Essere in equilibrio

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Ultimamente negli incontri abbiamo trattato un po’ l’equilibrio e quindi ho pensato di parlarne.

Equilibrio è una parola e un concetto trasversale a diversi saperi, dalla fisica, alla meccanica, alle scienze del movimento, alla psicologia, alla filosofia e altro. E’ un concetto forse semplice da intuire, ma poi se viene approfondito in ogni ambito si aprono mondi complessi ma interessanti.

Ho guardato un po’ il vocabolario per alcune definizioni e, prendendo in considerazione il mio ambito quello del movimento, ho trovato che “l’equilibrio è la capacità di un corpo, di rimanere stabile sia da fermo che in moto”…non mi ha molto soddisfatto questa definizione.

Quando penso alla parola equilibrio mi vengono subito alla mente immagini di immobilità, di qualcosa di fermo, di silenzioso, di qualcosa che anche mi meraviglia. Avete presente quelle libellule fatte di bambù? Fatte in modo tale che rimangono in equilibrio solamente appoggiando l’inizio della testa e tutto il resto è fuori? Ecco, più o meno l’immagine iniziale che ho è quella, e la sensazione è di stupore, per questo gioco che apparente sconvolge le regole della fisica.

Mi ci vuole sempre qualche secondo, per concepire anche immagini che riguardano situazioni dinamiche, e in quel caso provo sempre meraviglia in quanto le immagini sono spesso relative ai giochi di equilibrismo che si vedono al circo. I miei pensieri sull’equilibrio quindi sono sempre accompagnati da un sentimento di meraviglia e sorpresa, quasi fosse una capacità “speciale” quella dell’equilibrio.

L’equilibrio è una cosa ci accompagna sempre, perché noi siamo costantemente in una situazione di equilibrio con il nostro corpo, meglio siamo costantemente alla ricerca di situazioni di equilibrio passando da situazioni di dis-equilibrio. I nostri centri nervosi sensoriali sono sempre al  lavoro per assicurare l’equilibrio del corpo. Questo continuo gioco di ricerca dell’equilibrio è fatto esclusivamente per resistere alla forza di gravità. L’unico momento in cui non dobbiamo resistere alla forza di gravità è quando siamo distesi a terra…ed è l’unico momento in cui non possiamo neanche perdere l’equilibrio.

Il cammino stesso è un continuo passare da situazioni di dis-equilibrio a situazioni di equilibrio riconquistato. Per camminare e procedere avanti, abbiamo la necessità di perdere l’equilibrio, di porre il nostro corpo in situazione di dis-equilibrio.

A me piace molto questo, pensare che per procedere avanti dobbiamo necessariamente perdere l’equilibrio e poi riconquistarlo. Simbolicamente mi pare che abbia molto da dire questa dinamica. Non solo, mi piace anche perché il dis-equilibrio necessità solitamente di risposte spesso immediate, e nonostante noi siamo fatti di circuiti automatici che mirano a preservarci, in questo breve tempo a volte c’è spazio anche per la creatività. Quindi spesso, quando si gioca con l’equilibrio, mettendolo alla prova, si trovano soluzioni motorie creative, risposte nuove, inoltre in questi giochi dobbiamo necessariamente fare i conti con il rischio, perché potremmo riuscire o non riuscire. Anche questo mi piace, il rapporto che esiste tra il nuovo, quindi la creatività, il rischio e gli orizzonti sconosciuti che si scoprono.

L’altra cosa che mi piace, di questa questione dell’equilibrio è il baricentro. Il baricentro è un punto del nostro corpo, definito come la risultante delle forze di gravità che agiscono nei diversi punti del corpo. Etimologicamente significa “centro del peso” ed è identificato come il centro di massa di un corpo. È bello sapere che abbiamo un “centro”, che si trova un po’ sotto l’ombelico, 4 dita sotto.

