirito ed essere pienamente nel presente. Meditare è il modo per fermare la nostra mente che è in continua attività frenetica e spesso comanda a noi stessi, determinando il nostro modo di vivere senza però farci ascoltare ciò che sta nel profondo di noi stessi. La meditazione, uno stato dell’essere che si raggiunge grazie a delle tecniche, che però a volte rischiano di essere considerate troppo spirituali da alcune persone o a volte, semplicemente, troppo lontane per chi non è in grado di fermarsi e vive in continuo movimento, con una necessità impellente di muoversi. Ecco credo che per tutto questo, possa essere interessante parlare di Breathwalk, (descritta nel libro di yogi Bhajan e G. Singkhalsa dal titolo “Breathwalk” edito da ASTROLABIO) perché spiega e approfondisce questo rapporto “passo – respiro – meditazione” in modo molto interessante.

A me piace e mi intriga questa connessione tra il ritmo del camminare, il ritmo del respiro e l’attenzione a quest’ultimi, che permette di entrare in uno stato meditativo. Allora diventa interessante sapere e capire anche, che i guerrieri indiani del centro e sud America, quando si spostavano a piedi, usavano andare in fila indiana, sincronizzando il ritmo dei passi con il ritmo del respiro, con il ritmo dei compagni. Per quegli indiani nel camminare in questo modo in gruppo, in fila indiana, non esisteva più una distanza da percorrere, un punto dal quale ci si era allontanati e un punto al quale ci si doveva avvicinare, ma esisteva solo il momento presente ed era l’unica cosa che contava. Questo permetteva loro di compiere lunghe distanze, senza affaticarsi troppo e arrivare ancora con energia, molto probabilmente questa modalità e questa ricerca di sintonia di ritmi, ha dei legami profondi con il nostro essere, arcaici, in grado di attivare energie nascoste alle quali attingere. A differenza di quegli indiani noi spesso ci sentiamo sopraffatti dall’ansia per ciò che abbiamo lasciato indietro, oppure dall’ansia di arrivare e ci perdiamo così il presente, ciò che stà in mezzo tra i due punti, forse la parte più reale della nostra vita. I popoli che camminano da secoli conoscono questo e sanno che una camminata per lunga che sia, è fatta di un passo alla volta.

Il breathwalk ha una tecnica precisa, fatta di diverse fasi e diverse possibilità, con esercizi preparatori e viene usato anche come pratica di complemento, alla cura di alcune sofferenze di tipo psico-emotivo.

Nel breathwalk si parla di 4 benefici:

  • miglioramento dei livelli di energia in quanto permette di generare energia dentro di noi e di conseguenza ci sentiamo corroborati, rinnovati.
  • controllo degli stati d’animo, quindi si calmano gli stati d’ansia, la depressione si trasforma in speranza e dalla preoccupazione passiamo alla fiducia.
  • migliora la qualità della mente, quindi riusciamo a focalizzare meglio diventando meno dispersivi diventiamo più lucidi. Intuitivi, migliora la concentrazione e l’attenzione e siamo più creativi e in grado di apprendere.
  • migliora il nostro senso di collegamento. Mi piace questo beneficio perché è abbastanza poco trattato e si intende l’appartenenza a qualcosa di più grande del normale io personale. Mi piace questo quarto beneficio, perché è molto Ginnastica Naturale, infatti in questo “senso di collegamento” è implicita la connessione con la natura.

Naturalmente la respirazione e tutte le sue componenti sono centrali in questa pratica e sono elementi sui quali agire. Non voglio entrare troppo nello specifico e dettagliato, in quanto credo che se vi interessa potete acquistare il libro che a mio parere è istruttivo, però vi dico quello che potreste sperimentare praticamente.

Scegliete un percorso all’aria aperta, meglio se in mezzo alla natura, possibilmente in piano, cominciate a camminare, cercate di farlo in modo corretto, con il corpo e la mente allineati, naturali e privi di tensioni, eventualmente rileggete i post che ho scritto relativi al cammino. Poi ponete l’attenzione al ritmo dei vostri passi e al ritmo della vostra respirazione, prendetene consapevolezza, osservatene i rapporti, osservate il vostro corpo, il vostro stato d’animo. Poi decidete di tenere un ritmo di 4 passi ogni movimento espiratorio e 4 passi ogni movimento inspiratorio, proseguite in questo modo per un tempo che a voi sembra significativo, secondo me almeno 15 minuti sperimentate questo ritmo e poi datevi un tempo di ascolto e , di ritorno senso-motorio di questa esperienza e vedrete che ritroverete almeno in parte qualcuno dei 4 benefici che sono scritti sopra.

Sperimentate e godete di questo.

2 pensieri riguardo “Breathwalk

  1. Pratico questo tipo di attività ogni settimana. È una fantastica maniera di meditare perché ti connette con questo corpo, che spesso dimentichiamo È noi, non la nostra macchina…

    1. Sono d’accordo con te, spesso ci dimentichiamo del corpo e breathwalking è un modo semplice ma efficace, sesondo me, di riprendere contatto. Grazie dei tuoi commenti.

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