Per le arti marziali e quindi per il mondo orientale, questo punto del corpo è un punto speciale non è considerato solamente “la risultante delle forze ecc…” ma bensì il centro psico-fisico e spirituale dell’uomo, il centro dell’energia del corpo, l’energia vitale universale, chiamato anche Ki e Hara, e forse in altri modi ancora che non conosco. Un punto dal quale scaturisce la nostra energia vitale e che, se controllata a dovere, permette di esprimere al massimo la potenza delle capacità di chi pratica arti marziali.

Quindi per concludere questo, spero non troppo confuso, post sull’equilibrio, per la ginnastica naturale è importante lavorare sull’equilibrio con la consapevolezza del nostro centro corporeo, cercando di spostare gli occhi della mente nel nostro ventre, dove si trova il centro energetico, il Ki. Allora molto probabilmente il lavoro sull’equilibrio non avrà solo una corrispondenza nel corpo, ma anche nella mente, nello spirito e nella nostra energia vitale.

4 pensieri riguardo “Essere in equilibrio

  1. Ciao, premetto che faccio fatica a trovare il mio equilibrio corporeo, sempre. E’ ovvio! sono squilibrato nella mente… e quindi anche nel corpo. Mens in-sana in corpore in-sano. Provate a pensare a tutte le mie sfighe corporee. Tante, Vero? Figuriamoci come è messa la MENS MEA. Comunque…
    Lo Stimolo di Nicola sul cammino che è un gioco tra la ricerca di equilibrio e di dis-equilibrio mi piace e mi stimola. Vorrei portare un mio contributo relativamente a questa dinamica.
    L’equilibrio senza lo squilibrio è staticità, è non attività,… direi di più, non è movimento (nicola dixit). Andando oltre, io dico (ma non è farina del mio sacco) che EVOLUZIONE è un buon rapporto tra equilibrio e dis-equilibrio, anzi c’è evoluzione solo e soltanto se ci sono tutti e due gli elementi. Quindi, banalizzando, adesso se voglio evolvere devo cercare l’equilibrio che non è in me perchè il dis-equilibrio ce l’ho già. ciao ciao

    1. …sai cosa pensavo Luca, una cosa un pò strana. A volte credo che anche l’equilibrio sia una questione di prospettiva. Mi spiego chissà se quando crediamo di essere in disequilibrio dentro di noi magari invece siamo in equilibrio con il cosmo in evoluzione…chissà.
      Grazie del commento e bello leggere i commenti

  2. Caro Nicola
    spero di non scombinare gli equilibri, molto spesso precari di chi si muove, inciampa, riconquista l’equilibrio i poi con molta più attenzione continua senza arrendersi in un terreno che spesso ci costa cadute e graffi e fratture ed a volte ancora di più.
    E’ il terreno della vita, le esperienze.
    Molte volte l’equilibrio delle esperienze non ci rende vivi, non ci fa sentire quanto lavoro c’è dietro ad ogni passo della nostra vita. Ed è solo quando perdiamo questo equilibrio (come ad esempio un problema di salute, o un problema economico o altro… ricco di emozioni negative…….)che ci accorgiamo di quanto era precario il nostro equilibrio precedente e quanto è dura riconquistarlo.
    Tuttavia è proprio in questa lotta, nel continuo mettere alla prova noi stessi che ci accorgiamo di quanto siamo vivi e di quanto valiamo. Nell’equilibrio non ci rendiamo conto, nella riconquista apprezziamo molto di più quello che ci sembrava scontato.
    Amare il dis-equilibrio perchè ci fà amare l’equilibrio.
    A rivederci o per lo meno a Risentirci….
    Giorgio

    1. caro Giorgio è un piacere risentirti.
      credo che tu abbia proprio ragione, questo perdere e ritrovare l’equilibrio è una delle essenze della vita che ci fa sentire vivi, e come dice anche Luca sopra, ci fa evolvere.
      Grazie di essere passato dal mio blog, continua a farlo e a commentare, che mi fa paicere

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